Raphael Lemkin

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« La nostra intera eredità culturale è il prodotto del contributo di tutti i popoli. Qualcosa che possiamo comprendere al meglio quando ci rendiamo conto di quanto più povera sarebbe la nostra cultura se i maldefiniti popoli inferiori sottomessi dalla Germania, come per esempio gli Ebrei, non avessero avuto il permesso di creare la Bibbia o di far nascere un Einstein, uno Spinoza; se ai Polacchi non fosse stata data la possibilità di donare al Mondo un Copernico, uno Chopin, un Curie; ai Cechi un Hus, un Dvorak; ai Greci un Platone e un Socrate; ai Russi, un Tolstoj ed un Shostakovich. »
(Raphaël Lemkin, "Genocide – A Modern Crime")

Raphael Lemkin (Vawkavysk, 24 giugno 1900New York City, 28 agosto 1959) è stato un avvocato polacco.

Prima della Seconda guerra mondiale, Lemkin si interessò al genocidio armeno e propose alla Società delle Nazioni di bandire ciò che chiamò "Barbarie" (lo sterminio di un'etnia) e "vandalismo" (la distruzione della cultura di un'etnia). È conosciuto per aver coniato nel 1944 il termine genocidio, termine che deriva da genos (greco per famiglia, tribù o razza) e dal suffisso -cidio (latino per uccisione). La prima pubblicazione in cui apparve il neologismo fu Axis Rule in Occupied Europe: Laws of Occupation - Analysis of Government - Proposals for Redress ("La regola dell'Asse nell'Europa occupata: Leggi dell'occupazione - Analisi dell'attività di governo - Proposte di riparazione"), uscita nel 1944.

Lemkin nacque nella Russia imperiale, un'area che successivamente divenne la città di Wylkowyszki nella Bialystok Voivodship, in Polonia (oggi Volkovysk, in Bielorussia). Fuggì in Svezia poco dopo l'invasione nazista della Polonia nel 1939. Perse circa 49 dei suoi familiari più stretti nell'Olocausto; erano tra i più di 3 milioni di ebrei polacchi sterminati durante l'occupazione nazista. Alcuni membri della sua famiglia morirono in aree polacche annesse dall'Unione Sovietica. Gli unici familiari europei di Lemkin a sopravvivere furono suo fratello, Elias, e sua moglie con i due figli, che furono mandati in un campo di lavoro forzato sovietico.

Dopo l'Olocausto, Lemkin promosse la promulgazione di leggi internazionali che definissero e proibissero il genocidio, e raggiunse il suo obiettivo nel 1951, quando la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di Genocidio entrò in vigore.

La Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di Genocidio definisce il genocidio come:

Ciascuno dei seguenti atti effettuato con l'intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale:
  • (a) Uccidere membri del gruppo;
  • (b) Causare seri danni fisici o mentali a membri del gruppo;
  • (c) Sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
  • (d) Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;
  • (e) Trasferire forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo;

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  • Olivier BEAUVALLET, Lemkin face au génocide, (with a french translation of "The legal case against Hitler" released in 1945), Michalon, 2011- ISBN 978-2-84186-560-4.