Ramosch

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Ramosch
frazione
Ramosch – Stemma
Ramosch – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Regione Engiadina Bassa/Val Müstair
Comune Valsot
Territorio
Coordinate 46°50′00″N 10°23′00″E / 46.833333°N 10.383333°E46.833333; 10.383333 (Ramosch)Coordinate: 46°50′00″N 10°23′00″E / 46.833333°N 10.383333°E46.833333; 10.383333 (Ramosch)
Altitudine 1 236 m s.l.m.
Abitanti 485 (2012)
Altre informazioni
Cod. postale 7556
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3751
Targa GR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Ramosch
Ramosch
Sito istituzionale

Ramosch (toponimo romancio; in tedesco "Remüs"[1]; in italiano "Remusio", desueto[senza fonte]) è una frazione di 485 abitanti del comune svizzero di Valsot, nella regione Engiadina Bassa/Val Müstair (Canton Grigioni), del quale è capoluogo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ramosch è situato in Bassa Engadina, sul lato sinistro del fiume Inn; dista 56 km da Davos, 69 km da Sankt Moritz, 112 km da Coira e 192 km da Lugano. Il punto più elevato del territorio è la cima del Fluchthorn (3 399 m s.l.m.), sul confine con Galtür.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Ramosch prima degli accorpamenti comunali del 2013

Fino al 31 dicembre 2012 è stato un comune autonomo che si estendeva per 84,02 km²; il 1º gennaio 2013 è stato accorpato all'altro comune soppresso di Tschlin per formare il nuovo comune di Valsot.

Persone legate a Ramosch[modifica | modifica wikitesto]

  • san Florin (Malles, VII secolo), sacerdote e santo che si dice abbia trascorso la sua vita come parroco a Ramosch

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa riformata: decorazione interna

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Scuol-Tarasp della Ferrovia Retica, sulla linea Pontresina-Scuol, distante 9,5 km.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paul Eugen Grimm, Ramosch, in Dizionario storico della Svizzera, 21 febbraio 2017. URL consultato il 10 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246260085
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