Rambhai Barni

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Rambhai Barni
HM Queen Rambhai.jpg
Regina consorte del Siam
Queen's Standard of Thailand.svg
In carica 25 novembre 1925 - 2 marzo 1935
Incoronazione 25 Feb 1926
Predecessore Regina Indrasakdi Sachi
Successore Regina Sirikit
Nascita Bangkok, Thailandia, 20 dicembre 1904
Morte Bangkok, 22 maggio 1984
Dinastia Chakri
Padre Svasti Sobhana
Madre Abha Barni
Consorte Prajadhipok
Religione Theravada
Firma Signature of Queen Rambhai Barni.png

Sua Maestà Rambhai Barni (nome regale: Somdet Phra Nang Chao Rambhai Barni Phra Borommarachini, in lingua thai: สมเด็จพระนางเจ้ารำไพพรรณี พระบรมราชินี) (Bangkok, 20 dicembre 1904Bangkok, 22 maggio 1984) è stata regina consorte e vedova di re Prajadhipok, il settimo re della dinastia Chakri del Siam, l'odierna Thailandia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rambai Barni da giovane

Nata come principessa Rambhai Barni Svastivatana, era figlia del principe Svasti Sobhana (figlio di re Mongkut e della principessa Piyamawadi) e della principessa Abha Barni Gaganang. Le fu dato il soprannome di Thanying Na o principessa Na (in lingua Thai: ท่านหญิงนา). Secondo la tradizione della famiglia reale, all'età di due anni entrò nel Palazzo reale Dusit per essere educata e fu affidata alla regina Saovabha, che era sua zia e consorte principale del re Chulalongkorn. Da allora in poi visse al Palazzo Dusit[1].

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 20 dicembre 1904 - 26 Agosto 1917: Sua altezza serenissima la principessa Rambhai Barni Svastivatana
  • 26 Agosto 1917 - 26 Novembre 1925: Sua altezza serenissima principessa Rambhai Barni, principessa di Sukhodaya
  • 26 novembre 1925 - 2 Marzo 1935: Sua maestà la regina del Siam
  • 2 Marzo 1935 - 30 Maggio 1941: Sua maestà la regina Rambhai Barni
  • 30 Maggio 1941 - 22 Maggio 1984, Sua maestà regina Rambhai Barni, la regina vedova, Sua maestà regina Rambhai Barni di re Prajadhipok

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze siamesi[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The London Gazette (12595) (PDF), su The London Gazette, 9 novembre 1988. URL consultato il 23 novembre 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN26093121 · ISNI (EN0000 0000 3068 6331 · LCCN (ENn86145007 · WorldCat Identities (ENn86-145007