Raimondo Peralta
| Raimondo Peralta | |
|---|---|
| Conte di Caltabellotta | |
| Trattamento | Conte |
| Altri titoli | Grande Ammiraglio del Regno d'Aragona Gran Cancelliere del Regno di Sicilia Gran Camerlengo del Regno di Sicilia Capitano generale della Sardegna |
| Nascita | 1292 circa |
| Morte | Palermo, 1349 |
| Dinastia | Peralta |
| Padre | Filippo di Saluzzo |
| Madre | Aldonza Fernandez de Castro Peralta |
| Consorte | Sibilla di Cardona Isabella/Elisabetta d'Aragona Allegranza Abbate |
| Figli | Guglielmo Raimondo "Guglielmone" |
| Religione | Cattolicesimo |
Raimondo Peralta (in catalano Ramon de Peralta) (1292 circa – Palermo, 1349) è stato un nobile, militare e politico italiano. Fu 1º conte di Caltabellotta, barone di Peralta, grande ammiraglio del Regno d'Aragona, gran cancelliere e gran camerlengo del Regno di Sicilia e capitano generale della Sardegna[1][2].
Origine
[modifica | modifica wikitesto]Raimondo era il figlio di Filippo di Saluzzo ed Aldonza Fernandez de Castro Peralta, della quale mantenne il cognome[1]. Secondo gli storici Francesco San Martino De Spucches e Francesco Savasta è invece figlio di un intreccio familiare: il padre sarebbe Filippo Peralta, fratello uterino di Costanza di Svevia, moglie di Pietro III d'Aragona, mentre la madre Aldenza Fernandez, figlia di Eufemia d'Aragona, a sua volta figlia di Pietro II, nonché Regina del Regno di Sicilia dal 1355 al 1357[3][4].
Filippo, secondo la Pars II dei Monumenta Aquensia, col. 445 era figlio del Marchese di Saluzzo, Tommaso I e di Luisa di Ceva[5].
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Partecipò alla conquista aragonese della Sardegna, in particolare all'assedio di Castel di Castro del 1323[6], e alla fine del 1325 sostituì Francesco Carroz nel comando delle milizie terrestri[7]; tuttavia l'ostilità reciproca tra i due costrinse il Re a rimuoverli dai rispettivi incarichi.
Nel 1326 si mise al servizio del cugino Federico d'Aragona, impegnato nelle guerre del Vespro contro gli Angioini[2].
Tornò in Catalogna nel 1335, dove fu nominato grande ammiraglio del Regno d'Aragona e posto al comando di una flotta navale volta a difendere la Sardegna dalla Repubblica di Genova. Riuscì così ad impedire lo sbarco degli Angioini a Palermo, ma fallì nell'impedire la riconquista dell'isola di Djerba da parte dell'hafside Abu-Yahya Abu-Bakr II. Nel 1338 fu investito dei feudi di Borgetto, Calatubo, Caltabellotta e Castellammare del Golfo, cui si aggiunsero nel 1340 Alcamo e Bonifato. Sempre nello stesso anno fu nominato gran cancelliere del Regno di Sicilia. Dopo aver invaso il Regno di Napoli, nel 1347 negoziò la pace con la Regina Giovanna I d'Angiò.
Morì a Palermo nel 1349 durante le ostilità tra latini e catalani per il controllo della Sicilia[2]. Gli succedette nei feudi il figlio Guglielmo Raimondo, detto "Guglielmone".
Discendenza
[modifica | modifica wikitesto]Raimondo, in prime nozze, secondo lo storico e genealogista spagnolo, Jaime de Salazar y Acha, nel suo Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, aveva sposato Aldonza di Castro, figlia di Filippo Fernandez (?-prima del 1304), Signore di Castro, che aveva sposato María Álvarez de Haro, figlia del ricco castigliano don Juan Alfonso de Haro, signore di los Cameros, e di Constanza Alfonso de Menese[8], che poi, nel 1322 si unì in seconde nozze con Isabella (o Elisabetta) d'Aragona, figlia naturale di Federico e Sibilla Sormella. Dopo la morte di Isabella, avvenuta nel 1341, si risposò in terze nozze con Allegranza Abbate, figlia di Enrico, dalla quale ebbe un unico figlio, Guglielmo Raimondo "Guglielmone", che fu conte di Caltabellotta, gran cancelliere e gran camerlengo del Regno di Sicilia, e sposò Luisa di Sclafani.
Dalla prima moglie ebbe un figlio che ereditò la baronia di Castro[8]:
- Filippo di Castro, Signore di Castro e Peralta, sposò Francesca Alemany signora di Guimera, da cui ebbe tre figli:
- Filippo di Castro (?- impiccato nel 1371), Barone di Castro, Peralta e Guimera, che, nella guerra civile contro Pietro I il Crudele, fu sostenitore di Enrico II di Trastamara, di cui aveva sposato la sorella, Giovanna Alfonso di Castiglia, figlia illegittima del re di Castiglia Alfonso XI e di Eleonora di Guzmán, da cui ebbe una figlia e, che fu ucciso dai rivoltosi, durante una rivolta di Paredes de Nava, a causa delle tasse, come viene riportato nelle Cronicas de los reyes Castilla : don Pedro, don Enrique II, don Juan I, don Enrique III, tomo II[9];
- Raimondo di Castro (?-1355);
- Aldonza di Castro (?-prima del 1379). Baronessa di Castro, Peralta e Guimera.
Ascendenza
[modifica | modifica wikitesto]| Genitori | Nonni | Bisnonni | Trisnonni | ||||||||||
| Manfredo III di Saluzzo | Bonifacio di Saluzzo | ||||||||||||
| Maria di Torres | |||||||||||||
| Tommaso I di Saluzzo | |||||||||||||
| Beatrice di Savoia | Amedeo IV di Savoia | ||||||||||||
| Margherita di Borgogna | |||||||||||||
| Filippo di Saluzzo | |||||||||||||
| Giorgio di Ceva | ? | ||||||||||||
| ? | |||||||||||||
| Luisa di Ceva | |||||||||||||
| ? | ? | ||||||||||||
| ? | |||||||||||||
| Raimondo Peralta | |||||||||||||
| Fernando Sanchez de Castro | Giacomo d'Aragona | ||||||||||||
| Aldonza de Antillon | |||||||||||||
| Filippo Fernandez de Castro | |||||||||||||
| Aldonza Ximenez de Urrea | Scimeno de Urrea | ||||||||||||
| ? | |||||||||||||
| Aldonza Fernandez de Castro Peralta | |||||||||||||
| Raimondo Peralta | Guglielmo Peralta | ||||||||||||
| Marchesa di Caprera | |||||||||||||
| Aldonza Peralta | |||||||||||||
| ? | ? | ||||||||||||
| ? | |||||||||||||
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Filadelfo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie nobili titolate fevdatarie ed antiche nobili del fidelissimo Regno di Sicilia viventi ed estinte, 3ª parte, Palermo, 1670, p. 83.
- 1 2 3 (CA) Ramon de Peralta (XML), in Gran Enciclopèdia Catalana on line, Enciclopèdia Catalana.
- ↑ Francesco San Martino De Spucches, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalla loro origine ai nostri giorni, vol. 2, Palermo, 1924, pp. 75-76.
- ↑ Francesco Savasta, Il famoso caso di Sciacca, a cura di Girolamo Di Marzo Ferro, Palermo, 1843, pp. 90-91.
- ↑ (LA) #ES Monumenta Aquensia, Pars II, colonna 445, su archive.org.
- ↑ Jerónimo Zurita y Castro, Anales de la Corona de Aragón, vol. 6, cap. 45.
- ↑ Mario Enrico Gottardi, Governare un territorio nel Regno di Sardegna. Il marchesato di Quirra. Secoli XIV-XIX, Università degli Studi di Cagliari, p. 25.
- 1 2 (ES) Las Dinastías Reales de España en la Edad Media, pag. 157, su boe.es.
- ↑ (ES) Cronicas de los reyes Castilla : don Pedro, don Enrique II, don Juan I, don Enrique III, tomo II, capitulo V, pagg. 24 e 25, su archive.org.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (LA) #ES Monumenta Aquensia, Pars II, su archive.org.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (CA) Raimondo Peralta, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
- Maria Antonietta Russo, PERALTA, conti di Caltabellotta, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 82, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2015.
- (CA) Gran enciclopedia catalana - Ramon de Peralta, su enciclopedia.cat.
