Rai Eri

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Rai Eri
Logo
StatoItalia Italia
Fondazione1949 a Torino
Sede principaleTorino
GruppoRai
SettoreEditoria
ProdottiEditoria di televisione e media
Sito web

Rai Eri è il marchio con cui la Rai svolge la sua attività editoriale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni Radio Italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima attività editoriale storica della antesignana della Rai, la URI (Unione Radiofonica Italiana), fu la pubblicazione nel gennaio 1925 di Radio Orario, settimanale che riportava i programmi radio della stazione italiana e di quelle europee. Radio Orario sarebbe poi diventato nel 1930 Radiocorriere e nel 1954 Radiocorriere TV.[1]

Lo sviluppo seguente fu la nascita della Edizioni Radio Italiana (ERI) come società a Torino il 15 settembre 1949 con capitale interamente RAI[2] per unire e valorizzare le attività editoriali dell'emittente pubblica cresciute intorno al "Radiocorriere". Il 31 luglio 1954 il capitale fu ripartito fra la RAI (30%) e l'IRI (30%)[2].

La ERI negli anni cinquanta e sessanta pubblicava la collana Classe Unica (in formato tascabile) e le riviste L'Approdo letterario e L'Approdo Musicale, derivate dagli omonimi programmi culturali radiofonici[3][4].

Nel 1969 la ERI pubblicò la prima edizione del Dizionario d'ortografia e di pronunzia.

Gli anni ottanta e la Nuova ERI[modifica | modifica wikitesto]

La ERI è stata anche la casa editrice dello storico settimanale di informazione televisiva e radiofonica Radiocorriere TV (che prima di avviarsi a un trend negativo che l'ha portato alla chiusura aveva raggiunto, negli anni 1980, con la direzione di Aldo Falivena, un tetto di vendite di 700 000 copie).

Negli anni '80 Rai Eri pubblica le riviste mensili Moda (1983, per lungo tempo leader del segmento femminile) e King[5] (1987, il corrispettivo al maschile di Moda, della cui redazione facevano parte tra gli altri Ivano Casamonti, Carlo Bassi, Chantal Jannuzzi, Paola Annicchiarico, Laura Longo, Walter Gatti), ormai cessate, che hanno avuto come primo direttore il giornalista Vittorio Corona (poi Willy Molco) e che venivano realizzate a Milano. King e Moda rappresentano un innovativo sviluppo della formula del magazine, sia per quanto riguarda il linguaggio verbale e la grafica, e sia per i contenuti volutamente ossimorici con la testata, mantenendo uno sguardo ironicamente in controtendenza nei confronti del successo e dei valori del jet-system[6].

Il 23 luglio 1987 la società prese il nuovo nome di "Nuova Eri Edizioni Rai-Radiotelevisione Italiana S.p.A."[2].

Gli anni novanta e Rai Eri[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni novanta sviluppa la propria attività editoriale collegandola strettamente alla produzione radiofonica e televisiva. Pubblica, tra le sue opere, i libri dei protagonisti delle trasmissioni Rai e reportage giornalistici che suscitano vasta attenzione nel pubblico dei lettori (tra cui i saggi di Enzo Biagi, Bruno Vespa, Sergio Zavoli, Piero Angela e i più recenti di Antonio Caprarica) insieme con altre case editrici come Mondadori e Rizzoli. Dopo il periodo della direzione effervescente di Alberto Luna, giunse la crisi della fine degli anni 1980. Ma ben presto sarebbe arrivata una nuova svolta. Protagonista del rilancio definitivo il direttore Giuseppe Marchetti Tricamo, cresciuto professionalmente all'interno dell'azienda, che ha ridisegnato Rai Eri nei contenuti, nell'immagine, nella grafica (con il supporto del art director Franco De Vecchis), rendendola protagonista del mercato editoriale.

Nel 1995 la Nuova ERI fu chiusa e nel 1996 la RAI iniziò a pubblicare direttamente con il marchio "Rai Eri"[7].

Rai Eri oggi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Rai Eri continua a editare Elettronica e telecomunicazioni[8], Nuova rivista musicale italiana[9] e Nuova civiltà delle macchine[10] e lo storico DOP - Dizionario di ortografia e pronunzia.

Uno dei principali obiettivi di Rai Eri è quello di apportare un contributo allo studio della comunicazione e dei media e anche di documentare l'attività del servizio pubblico radiotelevisivo. Tra le opere edite in tal senso troviamo RicordeRai, un libro-documentario la cui seconda edizione è stata pubblicata nel 2004 in collaborazione con Rai Teche, che celebra i cinquant'anni della tv e gli ottanta della radio (il volume è firmato da Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti ed ha in allegato un DVD).

Tra le collane:

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Attuali pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rai Eri, la Rai da Leggere, su www.eri.rai.it. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2016).
  2. ^ a b c Annuario RAI 1988 1989, Torino, Nuova ERI, 1989
  3. ^ Annuario RAI, giugno 1958
  4. ^ Annuario RAI 1971, Torino, ERI
  5. ^ MENSILE KING (RAI): CRISI - LA REDAZIONE PROCLAMA LO SCIOPERO, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  6. ^ Websushi.it, Moda e King, l'ironia patinata, su Retrovisore | un sito di Luca Pollini, 30 luglio 2009. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2016).
  7. ^ ERI sull'Enciclopedia Treccani on line
  8. ^ Rivista tecnica dal 1946, cfr. il sito.
  9. ^ Nata nel 1967 è oggi diretta da Giovanni Carli Ballola, Paolo Donati, Giorgio Pestelli, Giancarlo Rostirolla e Roman Vlad
  10. ^ Su progetto di Leonardo Sinisgalli che ne diresse la prima serie (1957-1979) è oggi diretta dal comitato scientifico di Dario Antiseri, Edoardo Boncinelli, Umberto Bottazzini, Vittorio Marchis e Silvano Tagliagambe in collaborazione con il Centro D.I.E.A. (Documentazione su Ingegneria ed Etica Ambientale) della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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