Raffaele Stasi

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Raffaele di Noè Stasi (Napoli, 11 febbraio 1896Melette, 22 novembre 1917) è stato un militare italiano, decorato della medaglia d'oro al Valor Militare.

Figlio di Noè, ufficiale di carriera di Acquarica del Capo e autore del Manuale per allievi caporali, allievi sergenti e volontari di un anno di fanteria (Napoli 1898, 28 edizioni da 10.000 copie ognuna fino al 1921), Raffaele era studente di medicina e riformato per motivi di salute. Allo scoppio della Prima guerra mondiale riuscì a partire volontario per il fronte col grado di Tenente di Complemento del 130º Reggimento fanteria; morì guidando un assalto sul Monte Meletta Davanti (Altopiano dei Sette Comuni). Fu insignito della medaglia d'oro al Valor Militare. È sepolto nel Sacrario militare di Asiago, un monumento lo ricorda a Melette e gli è intitolato il cimitero militare di Marcesina (Trento).

Monumento alla memoria di Raffaele Stasi - Melette

«per fervido amore di Patria volontario di guerra dopo innumerevoli prove di singolare ardimento nell'ora della riscossa sull'Altipiano conteso andò di là dal prodigio incontro alla morte. Se non fu dato agli uomini rintracciare le sue spoglie mortali qui dinanzi alle vette del suo sangue vermiglie aleggia il suo spirito immortale»

(monumento Melette di Gallio)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Figlio unico e riformato, subiva un'importante operazione, per ottenere l'idoneità fisica al servizio e si arruolava volontario. Pur essendo studente di medicina, scelse e preferì l’arma di fanteria, nella quale, nominato ufficiale, fece 25 mesi di trincea, essendo di splendido esempio a tutti, per singolare coraggio nei numerosi combattimenti ai quali prese parte col suo reggimento. Sereno e calmo nel pericolo, paziente ed indefesso nella preparazione dei suoi soldati, instancabile in ogni evenienza, mai la sua costanza e la sua fede vacillarono di fronte alle più ardue situazioni. In una di queste, resa ancor più grave dalle difficoltà opposte dal terreno e dal nemico, ma. soprattutto dalle condizioni morali delle truppe stremate dalla lotta e dalla stanchezza, assaltando fortissime posizioni, condusse con slancio leonino la sua compagnia nelle trincee nemiche aspramente contese e, giuntovi per primo, cadde colpito a morte da una raffica di mitragliatrice al grido:“Avanti, Savoia ! “. Sublime esempio di elette virtù militari, di abnegazione, di devozione al dovere e di ardente amor di Patria.»
— Meletta Davanti, 22 novembre 1917[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Onorificenze, www.quirinale.it. URL consultato il 14 aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Noè Stasi, In memoria del Ten. Raffaele dott. Stasi (Galatina 1932).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]