Raffaele Bendandi

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Raffaele Bendandi

Raffaele Bendandi (Faenza, 17 ottobre 1893Faenza, 3 novembre 1979) è stato uno pseudoscienziato italiano.

Bendandi elaborò una sua personale teoria, priva di qualsiasi riscontro oggettivo, sulla natura dei terremoti e sulle loro presunte cause[1]. Formatosi da autodidatta, Bendandi non ha mai pubblicato un'esposizione scientifica verificabile della sua teoria.

I suoi studi e le sue asserite previsioni sono ritenuti dalla comunità scientifica come privi di fondamento teorico e di qualsiasi validità empirica.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Raffaele Bendandi nasce a Faenza nel 1893 da una famiglia modesta di agricoltori, la quale non avendo le possibilità di fargli proseguire gli studi superiori, gli fa finire la scuola a 11 anni, dopo il diploma di quinta elementare. Lui, però, voleva crearsi un futuro diverso perciò, una volta finite le scuole, si fa assumere come apprendista da un orologiaio; essendo molto bravo nel mestiere manuale, tutti i clienti chiedevano di lui, tanto da suscitare invidia nel proprietario che decise di licenziarlo dopo poche settimane. Avendo bisogno di guadagnare soldi per poter studiare, si iscrive alla scuola di disegno Minardi a Faenza per acquisire le competenze lavorative per intagliare il legno. Diventa perciò un ebanista e si inventa il lavoro di fabbricatore di giocattoli per la ditta faentina “FAG”. Bendandi già dall’età di 11 anni, appena finita la scuola, è appassionato di astronomia e grazie alla pubblicazione a fascicoli “L’astronomia Popolare” di Camillo Flammarion, considerato il primo vero scienziato e astronomo di quegli anni, si dedica agli studi astronomici da autodidatta. Il 28 dicembre 1908 Messina viene scossa da un forte terremoto, accompagnato dal maremoto, provocando distruzione totale dei luoghi colpiti e la morte di più di 100.000 persone. Questo evento fa molto effetto su Bendandi perché molti messinesi si trasferiscono dai parenti in Emilia e raccontano l’accaduto lasciandolo molto stupito ed è in questo momento che da astronomo decide di studiare i terremoti, quindi sismologo. Inizia ad acquistare libri e cercare tutte le informazioni possibili per capire cosa dice la scienza ufficiale dei terremoti. Ascoltando una conferenza di Padre Alfano, direttore dell’Osservatorio Ximeniano di Firenze, capisce come funziona un sismografo e come costruirsi da se gli strumenti che gli servono per registrare i terremoti, quindi costruisce da se 5 sismografi di masse diverse: 14 kg, verticale da 50 kg, 100 kg, 200 kg e 400 kg. Con questi strumenti era in grado di registrare tutti i terremoti in tutte le parti del mondo e avendo una stazione di minimo 3 strumenti poteva individuare con una “triangolazione” dove si era verificato il terremoto. In questo modo poteva fare tutti i suoi calcoli e i suoi procedimenti in totale autonomia. Nel momento in cui Bendandi inizia a registrare i terremoti tutti i più grandi personaggi della sismologia dell’epoca iniziano ad apprezzarlo, a stimarlo e a rispettarlo. Durante la guerra del 1915/1918 Bendandi si trova a Porto Corsini e guardando il mare e il suo movimento , pensa alle maree e dice: “Se la Luna da sola è in grado di creare “l’ effetto marea” sulla Terra, il Sole, la Luna e tutti i pianeti sono in grado di creare sulla terra una marea solida, cioè andare ad interagire con la crosta, la parte solida della Terra ”. Questo è il concetto della teoria di Bendandi. Bendandi oltre alla sua teoria spiega anche: “La causa del terremoto non va ricercata dentro la Terra ma all’esterno. Sulla Terra ci sono dei punti di rottura, le faglie, dov’è più probabile che si verifichino dei terremoti rispetto ad un altro punto compatto: però la causa scatenante del terremoto cioè la ricerca del punto e del momento del terremoto è da andare a ricercare con la configurazione dei pianeti”. Per vedere come sono distribuiti i pianeti, Bendandi utilizza uno strumento chiamato Effemeridi, cioè tabelle, che escono ogni anno, nelle quali vengono riportate le posizioni dei pianeti giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Usando un goniometro di cartone, prende la posizione dei pianeti dall’Effemeridi, mette la Terra, disegna con la poligonale delle forze, determina la componente di ciascun pianeta sulla Terra e con una freccia che indica sempre la Luna che deve chiudere sulla risultante e, l’ultima freccia, è la risultante delle forze che agiscono sulla Terra. In questo momento, secondo Bendandi, la Luna chiude sulla risultante e si verifica il terremoto. Per verificare la sua teoria, Bendandi compra il libro di Baratta, nel quale sono descritti tutti i terremoti dall’anno 0 d.C. all’anno 1000 d.C.; ne sceglie circa 900 e fa il calcolo della poligonale delle forze andando a risalire a quella che è la posizione dei pianeti per vedere se i conti gli tornano. Essendo esatto il suo ragionamento lui dice: “ Se è vero per il passato sarà giusto anche per il futuro”; quindi comincia a fare delle previsioni. Dopo aver elaborato tutta la sua teoria, nel 1923 fa una conferenza al Teatro Sarti di Faenza dove dichiara ufficialmente di essere in grado di prevedere i terremoti. I giornalisti sono scettici e quindi chiedono di dimostrare questa sua teoria; Bendandi comunica due previsioni di terremoti al Notaio Domenico Savini; queste si verificano e da qui nasce il “Caso Bendandi”. Bendandi diventa un personaggio a tutti gli effetti nel 1923 e da qui viene invitato nei palazzi nobili di Faenza; è eclatante la visita dell’Imperatore del Giappone a casa sua per ringraziarlo di quello che sta facendo per lo studio dei terremoti. A questo punto Bendandi è un personaggio famoso e fa scattare le invidie dei sismologi, soprattutto pensando al fatto che lui è un autodidatta con la quinta elementare. Nel 1926 Bendandi viene diffidato da Mussolini su richiesta di Agamennone, il personaggio più illustre e importante della sismologia. La commissione che aveva visionato la teoria di Bendandi inizialmente gli proibisce di fare previsioni di terremoti italiani ed esteri, poi gli concede di far previsioni solo per l’estero, escludendo l’Italia, perché prevedendo i terremoti danneggiava il turismo in Italia. Questa decisione gli crea problemi perché lui aveva rispettato in tutte le sue forme il metodo scientifico, cioè il metodo galileiano. Bendandi nelle sue previsioni future, calcolò tutte le Effemeridi fino ad un terremoto disastroso del 06 aprile 2521 d.C., scatenato dalla posizione planetaria, cioè di tutti i pianeti, che si troveranno in configurazione perfetta, ovvero saranno tutti dalla stessa parte; in queste particolari condizioni ci sarà uno sconvolgimento tale, di terremoti talmente significativi, che potranno portare alla comparsa o alla scomparsa di terre emerse, cioè un evento simile a quello che ha portato alla scomparsa di Atlantide. Nel 1931 ha scritto e pubblicato a sue spese un libro intitolato “Un principio fondamentale dell’Universo”, facendone 200 volumi di lusso per i personaggi più illustri. Doveva essere il primo di una trilogia; il secondo doveva essere sui terremoti, ma non fu mai ritrovato, mentre il terzo doveva essere un libro sulle stelle ”I Soli dell’infinito” del quale si è trovato soltanto il manoscritto ed è stato pubblicato dal Museo in questi anni. Dai faentini Bendandi ha avuto un trattamento poco rispettoso forse per il fatto che non aveva una laurea; parlava loro solo attraverso una inferriata posta sul fronte della casa e quando incontrava gente per strada non veniva nemmeno considerato. Bendandi sui terremoti non ha voluto, o potuto, lasciare niente. Tutti i documenti in possesso del Museo dal 1979, anno della sua morte, al 2012 sono bruciacchiati ai bordi; evidentemente era stata fatta una pila di documenti alla quale è stato appiccato il fuoco per eliminarli tutti, e forse, pentitosi all’ultimo momento, ne sono stati salvati una parte. Bendandi fino agli ultimi giorni di vita riceve delle lettere (più di 2500 lettere di cui circa 350 provengono dall’estero), finché non verrà trovato morto nel corridoio di casa sua, dai vigili del fuoco, il 3 novembre 1979.

Luca Passanti

Dopo la morte[modifica | modifica wikitesto]

Solo anni dopo, grazie soprattutto all'associazione "La Bendandiana", di cui è presidente Paola Lagorio, si iniziò a riordinare l'abbondante materiale lasciato da Bendandi. Ricercando tra le sue carte e pubblicazioni, sono state raccolte 103 "previsioni", 61 delle quali riguardanti l'Italia; le ultime pubblicazioni risalgono al 1977. Nei primi mesi del 2011 si è diffusa sul web la falsa notizia, smentita dalla stessa associazione "La Bendandiana", secondo cui Bendandi avrebbe previsto un rovinoso terremoto per la città di Roma l'11 maggio 2011, evento, peraltro, non verificatosi.[2]

La sua teoria "sismologica", da un punto di vista geologico e geofisico, è priva di qualunque riscontro o fondamento oggettivo, ed è in netta contraddizione con le conoscenze scientifiche acquisite in ambito sismologico.

I principi del suo metodo previsionale sono stati esposti[3][4] durante l'European Geosciences Union General Assembly 2015 (EGU), a Vienna il 15 aprile 2015.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d P. Lagorio, A. Dolcini, L'uomo dei terremoti, Raffaele Bendandi, EDIT, Faenza, 1992.
  2. ^ Terremoto dell'11 maggio a Roma? No, giornata dell'informazione sismica, in Corriere della Sera, 3 maggio 2011. URL consultato il 10 maggio 2011.
  3. ^ The definitive analysis of the Bendandi's performed with a specific software a cura di Adriano Ballabene, Paola Pescerelli Lagorio e Teodoro Georgiadis
  4. ^ The definitive analysis of the Bendandi's performed with a specific software by Adriano Ballabene, Paola Pescerelli Lagorio e Teodoro Georgiadis
  5. ^ Errore nell'uso delle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore corriere

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Bendandi, (1931). Un principio fondamentale dell'Universo, S.T.E., Faenza, 300 pp.
  • Tiziano Cantalupi, (1982). Il terremoto si può prevedere, ed. Atanor, Roma;
  • Cristiano Fidani, (2004). 6 relazioni sulle previsioni di Raffaele Bendandi, Comune di Faenza, 84 pp.
  • Cristiano Fidani, (2005). Ipotesi sulle Anomalie Elettromagnetiche Associate ai Terremoti, Libreria Universitaria Benedetti l'Aquila, ISBN 88-87182-08-6 300pp. [1]
  • Cristiano Fidani, (2006). Raffaele Bendandi (1893-1979), Lo Scrittoio: articoli [2]
  • Cristiano Fidani, (2006). Previsioni meteorologiche ed elettromagnetiche, Lo Scrittoio: articoli [3]
  • Raffaele Bendandi, (2006). Le stelle soli dell'infinito, a cura di Cristiano Fidani, EDIT Faenza, ISBN 888152144X 271pp.
  • Cristiano Fidani, (2006). On electromagnetic precursors of earthquakes: models and instruments, IPHW June 17, Bologna, pp. 25–41. [4]
  • Michele T. Mazzucato, (2007). Raffaele Bendandi, Fondazione Giorgio Ronchi, ISBN 8888649158, 32 pp.
  • Cristiano Fidani, (2008). Le previsioni di Raffaele Bendandi ispirate dal grande terremoto, 1908 – 2008 Scienza e società a cento anni dal grande terremoto, Reggio Calabria 10/12 dicembre 2008, pp. 60–61. [5]
  • (EN) Cristiano Fidani, (2009). The Raffaele Bendandi forecastings inspired by the great earthquake, CIPH EQL, pp. 1–4.[6]
  • Marco Palomba, (2011). Il Bendandi. L'uomo che andava incontro ai terremoti, Agapantos Editore, Roma.
  • Cristiano Fidani, (2011). Alcune conferme alle previsioni dei terremoti di Raffaele Bendandi, CIPH EQL, [7]
  • (EN) Cristiano Fidani, (2012). The Raffaele Bendandi earthquake warnings based on planetary positions, NCGT, 65, p. 47, 2012. [8]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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