Rafanata

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Rafanata
Rafanata.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneBasilicata
Dettagli
Categoriasecondo piatto
RiconoscimentoP.A.T.
Ingredienti principali
  • uova
  • pecorino
  • rafano
[1]

La rafanata è un piatto tipico della Basilicata, particolarmente diffuso tra la Val d'Agri e l'alta Collina materana, simile a una frittata cotta al forno o, come vuole la tradizione, alla brace.

Con decreto ministeriale del 25 febbraio 2022, la rafanata è entrata nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali lucani (PAT).[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Piatto di origine contadina, prende il nome dal rafano rusticano, ovvero il rizoma della pianta Armoracia rusticana, una radice dal gusto fortemente balsamico e piccante, probabilmente introdotta dai Normanni in Basilicata intorno al XI secolo. Il rafano è un ingrediente essenziale della cucina tradizionale lucana; compariva spesso sulle tavole di agricoltori e pastori, essendo poco costoso, ricco di proprietà salutari ed una buona fonte di vitamine.[3] Perciò, il rafano è anche noto in Basilicata come "u tartuf’ d’i povr’ òmm", ossia "il tartufo dei poveri.[4]

La rafanata è, da tradizione, un piatto legato alla festività del Carnevale, preparato dalla festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), fino al martedì Grasso. La ricetta tradizionale, di cui esistono varianti a seconda della zona della Basilicata, prevede come ingredienti base uno sbattuto di molte uova, condite con pecorino grattuggiato, rafano fresco e strutto.[1]

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

La radice del rafano viene pulita, scorticata e grattuggiata in una ciotola per essere, in seguito, amalgamata con uova e pecorino fino a creare un composto omogeneo. La cottura tradizionale, detta fuc sott e fuc sop,[3] prevede l'uso della brace del camino, un’antica modalità di preparazione praticata da chi non disponeva di un forno a legna. Consiste nel porre la brace sopra e sotto il tegame di terracotta, garantendo una cottura uniforme. In tempi moderni, viene privilegiata la cottura in forno elettrico, usando olio o strutto per ungere la teglia e la parte superiore del composto.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

La variante più consumata prevede l'aggiunta di patate lesse e schiacciate; altri ingredienti addizionali sono mollica di pane e salumi come pezzente o soppressata. Il bicarbonato viene da alcuni utilizzato nelle preparazioni moderne.[3] Un'altra variante invece si prepara con il medesimo impasto ma si formano delle polpettine da friggere in olio d'oliva o strutto.[3]

Sagre[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sagre lucane sono dedicate alla rafanata, alcune si tengono nei comuni di Viggiano,[5] Marsico Nuovo,[6] Anzi,[7] Pietrapertosa,[8] Sarconi,[9] Gorgoglione,[10] e Stigliano.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La rafanata, su saporilucani.com. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  2. ^ Gazzetta Ufficiale, Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n. 67 del 21 marzo 2022 - Serie generale, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 27 marzo 2022.
  3. ^ a b c d La rafanata, la specialità del carnevale in Basilicata, su accetturaonline.it. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  4. ^ Rafanata, su cuorebasilicata.it. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  5. ^ Cia-Agricoltori: a Viggiano la 26ª edizione della “Rafanata”, su sassilive.it. URL consultato l'11 settembre 2021.
  6. ^ Il Carnevale a Marsico Nuovo - Sagra della Rafanata, su basilicatanet.com. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  7. ^ La Basilicata o Lucania - "Anzi", su basilicata.bancadati.it. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  8. ^ Carnevale di Pietrapertosa, su sagreinbasilicata.com. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  9. ^ La festa della rafanata a Sarconi, su eventiesagre.it. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  10. ^ Feste, Sagre e Fiere, su comune.gorgoglione.mt.it. URL consultato il 2 ottobre 2020.
  11. ^ Carnevale stiglianese 2020, su stigliano.net. URL consultato il 2 ottobre 2020.

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