Radical chic

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Radical chic è un'espressione idiomatica mutuata dall'inglese per definire gli appartenenti alla borghesia che per vari motivi (seguire la moda, esibizionismo o per inconfessati interessi personali) ostentano idee e tendenze politiche affini alla sinistra radicale o comunque opposte al loro vero ceto di appartenenza. Per estensione, la definizione di radical chic comprende anche uno stile di vita e un modo di vestirsi e comportarsi.

Un atteggiamento frequente è l'ostentato disprezzo del denaro, o il non volersene occupare in prima persona quasi fosse tabù, quando in realtà si sfoggia uno stile di vita che indica un'abbondante disponibilità finanziaria o improntato al procacciamento dello stesso con attività che, qualora osservate in altri, un radical chic non esiterebbe a definire in modo sprezzante, come volgarmente lucrative.

Inoltre tale atteggiamento sovente si identifica con una certa convinzione di superiorità culturale, nonché con l'ostinata esibizione di tale cultura "alta", o la curata trasandatezza nel vestire e, talora, con la ricercatezza nell'ambito di scelte gastronomiche e turistiche; considerando, insomma, come segno distintivo l'imitazione superficiale di atteggiamenti che furono propri di certi artisti controcorrente e che, ridotti a mera apparenza, perdono qualsiasi sostanza denotando l'etichetta snobistica.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La definizione radical chic fu coniata nel 1970 da Tom Wolfe, scrittore e giornalista statunitense. Il 14 gennaio di quell'anno, Felicia Bernstein, moglie del celebre compositore e direttore d'orchestra Leonard Bernstein, organizzò un ricevimento di vip e artisti per raccogliere fondi a favore del gruppo rivoluzionario marxista-leninista Pantere Nere[1] (alcuni membri delle Pantere Nere furono invitati al ricevimento). Il party si tenne a casa dei Bernstein, un attico di tredici camere su Park Avenue (un ampio viale di Manhattan). Tom Wolfe scrisse un ampio resoconto sulla serata, descrivendo in modo molto critico gli invitati, rappresentanti dell'alta società newyorchese. Ne risultò un articolo di 29 pagine pubblicato sul New York Magazine dell'8 giugno 1970.[2]

In Italia, l'espressione fu ripresa da Indro Montanelli nel celebre articolo Lettera a Camilla[3], in forte polemica con la giornalista Camilla Cederna, quale ideale rappresentante dell'italico "magma radical-chic", superficiale e incosciente culla degli anni di piombo. In seguito, egli chiarì che la vera destinataria della lettera aperta era invece Giulia Maria Crespi, allora padrona del «Corriere della Sera» e amica della Cederna, con la quale i dissidi sarebbero sfociati, l'anno seguente, nell'allontanamento di Montanelli dal quotidiano milanese. A parte l'adozione del neologismo, l'argomento era già stato affrontato da Montanelli in vari scritti, nei quali lamentava la frivola ideologia sfoggiata da certa borghesia ricca e pseudo-intellettuale lombarda, facendone anche un ritratto tragicomico nella pièce teatrale Viva la dinamite! (1960).

Appellativi analoghi in Paesi diversi dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brasile: Esquerda festiva ("sinistra festaiola", termine che accosta lo schieramento politico alla feste intese come eventi consumistici)
  • Bosnia ed Erzegovina: čova-buraz raja[senza fonte].
  • Cile: Red set (per analogia con il jet set utilizzando il termine "red" cioè "rosso", colore della sinistra)
  • Francia: Gauche caviar ("sinistra al caviale", termine che accosta lo schieramento politico al caviale, alimento di lusso per eccellenza) o Bourgeois-bohème (abbreviato in "Bo-bo" associa la condizione sociale borghese all'atteggiamento bohèmienne).
  • Germania: Salonbolschewist (bolscevico da salotto)[4], appartenente alla Toskana-Fraktion[5] (dove Fraktion vale "gruppo parlamentare", e il termine stigmatizza la diffusa frequentazione di luoghi villeggiatura in Toscana da parte di politici e intellettuali di sinistra).
  • Grecia: Aristerà tu saloniù ("sinistra da salotto").
  • Inghilterra: Champagne socialist ("sinistra champagne", termine che accosta lo schieramento politico allo champagne, bevanda di lusso per eccellenza).
  • Irlanda: Smoked salmon socialist.
  • Norvegia: Radikal eleganse (affine a "radical chic").
  • Portogallo: Esquerda caviar ("sinistra caviale").
  • Spagna: Izquierda caviar ("sinistra caviale") o Burgués bohemio ("borghesi-bohèmienne).
  • Svezia: Champagnevänster ("sinistra champagne") o Rödvinsvänster ("sinistra vino rosso", dove il vino rosso rappresenta una bevanda raffinata per gli svedesi).
  • USA: Radical chic oppure Limousine liberal (termine che accosta la tendenza politica liberal alla Limousine, autovettura di lusso per eccellenza)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tom Wolfe, Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto.
  2. ^ Una sera, a casa Bernstein Tom Wolfe scoprì i radical chic, in Il Foglio, 21 dicembre 2013. Nell'occasione gli amici raccolsero poco meno di 10 mila dollari.
  3. ^ Indro Montanelli, Lettera a Camilla, Corriere della Sera, 21 marzo 1972
  4. ^ (DE) Salonbolschewist dal sito del dizionario Duden, pagina visitata il 14 maggio 2014.
  5. ^ (DE) Kanzler kam erst spät zur Toskana-Fraktion in: Handelsblatt del 9 luglio 2003, pagina visitata il 4 aprile 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimiliano Parente, La casta dei radicalchic, Roma, Newton Compton, 2010.
  • (EN) Tom Wolfe, Radical Chic & Mau-Mauing the Flak Catchers, New York, Farrar, Straus & Giroux, 1970.
  • Tom Wolfe, Lo Chic Radicale, trad. Floriana Bossi, Collana Problemi attuali, Milano, Rusconi, 1973.
  • Tom Wolfe, Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto, trad. Tiziana Lo Porto, Castel Gandolfo, LIT, 2011, ISBN 978-88-658-3013-0, SBN IT\ICCU\BIA\0028952.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]