RIM-116 Rolling Airframe Missile
| RIM-116 Rolling Airframe Missile | |
|---|---|
| Descrizione | |
| Tipo | missile SAM navale a corto raggio |
| Impiego | imbarcato |
| Sistema di guida | radar passivo + IR oppure (ultimi modelli) IR |
| Progettista | General Dynamics |
| Costruttore | Hughes Aircraft Raytheon |
| Impostazione | 1976 |
| In servizio | 1992 |
| Peso e dimensioni | |
| Peso | 73,5 kg (Block 1) 88 kg (Block 2) |
| Lunghezza | 2,8 metri |
| Diametro | 127 mm (Block 1) 159 mm (Block 2) |
| Prestazioni | |
| Gittata | 9 km (Block 0, Block 1) 15 km (Block 2) |
| Velocità massima | Mach 2+ |
| Esplosivo | frammentazione |
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Il RIM-116 Rolling Airframe Missile (RAM) è un missile per la difesa aerea adottato inizizialmente dalla US Navy e dalla Deutsche Marine, e poi da altre numerose marine. È stato derivato dal Sidewinder modificato per ottenere la stabilizzazione attraverso la rotazione.[1]
Nome
[modifica | modifica wikitesto]La sigla RAM con cui viene identificato, che in inglese significa anche ariete, è in realtà l'acronimo di Rolling Airframe Missile, in italiano "missile rotante su sé stesso". Infatti al missile viene impressa, al momento del lancio, una rotazione che ha lo scopo di stabilizzarlo.[2]
Origini del progetto
[modifica | modifica wikitesto]Storicamente il progetto è nato negli anni '70 come collaborazione americana-tedesca, allorché l'US Navy si rese conto di non avere una difesa aerea valida contro i missili antinave a bassa quota (segno evidente che i missili Standard e Sea Sparrow dell'epoca erano considerati insoddisfacenti in questo ruolo), e così un programma di sviluppo venne impostato già nel 1975, ma è a luglio dell'anno successivo che venne siglato un accordo ufficiale con la Germania per un'iniziativa congiunta, coinvolgendo anche la General Dynamics, e definendo precisamente il nuovo progetto.[3]
A quel punto della storia venne formulato il nome RAM (Rolling Airframe Missile) per via della rotazione dell'arma durante il volo.
La somiglianza con la famiglia Sidewinder è stata estesa profondamente nel progetto del RAM, che per la massima economia e semplicità venne dotato del motore del Chaparral (versione superficie-aria del Sidewinder) e la testata del Sidewinder.
Ben presto il primo prototipo del missile venne lanciato, già nel 1978. Esso era chiamato XM-116 RAM, e il giugno dell'anno successivo la General Dynamics ebbe assegnato un contratto per lo sviluppo del sistema. Sembrava che tutto andasse per il meglio, ma il decennio che seguì vide numerosi problemi, e nonostante alcuni test positivi del 1982/83, solo nel 1987 il RAM venne definitivamente approvato per la produzione di serie.

Infine, nel 1990 il missile venne sottoposto a una valutazione operativa conclusasi in maniera positiva, e a questa seguì l'idoneità operativa, arrivata definitivamente nel 1992, e l'entrata in servizio.
Tecnica
[modifica | modifica wikitesto]Il missile RAM, come tutti i sistemi moderni, è solo una parte del sistema missilistico conosciuto come Mk 31 Guided Missile Weapon System. Esso comprende il missile e il lanciatore Mk 43, praticamente un affusto Vulcan Phalanx, ma al posto del complesso di fuoco originale (radar di tiro, cannone e serbatoio munizioni), è stato montato un lanciatore a 24 celle per i missili. Questo modello di lanciatore si è poi evoluto nel successivo Mk 49 dotato di 21 celle.

Il RAM ha alette di controllo e stabilizzazione retrattili, e questo gli fornisce una compattezza notevole.[4] Il lanciatore multiplo è simile a quello degli MRL (lanciarazzi multipli terrestri), ed è molto più capace della rampa a 4 missili come nel lanciatore del Sea Chaparral. Inoltre è composto da una serie di tubi di lancio, con una geometria del lanciatore dalla sagoma esagonale, piuttosto che rettangolare come in altri casi.
Una volta lanciato, il RAM è accelerato da un motore Mk 112 a propellente solido, che lo porta a Mach 2 in 2-3 secondi. La guida è autonoma, essendo presente un sensore radar passivo, che è pensato per captare le emissioni radar a corta lunghezza d'onda delle testate di ricerca (radar di bordo) dei missili antinave.[4]
Il sistema di guida ha anche un sensore IR, ma non quello del Sidewinder/Chaparral, ma quello dello Stinger, che ha un diametro di soli 70 mm.[4] Ciò lascia spazio anche per il sensore radar-passivo.
Essendo un'arma rotante su sé stessa, sono necessarie solo 2 antenne radar passive, anziché 4 come altrimenti necessario, per dare una percezione tridimensionale della sorgente radar.[4] Quando abbastanza vicino al bersaglio, il missile passa alla guida infrarossa con il sensore dello Stinger e ingaggia con precisione il bersaglio.[5]
Una testata da 9 kg a frammentazione, con spoletta di prossimità laser, distrugge l'obiettivo con impatto diretto o passaggio entro pochi metri di distanza.[6]
Servizio operativo
[modifica | modifica wikitesto]Il RAM è un'arma quantomeno controversa e tecnologicamente molto complessa.[7] Esso nacque con lo stesso concetto che portò alla nascita del Sea Chaparral. Ma quest'ultimo venne sviluppato in gran velocità grazie a un programma di emergenza, e in maniera semplice, per dotare le navi di sistemi di difesa antiaerea ravvicinata migliori delle artiglierie che ancora costituivano l'armamento delle navi di vecchio tipo, che spesso erano residuati della Seconda guerra mondiale. Per essi i lanciamissili Tartar o superiori erano troppo impegnativi e costosi da installare. La soluzione non era molto raffinata (praticamente la torretta con operatore al centro, che era circondato da 2 coppie di missili), ma arrivò in servizio in fretta, anche se troppo tardi per la guerra del Vietnam, ambiente per il quale era stato pensato (soprattutto per le azioni sottocosta).
Ma negli anni '70 stavano entrando in servizio apparati da difesa aerea molto più efficaci di quelli precedenti: missili Standard SM-1, Sea Sparrow e CIWS Vulcan Phalanx, nel mentre il Sea Chaparral venne presto tolto dalle navi. Il fatto che il RAM sia stato mantenuto in sviluppo nonostante ciò desta notevole sorpresa.

Esso avrebbe avuto una migliore efficacia nella difesa a bassa quota contro i missili, consentendo di affrontare bersagli multipli (data la capacità di autoguida) e a maggior distanza di quanto possibile con il Phalanx. Ma l'arma ha avuto anche molti limiti, essenzialmente per via dei requisiti richiesti per la sua realizzazione.
- Da parte della nave era necessario, anzitutto, un sistema ESM (Electronic Support Measures) o radar di scoperta, per direzionare prontamente il lanciatore verso l'obiettivo.[8] Il RAM non ha un sistema di scoperta autonomo.
- Il RAM era pensato per entrare in servizio in modo rapido, ma l'esigenza, basata su una teoria tipica della Guerra fredda, di affrontare le ondate di missili antinave, non poté essere risolta prima che questa finisse. In pratica, nel 1992 gli ambienti operativi erano totalmente diversi da quelli previsti in origine, visto che il programma era partito ben 17 anni prima.
- Il missile è stato concepito anche come arma relativamente economica, ma nonostante ciò il costo unitario che era inizialmente di circa 400.000 dollari, ma successivamente è anche più che raddoppiato, si rivela alquanto incongruo con le prestazioni effettive (paragonabile a quello di 2 Sea Sparrow, di categoria superiore).
- Il sensore radar passivo, non essendo stabilizzato sull'asse, fornisce il vantaggio, con la rotazione del missile, di una scansione meccanica, ma subisce anche un certo degrado di prestazioni, mentre il sensore IR non sarebbe all'altezza di un missile tanto grosso (70 kg vs 10 dello Stinger).[9] La semplicità dell'attrezzatura radar non ha avuto quindi riscontri positivi, e ci sono voluti anni per rimediare in maniera soddisfacente alla situazione.
- In caso di ingaggio di aerei o di altri obiettivi senza radar in funzione (inclusi diversi tipi di missile antinave, per non dire delle armi aria-terra di impiego generale, come i Maverick) il RAM è inefficace tranne che eventualmente, a brevi distanze. Il sensore duale quindi non ha né capacità ottimali contro i missili a guida radar, né contro diversi tipi di avversari, un limite non di poco peso se il RAM è visto in alternativa ai CIWS tradizionali, molto più flessibili nell'impiego.
In sostanza, il missile RIM-116 RAM ha sostanzialmente fallito il suo scopo originario. Se questo era di costituire un sistema leggero di rapido sviluppo, esso ha finito per risultare un programma sorprendentemente costoso e fonte di interminabili problemi per l'US Navy.
Interessante da notare che il vecchio missile-base Sidewinder AIM-9C, a guida radar semiattiva, venne modificato, sempre negli anni '80, in un missile aria-superficie a guida radar passiva, chiamato AGM-122 Sidearm e caratterizzato da una gittata di circa 16 km.[10] Esso entrò in servizio in pochi anni dallo sviluppo, e vi è rimasto per diverso tempo, pur essendo un programma di ripiego e di livello inferiore. Se un missile a guida passiva era desiderabile (per renderlo, come detto, autonomo dopo il lancio e idoneo quindi a far fronte a bersagli multipli), una versione superficie÷aria del Sidearm con un lanciatore Sea Chaparral avrebbe potuto essere un sistema molto più semplice e rapido da sviluppare, mentre i missili AIM-9L con sensore IR migliorato erano anch'essi un sistema semplice e efficace, ma nulla venne fatto, allora, in merito.

Il missile RAM ha avuto alcuni sviluppi, uno dei quali è l'RTM-116A che è un modello da addestramento inerte (senza testata e motore).
Nel 1993 venne iniziato lo sviluppo di un missile migliorato, il RIM-116B, o Block 1, che ha una effettiva capacità di ingaggiare i bersagli con un sensore IR. Esso è utile per l'uso contro oggetti che non emettono segnali radar, ma la cosa non è semplice. Infatti, il sensore IR deve localizzare il bersaglio dopo il lancio, e non prima, come nel caso del Sidewinder, perché i lanciatori RAM non hanno missili esposti, ma protetti integralmente dai tubi di lancio.
L'arma ha anche capacità aggiuntive contro piccoli bersagli di superficie. Forse fin dall'inizio questa soluzione avrebbe potuto risolvere molti problemi. Pare che peraltro, il sensore radar passivo resta ancora a bordo, come sistema alternativo.
Dopo i test nel 1999, il RIM-116B entrò in servizio nel 2000. Nel 2015 fu invece completata la versione RIM-116C Block 2 con ulteriori miglioramenti. Nel frattempo sono stati prodotti oltre 1000 missili RIM-116A, di questi ben 400 per la Deutsche Marine tedesca.
Per quanto riguarda l'impiego operativo, due lanciatori sono stati installati sulle fregate classe Bremen, Brandeburg, Baden-Württemberg e altre unità, oltre che sulle navi classe Wasp americane. Alcune piccole unità come le corvette missilistiche K-130 e Type 143A ne hanno montato uno solo. Anche Taiwan ha ordinato un certo numero di armi.
Una versione più recente è stata realizzata montando il sistema su un affusto di Phalanx completo di un radar di tiro e sensori ottici. Questa versione è stata chiamata SeaRAM, e ha un numero di missili ridotto a 11.
Sviluppo del SeaRAM
[modifica | modifica wikitesto]La versione SeaRAM costituisce un salto di qualità che ha risolto in maniera semplice e definitiva i problemi esposti precedentemente. Si è infatti proceduto, in maniera molto pratica, a montare un lanciatore più piccolo, con soli 11 missili RAM, sul sistema Phalanx CIWS, utilizzando così i sistemi di puntamento radar e optoelettronici del medesimo. Ciò ha consentito di dotare il lanciatore di un proprio sistema autonomo di ricerca e puntamento, compresi i sensori IR esterni.[11]
Divenuto operativo nel 2009, il SeaRAM ha raggiunto rapidamente una grande diffusione, sostituendo o affiancando il più vecchio impianto Phalanx basato sul cannone Vulcan da 20 mm. Il missile RIM-116 RAM ha inoltre acquisito un elevato grado di precisione e affidabilità, grazie a continui aggiornamenti e progressi tecnologici introdotti nel tempo, divenendo una soluzione conveniente rispetto ad altri missili più grandi e complessi.
Varianti
[modifica | modifica wikitesto]- RIM-116A Block 0: Versione iniziale entrata in servizio nel 1992.
- RIM-116B Block 1: Versione migliorata con sensore IR come principale sistema di guida, entrata in servizio nel 2000.
- RIM-116C Block 2: Versione con prestazioni potenziate entrata in servizio nel 2015.
- HAS mode: Versione specializzata nell'intercettazione di elicotteri, aerei e bersagli in superficie.
- SeaRAM: Versione che utilizza i sistemi di puntamento del Phalanx CIWS, come radar e sensori optoelettronici. Entrata in servizio nel 2009.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Rolling Airframe Missile: Development, Test, Evaluation, and Integration (PDF), su Johns Hopkins APL Technical Digest, vol. 22, n. 4, 2001. URL consultato il 6 novembre 2025 (archiviato il 15 gennaio 2024).
- ↑ Polmar 2005, p. 519.
- ↑ Bruns 1981, p. 200.
- 1 2 3 4 Bruns 1981, p. 202.
- ↑ Bruns 1981, p. 201.
- ↑ Bruns 1981, p. 203.
- ↑ Bruns 1981, p. 206.
- ↑ Bruns 1981, p. 205.
- ↑ Bruns 1981, p. 204.
- ↑ Motorola AGM-122 Sidearm, su Designation-Systems.Net. URL consultato il 12 novembre 2025 (archiviato il 23 settembre 2010).
- ↑ Cristiano Martorella, Le fregate Mogami, in Panorama Difesa, n. 408, Firenze, ED.A.I., giugno 2021, p. 61.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Randolph W. Bruns e Edward C. Jarrell, RAM Guided Missile Weapon System, in Johns Hopkins APL Technical Digest, vol. 2, n. 3, Laurel (Maryland), Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, 1981, pp. 200-206.
- (JA) Hajime Ozu, Missile 2000: Reference Guide to World Missile Systems, Tokyo, Shinkigensha, 2000, ISBN 9784883173525.
- (EN) Norman Polmar, The Naval Institute Guide to the Ships and Aircraft of the U.S. Fleet, Annapolis, Naval Institute Press, 2005, p. 519, ISBN 9781591146858.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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