Quot capita, tot sententiae

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Quot capita[,] tot sententiae,[1] o anche tot capita[,] tot sententiae,[2] è una locuzione latina, il cui significato letterale è: «Quante (sono) le teste, altrettanti (sono) i giudizi».

È una locuzione ispirata a una frase attribuita al commediografo romano Terenzio (190-185 a.C. circa - 159 a.C.),[1] che nel Formione (datato 161 a.C.) scrisse: Quot homines, tot sententiae (verso 454),[3][4] e della quale si avvalse Cicerone (106-43 a.C.) nel Sui confini del bene e del male (datato 45 a.C.) al paragrafo 15 del primo libro.[5]

Il senso della massima evidenzia che ciascun individuo possiede la propria personale opinione ed il proprio gusto personale, i quali difficilmente riescono a collimare con quelli altrui.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Vocabolario Online, Treccani. URL consultato il 7 settembre 2012.
  2. ^ Vocabolario Online, Treccani. URL consultato il 7 settembre 2012.
  3. ^ L. De Mauri, et al., 5000 proverbi e motti latini, Hoepli, 1995, p. 448, ISBN 88-203-0992-0.
  4. ^ (LA) Verso 454 del Formione, thelatinlibrary.com. URL consultato il 7 settembre 2012.
  5. ^ (LA) § 15 del primo libro Sui confini del bene e del male, Vicifons. URL consultato il 7 settembre 2012.

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