Quo vadis? (film 1913)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Quo vadis?
Quo Vadis poster.jpg
il poster del film
Paese di produzione Italia
Anno 1913
Durata 120 min
Colore B/N
Audio muto
Genere epico, storico, avventura
Regia Enrico Guazzoni
Soggetto Henryk Sienkiewicz
Sceneggiatura Enrico Guazzoni
Produttore George Kleine per Cines
Fotografia Eugenio Bava, Alessandro Bona
Montaggio Enrico Guazzoni
Scenografia Camillo Innocenti
Costumi Enrico Guazzoni
Interpreti e personaggi

Quo vadis? è un film del 1913 diretto da Enrico Guazzoni, tratto dall'omonimo romanzo di Henryk Sienkiewicz. Questo film è uno dei primi casi dove la produzione ha fatto uso di innumerevoli comparse[1] , di sfarzose scenografie e di set tridimensionali (e non solo più teli dipinti) che, per l'occasione, ricreavano l'antica Roma. Le riprese sono durate due mesi[2] per 2.250 metri[3] di pellicola e due ore di proiezione che codificheranno i criteri per i superspettacoli a venire del decennio. Da molti critici cinematografici italiani, è considerato uno dei primi kolossal della storia del cinema se non addirittura il primo[4], anche se il termine kolossal è stato utilizzato dalla stampa italiana per la prima volta solo nel 1930 in occasione dell'uscita del film Gli angeli dell'inferno, di Howard Hughes.[5]

La pellicola riscosse un successo internazionale: fu il primo film a essere proiettato in un teatro di serie A di Broadway con nove mesi di proiezioni continuate da aprile a dicembre, a Londra venne dato in prima davanti al re Giorgio V che si complimentò con gli interpreti, tanto da portare Guazzoni a insistere sulla strada del dramma storico.[6]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata durante i pochi anni di governo dell'imperatore Nerone.
Egli è un uomo ambizioso e ossessionato dal potere assoluto e per far ciò distrugge tutto ciò che gli si para davanti al suo scopo. Intanto un suo soldato si innamora di una giovane schiava cristiana di nome Licia, ma il loro amore è proprio ostacolato dalla crudeltà dell'imperatore che odia a morte la Cristianità e per questo sguinzaglia i suoi ufficiali a incendiare Roma, dando poi la colpa ad essi. Inoltre il crudele Nerone fa rapire la coppia e la spedisce in un'arena a combattere contro i leoni.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito nelle sale italiane a partire dal mese di marzo del 1913.[7][8][9][10]

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Canosa, Giulia Carluccio, Federica Villa, Cinema muto italiano: Brevetti, macchine, mestieri, Carocci, 2006, pp. 115, ISBN 9788843036844.
  2. ^ Riccardo Redi, Cinema muto italiano: 1896-1930, Fondazione Scuola nazionale di cinema, 1999, pp. 86, ISBN 9788831773300.
  3. ^ Aldo Bernardini, Bianconero rosso e verde: immagini del cinema italiano, 1910-1980, La Casa Usher, 1983, pp. 17.
  4. ^ Americo Sbardella, Roma nel cinema, in Arte, vol. 4, 2000, pp. 155.
  5. ^ I 10 film più belli di tutti i tempi secondo Stanley Kubrick, www.panorama.it. URL consultato il 21giugno 2016.
  6. ^ B & N: rivista del Centro sperimentale di cinematografia, nº 54, 1994, pp. 182.
  7. ^ Riccardo Redi, La Cines: storia di una casa di produzione italiana, Persiani Editore, 2009, pp. 47, ISBN 9788896013045.
  8. ^ Irene Gambacorti, Storie di cinema e letteratura: Verga, Gozzano, D'Annunzio, Società editrice fiorentina, 2003, pp. 42, ISBN 9788887048452.
  9. ^ Mauro Bonetto, Paolo Caneppele, Tutto esaurito: gli spettacoli cinematografici a Bolzano (1896-1918), Provincia autonoma di Bolzano, Alto Adige, 1999, pp. 42, ISBN 9788885129337.
  10. ^ Gli spettacoli di oggi, in La Stampa, nº 89, 1913, pp. 6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Peplum ai tempi del cinema muto, 1° cap. di "Il cinema Peplum", di Domenico Cammarota, "Futuro saggi" n. 14, ed. Fanucci, '87, pag. 15
  • Il Mereghetti-Dizionario dei film 2002-Le schede, ed. Baldini & Castoldi, 2001, pag. 1711.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Quo vadis?, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003-2004.

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema