Quirino Majorana

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Quirino Majorana

Quirino Majorana (Catania, 28 ottobre 1871Rieti, 31 luglio 1957) è stato un fisico italiano, che con i suoi esperimenti dette un importante contributo alla nascita e allo sviluppo della telefonia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia d'origine[modifica | modifica wikitesto]

Quirino Majorana apparteneva alla famiglia Majorana Calatabiano dalla quale uscirono numerose personalità che si distinsero in campo scientifico e politico nel XIX e nel XX secolo. Era figlio terzogenito dell'economista Salvatore Majorana Calatabiano (1825-1897), che fu senatore del regno d'Italia, e della sua seconda moglie Rosa Campisi; fu fratello di Angelo, Giuseppe, Dante e Fabio, e quindi zio di Ettore, il fisico teorico scomparso misteriosamente nel 1938.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria ottenne quella in Fisica. Alla Fisica sperimentale e al suo insegnamento dedicò tutta la vita ottenendo importanti risultati che sono stati alla base dello sviluppo della telefonia. Iniziò i suoi esperimenti di fisica fin dal 1894 e quelli sulla radiotelefonia a partire dal 1902. Nel 1909 vinse il premio Santoro dell'Accademia dei Lincei con il libro "Ricerche ed esperienze di telefonia elettrica senza filo" pubblicato l'anno successivo.
È stato presidente della Società di Fisica d'Italia, e dal 1904 al 1914 fu direttore dell'istituto Superiore Telegrafico e Telefonico. Nel 1912 inventò la prima valvola ionica a quattro elettrodi che lui chiamò "deviatore elettronico".
Fu professore di fisica sperimentale prima alla Università di Roma La Sapienza poi al Politecnico di Torino (1916-1921) e quindi all'Università di Bologna (1921-1934) presso il cui museo di Fisica si conservano gli strumenti da lui stesso creati per i suoi esperimenti. Fu autore di molti trattati di Fisica.
Nel 1933 aprì l'anno accademico dell'Università di Bologna con un discorso intitolato "Nuove ipotesi e fatti nella fisica del Novecento". Nel 1951 tenne un discorso all'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, di cui era membro da trenta anni, in cui confutava la teoria della relatività di Albert Einstein.[1]
Morì a Rieti nel 1957.

Le città di Roma, Rieti e Bologna gli hanno dedicato una strada. Nella natia Catania una scuola secondaria di primo grado porta il suo nome.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • "Ricerche ed esperienze di telefonia elettrica senza filo" 1910
  • "Su di un fenomeno fotoelettrico constabile con gli audion," Rendiconti Accademia dei Lincei, V7, pp. 801-806 1928.
  • "Nuove ipotesi e fatti nella fisica del Novecento", Annuario della Regia Università di Bologna, a.a. 1933-1934, Bologna, p.25.
  • "Azione della luce su sottili lamine metalliche," La Ricerca Scientifica National Research Council, V1 1935.
  • "Agli albori dell'elettricità. Galvani e la scienza moderna," Sapere, pp. 261-265 1937.
  • "Ulteriori ricerche sull'azione della luce su sottili lamine metallische," Il Nuovo Cimento, V15, pp. 573-593 1938.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Credo opportuno che io dichiari sin dal principio, come io sia decisamente contrario all'accettazione delle Teorie del fisico tedesco (Albert Einstein). Voglio però altresì ricordare, come fra i cultori di fisica ed anche di matematica, io non sia il solo ad avere un simile atteggiamento. Fra gli oppositori alle Teorie di Einstein, si possono ricordare i seguenti, veramente autorevoli Dingler, Duhem, Esclangon, Geherke, Gleich, La Rosa, Lenard, Milne, Mohorovicic, Painlevé, Reuterdhal, Righi (che scrisse quattro "Memorie", proponendo un esperimento contro la relatività), Sce, Somigliana, Wiechert, e molti altri. Il numero di tali oppositori è dunque notevole, pur essendo piccolo, di fronte alla stragrande maggioranza di coloro che credono alla relatività di Einstein". Fonte: Episteme Discorso tenuto dal Prof. Quirino Majorana all'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna in occasione della inaugurazione dell'Anno Accademico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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