Quinto Aulio Cerretano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Quinto Aulio Cerretano
Nome originaleQuintus Aulius Cerretanus
Morte315 a.C.
Saticola
GensAulia
Consolato323 a.C., 319 a.C.

Quinto Aulio Cerretano (... – Saticola, 315 a.C.) è stato un politico romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu eletto console nel 323 a.C. con Gaio Sulpicio Longo, al secondo consolato.[1] A Sulpicio toccò la campagna contro i Sanniti, che rientrati nelle loro città, avevano defezionato il trattato appena firmato con i romani, mentre a Quinto toccò la campagna contro gli Apuli. In entrambi i casi, i romani devastarono i territori dei nemici, senza però riuscire ad arrivare ad uno scontro in campo aperto.[2]

Fu eletto console nel 319 a.C., con il collega Lucio Papirio Cursore.[3] Con la vittoria in un'unica battaglia, Aulio pose fine alla guerra coi Ferentani, dove erando andati a rifugiarsi gli sbandati sanniti, dopo la sconfitta di Luceria.[4]

Nel 315 a.C. fu nominato magister equitum dal dittatore Quinto Fabio Massimo Rulliano.[5] Secondo la versione riporta da Livio, sarebbe morto in uno scontro con i cavalieri sanniti, sotto le mura di Saticola.

«Il maestro di cavalleria Quinto Aulio Cerretano, senza richiedere il parere del dittatore, utilizzando tutti gli squadroni di cavalleria, organizzò un'impetuosa sortita e respinse i Sanniti. ... il maestro di cavalleria romano, la lancia spianata, spronò il cavallo con tanta furia da sbalzarlo (il comandante sannita) esanime di sella al primo colpo. ... I Sanniti in massa scagliarono le loro frecce contro Aulio, che si era spinto imprudentemente in mezzo agli squadroni nemici.»

(Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 22)

Livio però riporta[6] che secondo alcuni annali Quinto Aulio fu ucciso nella battaglia di Lautulae, successiva alla scontro sotto le mura di Saticola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tito Livio, Ab urbe condita libri, VIII, 37, Livio, che lo nomina Quinto Emilio Cerretano, riporta come alcuni annali si riferiscano al console come Aulio.
  2. ^ Tito Livio, Ab urbe condita libri, VIII, 37.
  3. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 15.
  4. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 16.
  5. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 22.
  6. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 23.
Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Lucio Papirio Cursore
Secondo anno dittatoriale
323 a.C.
con Gaio Sulpicio Longo
Quinto Fabio Massimo Rulliano
Lucio Fulvio Corvo
I
Lucio Papirio Cursore II
Quinto Publilio Filone III
319 a.C.
con Lucio Papirio Cursore III
Lucio Plautio Venno
Marco Folio Flaccinatore
II