Quercus ithaburensis macrolepis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Quercia vallonea
Quercia vallonea Tricase 3.JPG
Esemplare di Q. i. macrolepis a Tricase (LE)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fagales
Famiglia Fagaceae
Genere Quercus
Specie Q. ithaburensis
Sottospecie Q. i. macrolepis
Nomenclatura trinomiale
Quercus ithaburensis macrolepis
(Kotschy) Hedge & Yalt.
Sinonimi

Quercus macrolepis
Kotschy
Quercus aegilops
L.
Quercus vallonea
A.DC.

Nomi comuni

Quercia vallonea

La quercia vallonea (Quercus ithaburensis subsp. macrolepis (Kotschy) Hedge & Yalt.) è un albero appartenente alla famiglia Fagaceae, diffusa nel bacino del Mediterraneo.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Silouhette della foglia
Ghiande

È un albero alto fino a 15 (25) m, con rami divaricati che vanno a formare una chioma globosa, rametti giallo-bruni da giovani, poi glabri, lisci e grigi.

Ha fiori monoici che fioriscono nel mese di aprile.

Il frutto è una ghianda solitaria o in gruppi di 2-3, grande 4 x 2 cm, che matura il secondo anno ed è protetta da una cupola semisferica con larghe squame.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È una specie presente nel Mediterraneo orientale, nei Balcani, nelle Isole greche e in Asia minore.

In Italia cresce spontanea in Puglia e più precisamente nel Salento, in provincia di Lecce, e meno in quella di Brindisi.

Esemplari monumentali[modifica | modifica sorgente]

A Tricase si trova una quercia vallonea di ragguardevoli dimensioni, nota come quercia dei 100 cavalieri, dell'età stimata di circa 900 anni[2]. A Cocumola vi è un esemplare nel giardino del palazzo baronale di circa 400 anni[senza fonte]. A Corigliano d'Otranto si può ammirare un esemplare spettacolare con una chioma di 20 metri ed un'altezza di circa 15 metri[3]. Un altro esemplare di quercia vallonea si trova a Taurisano davanti alla chiesetta del Crocefisso in Via Emile Namer e un'altra, molto piccola, si trova vicino a Gallipoli sulla strada per Alezio (40°03′29.93″N 18°01′10.59″E / 40.058315°N 18.019608°E40.058315; 18.019608)[senza fonte].

La quercia vallonea di Cocumola

Si ipotizza che tali piante siano state importate dai monaci basiliani giunti nel sud d'Italia e nel Salento e che il suo nome derivi da Vallonia, città della Dalmazia, regione dove tali piante abbondano. Oggi in italia sono presenti poche centinaia di esemplari, che formano a volte dei boschetti. In passato la polvere estratta dalle ghiande della pianta era utilizzata nella concia delle pelli in quanto contenenti buone quantità di tannino.

« Siasi intanto, come si voglia, li maniera, come ci sia venuto il nostro Pizzofao, o Falanida, è certo però, che la di lui piantagione tra di noi v'è riuscita con prospero successo, allignandovi benissimo, cosicché la coltura dello stesso è propria de' Tricasini, sconosciut'affatto negli altri distretti, e non ostante, che il feudo Tricasino sia ristrettissimo ( ... ), pure di sì fatti alberi se ne numerano al di là di 500, oltr' i novelli, che s'allevano, e tutti proceri, e di smisurato grossezza, ed altezza, e che bastantemente indicano esser'annosi". »
(Ferdinando Maria Orlandi, Dell'Arte del Pelacane, e della Valonea, che si ritrae in Tricase ne Salentini, e degli Marocchini, che quivi stesso si preparano, Presso Gaetano Raimondi, Napoli, MDCCXCIV, pp. 33-34.)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quercus ithaburensis subsp. macrolepis in The Plant List. URL consultato il 17 maggio 2013.
  2. ^ Tiziano Fratus, La quercia Vallonea di Tricase in Atlante dei Grandi Alberi d'Italia, 19 febbraio 2013.
  3. ^ Quercia Vallonea Corigliano in Oltrevie, percorsi alternativi nel Salento.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica