Queen Latifah

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Queen Latifah
Queen Latifah nel 2018
NazionalitàBandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
GenereHip hop
Jazz
Rhythm and blues
Periodo di attività musicale1987 – in attività
Album pubblicati6
Studio5
Live0
Raccolte1
Sito ufficiale

Dana Elaine Owens, nota come Queen Latifah (Newark, 18 marzo 1970), è una cantante, rapper, attrice, personaggio televisivo e produttrice cinematografica statunitense.

È considerata La regina del jazz rap e percepita come la pioniera del femminismo nel genere hip-hop.[1] È stata la prima artista hip-hop a ricevere una stella sulla Hollywood Walk of Fame nel 2006 e a ottenere una nomination ai Premio Oscar. In totale ha vinto un Grammy Award, un Golden Globe, tre Screen Actors Guild Award, due Critics' Choice Awards e un Emmy Award come produttrice nel 2016.

Dall'inizio della sua carriera ha pubblicato sei album vendendo oltre 2 milioni di copie in tutto il mondo, ricevendo un Grammy Award su sette nomination totali con il brano U.N.I.T.Y. nella categoria Miglior interpretazione rap solista.[2]

Come attrice inizia recitando tra il 1993 e il 1998 nella serie Living Single,[3] per poi apparire sul grande schermo nel 2002 con il film Chicago. Grazie ad esso ottiene la nomination come Best Supporting Actress ai Premi Oscar, ai Golden Globe e ai British Academy Film Awards.[4] Negli anni successivi ha recitato in numerosi film e serie televisive, tra cui il film Life Support (2007) che le ha fatto ottenere un Golden Globe[5] e uno Screen Actors Guild Award e il film TV, di cui è anche produttrice, Bessie (2015) con cui ha vinto un Emmy Award come produttrice e un Screen Actors Guild Awards come attrice.[6]

Tra il 2013 e il 2015 ha prodotto e condotto il proprio day-time talk show, The Queen Latifah Show, che le fece ottenere il Favorite New Talk Show Host Award ai People's Choice Awards.[7]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dana Elaine Owens è nata a Newark, New Jersey, il 18 marzo 1970, e ha vissuto principalmente a East Orange, New Jersey. Figlia della docente alla Irvington High School, Rita Owens e del poliziotto Sr. Lancelot Owens.[8] Frequenta la Essex Catholic Girls' High School di Irvington, ma si diploma alla Irvington High School.[8] I suoi genitori divorziarono quando aveva 10 anni. Dopo il liceo ha frequentato le classi del Borough of Manhattan Community College.[9] Aveva un fratello, Lancelot, morto nel 1992 a 23 anni in un incidente in moto.

Ha trovato il suo nome d'arte, Latifah (لطيفة laţīfa), che significa "delicato" e "molto gentile" in arabo, in un libro di nomi arabi quando aveva otto anni.

Cantante[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e i primi tre album nel genere rap/hip-hop[modifica | modifica wikitesto]

Queen Latifah in una performance ai BET Awards 2009

Ha iniziato a cantare nel gruppo hip-hop Ladies First ed è poi diventata un membro originale delle Flavor Unit, sotto il produttore DJ King Gemini che le diede l'opportunità di registrare il demo Princess of the Posse.[10] Grazie a Fab 5 Freddy incise il suo primo singolo da solista Wrath of My Madness con la Tommy Boy Music Records, avendo dimostrato spiccate doti canore sia come rapper che come contralto.[11]

Il primo album di Latifah All Hail the Queen venne pubblicato nel 1989 quando aveva diciannove anni e sebbene non sia entrato nelle classifiche statunitensi, fu elogiato dalla critica e vide come pezzo di punta il brano Come Into My House che raggiunse la settima posizione della US Dance Club Songs.[12][13] Ottiene due nomine ai Grammy Award come Best Rap Solo Performance per l'album e per il brano Fly Girl.[14] Con il secondo album del 1991, Nature of a Sista, la cantante afferma di essersi allontanata dal hardcore hip hop per sperimentare altri generi musicali (R&B, jazz e reggae) e avere un controllo più creativo sul suo lavoro.[15] L'album entra alla posizione 117 della Billboard 200 e 32 della Top R&B/Hip-Hop Albums, generandole una terza candidatura ai Grammy Award con il brano Latifah Had It Up To Here.[12]

Il terzo album, Black Reign, raggiunge la posizione 60 della Billboard 200 e la 15a della Top R&B/Hip-Hop Albums, divenendo il primo disco certificato d'oro negli Stati Uniti dalla cantante.[16] L'album contiene il singolo di maggior successo della cantante ad oggi, U.N.I.T.Y.. Il brano entra infatti alla posizione 23 della Billboard Hot 100, 2 della Hot Rap e 7 della Hot R&B/Hip-Hop Songs, vincendo inoltre il Grammy Award nel 1995 come Best Rap Solo Performance.[12][14] Tra il 1998 e il 2002 pubblica il quarto album all'impronta hip-hop Order in the Court e la raccolta di hit She's a Queen: A Collection of Hits.[17]

Passaggio al genere jazz, R&B e soul[modifica | modifica wikitesto]

Queen Latifah al Super Bowl durante la performance dell'inno God Bless America nel 2010

Dopo il suo quarto album, Latifah si è spostata principalmente verso la musica soul e jazz, a cui si era avvicinata con parsimonia nei suoi precedenti dischi orientati all'hip-hop. Nel 2004, ha pubblicato l'album soul/jazz The Dana Owens,che ha raggiunto la posizione numero 16 nella Billboard 200 e l'11a nella classifica degli album Top R&B/Hip-Hop.[18] L'LP ha ottenuto una nomination ai Grammy nel 2005 nella categoria Best Jazz Vocal Album ed è stato certificato disco d'oro negli Stati Uniti.[14][19] Dopo aver ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame nel 2006, l'album della cantante Trav'lin' Light diviene il secondo lavoro ad essere cantato in stile jazz e soul.[20] L'album esce nel 2007 e rimane alla prima posizione della Top Jazz Albums per tre settimane consecutive, raggiungendo inoltre l'11ª posizione della Billboard 200.[21] La canzone I'm Gonna Live Till I Die ha vinto il Grammy Awards per il Best Instrumental Arrangement Accompanying Vocalist(s), vinto dall'arrangiatore John Clayton. Trav'lin' Light è stato anche nominato ai Grammy come Best Traditional Pop Vocal Album.[22]

Il 12 settembre 2008 Queen Latifah ha riferito che stava lavorando ad un nuovo album intitolato Persona.[23] La canzone Cue the Rain è stata pubblicata come singolo principale dell'album, che ha debuttato alla terza posizione della Top R&B/Hip-Hop Albums e alla 25ª della Billboard 200. All'album hanno collaborato numerosi artisti, tra cui Missy Elliott e Mary J. Blige. Nel 2011 canta Who Can I Turn To in duetto con Tony Bennett per il suo album Duets II.[24] Nel gennaio 2012, mentre appare su 106 & Park con Dolly Parton per promuovere il film Joyful Noise - Armonie del cuore, Latifah ha dichiarato di aver lavorato ad un nuovo album non ancora pubblicato.

Cinema, televisione e produttrice[modifica | modifica wikitesto]

Queen Latifah con Missy Ward e Shawn Collins nel 2008

Apparsa tra il 1993 e il 1998 nel ruolo di Khadijah James nella sitcom Living Single[25], aveva iniziato la sua carriera cinematografica in ruoli secondari nei film del 1991 e 1992 House Party 2, Juice e Jungle Fever.[26][27] Tra il 1999 e il 2001 va in onda la prima stagione del talk show da lei condotto e ideato The Queen Latifah Show.[28] Latifah ha un ruolo di spicco nel film di successo del 1996, Set It Off grazie al quale ottiene una nomination agli Independent Spirit Awards, ed è presente in un cameo nel film di Holly Hunter, Living Out Loud, in cui canta magistralmente,[29] apparendo nei titoli di testa, avvolta da un abito rosso, la ballad Lush Life (1998).

Nel 2002 appare nel grande schermo con Chicago, recitato con Catherine Zeta-Jones, Renée Zellweger e Richard Gere. Grazie a questo film riceve una nomination come Best Supporting Actress in numerose premiazioni, tra cui ai Premi Oscar, British Academy Film Awards, Golden Globe.[30][31] Ottiene uno Screen Actors Guild Award e un Critics' Choice Awards come membro del cast del film.[32][33] Grazie alle nomination agli Oscar è diventata uno dei 5 artisti R&B/Hip-hop ad aver ottenuto una candidatura come attore, insieme a Mary J. Blige, Will Smith, Jamie Foxx e Jennifer Hudson. È poi apparsa in una serie di film, dopo Chicago, quali Scary Movie 3 (2003), Un ciclone in casa (2003) con Steve Martin che le fa ottenere un Teen Choice Awards e un NAACP Image Award come Outstanding Actress in a Motion Picture, e canta la colonna sonora Do Your Thing.[34][35] Recita nei film New York Taxi (2004), La bottega del barbiere 2 (2005), Beauty Shop (2005), di cui è anche produttrice.[36] Presenta inoltre i Grammy Awards del 2005, recita nel film L'ultima vacanza e presta voce al personaggio di Ellie nel film di animazione L'era glaciale 2 - Il disgelo del 2006.[37][38]

Prende parte al film di successo Hairspray (2007), insieme a John Travolta, Michelle Pfeiffer, Allison Janney e Zac Efron. Per il film canta la colonna sonora Come So Far che riceve una nomination ai Critics' Choice Awards come Best Song from a Film. Sempre nel 2007 veste i panni di una malata di HIV nel film Tv Life Support, ruolo che le vale il riconoscimento con un Golden Globe, uno Screen Actors Guild Award e un Satellite Award come attrice, otre ad una nomination agli Emmy Award. Recita in seguito in La vita segreta delle api (2008), Appuntamento con l'amore (2010), Il dilemma (2011) e 22 Jump Street (2014). Tra il 2013 e il 2015 riprende inoltre il proprio talk show The Queen Latifah Show.

Nel 2015 interpreta Bessie Smith nel film TV Bessie, da lei prodotto, grazie a cui vince uno Screen Actors Guild Award come miglior attrice in una mini-serie o film tv e un Critics Choice Award, ricevendo una nomination ai Golden Globe. Agli Emmy Award ottiene 12 nomination, di cui due la stessa Latifah, vincendo come produttrice nella categoria Outstanding Television Movie.[39] Tra il 2016 e il 2019 recita nella serie televisiva Star per la 20th Century Fox.[40] Il 26 aprile 2017, MTV ha annunciato che Latifah sarà produttore esecutivo per la terza stagione della serie televisiva Scream, in uscita nel giugno 2019.[41][42] Sempre nel 2017 recita nel film Il viaggio delle ragazze con Regina Hall, Tiffany Haddish e Jada Pinkett Smith,[43] nel film Tv Flint, che le fa ottenere un NAACP Image Award, e compare in alcuni episodi della serie televisiva Empire.

Nel 2019, oltre ad essere confermata la registrazione della seconda e terza stagione di Scream, Queen Latifah viene scelta insieme a Lea Michele nello spettacolo teatrale televisivo The Little Mermaid Live per ABC e Disney, nel ruolo di Ursula.[44] Nel 2020 recita nella miniserie televisiva Hollywood impersonando l'attrice Hattie McDaniel.[45] Nel 2021 recita e ricopre il ruolo di produttrice esecutiva della serie televisiva The Equalizer.[46]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Queen Latifah ha ricevuto più di 80 candidature e vinto 25 premi nella sua carriera come cantante, attrice e produttrice. Ha ricevuto inoltre il premio Icon Award agli Elle Women in Hollywood Awards del 2004 e il Power Award nel 2010 agli Essence Black Women in Hollywood Awards.[47]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Produttrice[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
Raccolte
Colonne sonore
  • 1996 – Funny Money - Come fare i soldi senza lavorare
  • 1998 – Kiss
  • 2002 – Chicago
  • 2007 – Hairspray
  • 2012 – Joyful Noise - Armonie del cuore
  • 2015 – Bessie

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Queen Latifah è stata doppiata da:

Da doppiatrice è sostituita da:

  • Roberta Lanfranchi in L'era glaciale 2 - Il disgelo, L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri, L'era Natale, L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva, L'era glaciale - La grande caccia alle uova, L'era glaciale - In rotta di collisione
  • Alessandra Cassioli in Al di là della vita
  • Antonella Giannini in Arctic Tale
  • Daniela Abbruzzese in L'era glaciale - Le avventure di Buck

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Kennedy Center Honors - nastrino per uniforme ordinaria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ public.asu.edu, http://www.public.asu.edu/~kleong/queenlatifahfeminism.pdf.
  2. ^ Rock On The Net: 37th Annual Grammy Awards - 1995, su rockonthenet.com. URL consultato il 24 agosto 2019.
  3. ^ Final Ratings for '97-'98 TV Season, su SFGate, 25 maggio 1998. URL consultato il 24 agosto 2019.
  4. ^ (EN) The 75th Academy Awards | 2003, su Oscars.org | Academy of Motion Picture Arts and Sciences. URL consultato il 24 agosto 2019.
  5. ^ HFPA - News, su web.archive.org, 14 dicembre 2007. URL consultato il 24 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2007).
  6. ^ (EN) Nominees/Winners, su Television Academy. URL consultato il 24 agosto 2019.
  7. ^ (EN) People's Choice Awards, su E! Online. URL consultato il 24 agosto 2019.
  8. ^ a b nj.com, https://web.archive.org/web/20070929122130/http://www.nj.com/entertainment/ledger/index.ssf?%2Fbase%2Fentertainment-1%2F118473419494000.xml&coll=1. URL consultato il 25 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2007).
  9. ^ (EN) Queen Latifah | Biography, Music, Movies, & Facts, su Encyclopedia Britannica. URL consultato il 25 agosto 2019.
  10. ^ (EN) Wrath of My Madness by Queen Latifah on WhoSampled, su WhoSampled. URL consultato il 25 agosto 2019.
  11. ^ (EN) Silvia Hrabkovska, 50 facts about Queen Latifah: was inducted into the Hollywood Walk of Fame in 2006, su BOOMSbeat, 18 settembre 2015. URL consultato il 25 agosto 2019.
  12. ^ a b c Queen Latifah Chart History, su Billboard. URL consultato il 25 agosto 2019.
  13. ^ (EN) All Hail the Queen - Queen Latifah | Songs, Reviews, Credits, su AllMusic. URL consultato il 25 agosto 2019.
  14. ^ a b c (EN) Queen Latifah, su GRAMMY.com, 4 giugno 2019. URL consultato il 25 agosto 2019.
  15. ^ (EN) Picks and Pans Review: Nature of a Sista', su PEOPLE.com. URL consultato il 25 agosto 2019.
  16. ^ (EN) deedub77, Queen Latifah – Black Reign (November 16, 1993), su Time Is Illmatic, 21 novembre 2017. URL consultato il 25 agosto 2019.
  17. ^ (EN) Order in the Court, su EW.com. URL consultato il 25 agosto 2019.
  18. ^ Queen Latifah The Dana Owens Album Chart History, su Billboard. URL consultato il 25 agosto 2019.
  19. ^ (EN) Gold & Platinum, su RIAA. URL consultato il 25 agosto 2019.
  20. ^ Queen Latifah Trav'lin' Light Chart History, su Billboard. URL consultato il 25 agosto 2019.
  21. ^ (EN) Trav'lin' Light - Queen Latifah | Songs, Reviews, Credits, su AllMusic. URL consultato il 25 agosto 2019.
  22. ^ (EN) John Clayton, su GRAMMY.com, 4 giugno 2019. URL consultato il 25 agosto 2019.
  23. ^ rollingstone.com, https://web.archive.org/web/20090830043756/http://www.rollingstone.com/rockdaily/index.php/2008/09/12/queen-latifah-returns-to-hip-hop-with-dr-dre-on-lp-she-nearly-named-the-l-word/. URL consultato il 25 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2009).
  24. ^ (EN) Duets II by Tony Bennett. URL consultato il 25 agosto 2019.
  25. ^ Complete TV Ratings 1994-1995, su fbibler.chez.com. URL consultato il 25 agosto 2019.
  26. ^ (EN) 'Juice' Ads Raise Fears of Violence : Movies: Critics cite emphasis on 'action' in attacking ads, which may attract a repeat of 'Boyz N the Hood' opening-night disturbances., su Los Angeles Times, 13 gennaio 1992. URL consultato il 25 agosto 2019.
  27. ^ (EN) Jay Boyar and Debra K. Minor of The Sentinel Staff, 'JUNGLE FEVER', su OrlandoSentinel.com. URL consultato il 25 agosto 2019.
  28. ^ (EN) Queen Latifah Tells Us About Her New Talk Show, su advocate.com, 17 settembre 2013. URL consultato il 25 agosto 2019.
  29. ^ Peter Travers, Living Out Love, su rollingstone.com, RollingStone, 30 ottobre 1998. URL consultato il 12 giugno 2021.
  30. ^ (EN) The 75th Academy Awards | 2003, su Oscars.org | Academy of Motion Picture Arts and Sciences. URL consultato il 25 agosto 2019.
  31. ^ BAFTA Awards, su awards.bafta.org. URL consultato il 25 agosto 2019.
  32. ^ The BFCA Critics' Choice Awards :: 2002, su web.archive.org, 25 febbraio 2011. URL consultato il 25 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2011).
  33. ^ The 2003 Screen Actors Guild Award Winners - RopeofSilicon.com Award Show Central, su web.archive.org, 22 gennaio 2009. URL consultato il 25 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2009).
  34. ^ (EN) Bringing Down the House - Original Soundtrack | Songs, Reviews, Credits, su AllMusic. URL consultato il 25 agosto 2019.
  35. ^ Bringing Down the House - Box Office Data, DVD Sales, Movie News, Cast Information - The Numbers, su the-numbers.com. URL consultato il 25 agosto 2019.
  36. ^ (EN) Beauty Shop (2005). URL consultato il 25 agosto 2019.
  37. ^ (EN) Queen Latifah To Host 47th Annual GRAMMY Awards, su GRAMMY.com, 9 gennaio 2006. URL consultato il 25 agosto 2019.
  38. ^ (EN) Drea de Matteo and Queen Latifah set for ‘Ice Age 2: The Meltdown.’, su Movieweb, 20 giugno 2005. URL consultato il 25 agosto 2019.
  39. ^ (EN) Queen Latifah, su Television Academy. URL consultato il 25 agosto 2019.
  40. ^ (EN) Nellie Andreeva, ‘24 Legacy’, Lee Daniels’ ‘Star’ Get Series Orders By Fox, su Deadline, 27 aprile 2016. URL consultato il 25 agosto 2019.
  41. ^ (EN) Scream TV Series Reboot Confirmed; New Showrunner Announced, su ScreenRant, 26 aprile 2017. URL consultato il 25 agosto 2019.
  42. ^ (EN) Andy Swift, Andy Swift, Scream Series (Finally) Returns in July on New Network — Watch First Trailer, su TVLine, 24 giugno 2019. URL consultato il 25 agosto 2019.
  43. ^ (EN) Amanda N'Duka, Amanda N'Duka, Universal’s ‘Girls Trip’ To Open The 2017 American Black Film Festival, su Deadline, 23 marzo 2017. URL consultato il 25 agosto 2019.
  44. ^ (EN) 'Little Mermaid' Live Starring Auli'i Cravalho Set at ABC, su The Hollywood Reporter. URL consultato il 25 agosto 2019.
  45. ^ (EN) Angelique Jackson, Angelique Jackson, Queen Latifah on Playing Trailblazers Like Hattie McDaniel While Mentoring the Next Generation of Filmmakers, su Variety, 13 giugno 2020. URL consultato l'11 gennaio 2021.
  46. ^ (EN) Nellie Andreeva, ‘The Equalizer Reboot Starring Queen Latifah Gets CBS Pilot Order, su Deadline, 28 gennaio 2020. URL consultato l'11 gennaio 2021.
  47. ^ (EN) A Look Back at All of ESSENCE's Black Women in Hollywood Honorees, su Essence. URL consultato il 26 agosto 2019.
  48. ^ The Kennedy Center Honors.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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