Quartiere Porto-Saragozza

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(IT) Porto-Saragozza
(EML) Pôrt-Saragòza
quartiere
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.svg Bologna
ComuneBologna-Stemma.svg Bologna
Amministrazione
PresidenteLorenzo Cipriani (Partito Democratico) dal 2016
Territorio
Coordinate
Superficie15,766 km²
Abitanti69 477 (2017)
Densità4 406,76 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
(IT) Porto-Saragozza (EML) Pôrt-Saragòza – Localizzazione
(IT) Porto-Saragozza (EML) Pôrt-Saragòza – Mappa

Il Quartiere Porto-Saragozza è uno dei 6 quartieri in cui è suddiviso il comune di Bologna[1], istituito nel 2016 dalla fusione dei precedenti quartieri Porto e Saragozza.

Il nome deriva dalla presenza nel suo territorio dell'antico Porto Navile, e dalla storica Via Saragozza, che a sua volta prende il nome dal Collegio di Spagna, un'istituzione medioevale presente nel quartiere.

Il quartiere è costituito dalla metà occidentale del centro storico di Bologna, e dalle aree dell'immediata periferia sud-occidentale della città, compresa una porzione dei colli di Bologna. In esso si trovano importanti strutture cittadine quali la Stazione Centrale di Bologna, la Certosa di Bologna, lo Stadio Renato Dall'Ara e, sul cosiddetto Colle della Guardia, il Santuario della Madonna di San Luca. Tra le istituzioni culturali, degne di nota sono il MAMbo e la Cineteca di Bologna, oltre alle facoltà universitarie di ingegneria e chimica industriale e i dipartimenti di discipline della comunicazione e DAMS.

Storia amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è costituito da quattro zone statistiche[2], ovvero Costa-Saragozza, Malpighi, Marconi, Saffi, che corrispondono ad altrettanti vecchi quartieri, in vigore dal 1966 al 1985. Dal 1985 al 2016 il territorio fu invece articolato in due quartieri, Porto, comprendente le zone statistiche di Marconi e Saffi, e Saragozza, comprendente le zone statistiche di Costa-Saragozza e Malpighi. L'assetto attuale risale quindi al 2016[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ comune.bologna.it: Statuto del comune di Bologna
  2. ^ Basi territoriali del Comune di Bologna, su inumeridibolognametropolitana.it. URL consultato il 3 giugno 2020.
  3. ^ Nuova riforma dei quartieri, su comune.bologna.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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