Quarantore

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Nel Cristianesimo le Quarantore, o Quarant'ore,[1][2] indicano il periodo di tempo trascorso da Gesù Cristo fra la sua morte (venerdì pomeriggio) e la sua risurrezione (domenica mattina).[1] La liturgia cattolica commemora quest'arco cronologico con la pubblica adorazione eucaristica del Santissimo Sacramento visibile nell'ostensorio solennemente esposto su di un trono con una residenza maestosa nel posto più alto e centrale dell'altare, pratica religiosa compiuta non soltanto durante il Triduo Pasquale ma anche in altre particolari occasioni, come domenica delle palme e lunedi e martedì santo.

L'altare in questa occasione deve essere preparato a dovere, al centro la residenza, tronetto con l'ostensorio, con subito sotto quattro ceri, ai lati altri sei ceri(tre per parte), e sotto , nel primo gradino, altri candelieri o candelabri con una croce sopra al ciborio. L'intero altare deve inoltre essere addobbato con centinaia di fiori e con tutte le lucie i candelieri che vi possano stare.[1]

Stando difatti alla sinossi evangelica, l'intervallo temporale con il Nazareno morto e deposto dalla croce e con il prosieguo della sua opera redentiva durante la permanenza nel Santo Sepolcro[3] non si sarebbe limitato alla giornata del Sabato Santo, poiché in realtà sarebbe durato 40 ore, dalle 3 del pomeriggio di Venerdì Santo all'alba di Pasqua, le 7 del mattino della domenica di risurrezione (o risuscitamento). Ciò spiegherebbe l'affermazione paolina secondo cui Cristo "fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture" (Prima lettera ai Corinzi 15, 3-4), affermazione ripresa e ribadita nel Credo Cristiano.[4]

Il problema che la liturgia cristiana s'appoggi contemporaneamente a un calendario lunare, in cui il transito al nuovo giorno comincia alle 18 con lo spuntare del nostro unico satellite naturale, e a un calendario solare, che sancisce questo passaggio a mezzanotte, fa sì che le Quarantore vengano considerate parte della liturgia non solo del Sabato Santo ma pure del Venerdì Santo e della Pasqua, sovrapponendosi in tal modo ad altre funzioni quali l'Adorazione della Santa Croce e la Veglia pasquale.

Una simile sorta di scissione liturgica può avere un senso considerando che, nell'arco di queste 40 ore, per il diofisismo della dottrina cristiana Gesù Cristo è contemporaneamente morto come uomo e vivo in quanto Dio.[3] Inoltre nella Bibbia il numero 40 ricorre quasi mezzo centinaio di volte,[5] spesso come simbolo per indicare un periodo di prova e isolamento.[6]

Tra le prime regioni in cui si organizzarono le Quarantore ci furono l'Emilia (1546 a Bologna); le Marche (1542 a Recanati) e il Lazio (1548 a Roma).Note

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Cf. voce su Treccani.it.
  2. ^ Le Quarantore: Origine e significato teologico, di Mons. MAURIZIO BARBA, Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; articolo tratto dal sito della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. URL consultato il 12 ottobre 2012.
  3. ^ a b CCC, nn. 624 e 630. Stesso testo con i link alle concordanze. In particolare, tutto il Paragrafo 1. CRISTO DISCESE AGLI INFERI, nn. 632-7. Stesso testo con i link alle concordanze.
  4. ^ CCC, IL TERZO GIORNO RISUSCITÒ DA MORTE, n. 639.
  5. ^ Cf. ricorrenze in laparola.net.
  6. ^ Cf. Il numero 40 nella Bibbia. URL consultato il 31-1-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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