Quaderni di conversazione

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I cosiddetti quaderni di conversazione (Konversationshefte) sono delle raccolte di pensieri, appunti e domande degli interlocutori a cui Ludwig van Beethoven a partire dal 1818, quando ormai era quasi completamente sordo, ha affidato tutti i suoi rapporti col mondo esterno. Secondo alcune fonti se ne contavano oltre 400, ma ne sono sopravvissuti solo 137. Secondo taluni studiosi i quaderni mancanti sarebbero stati distrutti dal primo biografo di Beethoven, Anton Schindler, secondo altri invece Schindler semplicemente non sarebbe mai entrato in possesso dei quaderni mancanti.[1] La maggior parte dei quaderni originali è conservata presso il dipartimento di musica della Biblioteca di Stato di Berlino e due si trovano nella Beethoven-Haus a Bonn.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albrecht 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Magnani, Beethoven nei suoi quaderni di conversazione, Einaudi, Torino, 1975
  • Theodore Albrecht: 'Anton Schindler as destroyer and forger of Beethoven's conversation books: A case for decriminalization', Music's Intellectual History, RILM 2010, 168-81.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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