QBell

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QBell
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
Fondazione2003 a Udine
Sede principaleNervesa della Battaglia
SettoreElettronica
Prodottielettronica di consumo
Fatturato8,5 milioni di euro (2016)
Sito webqbell.it

QBell è un marchio italiano di prodotti per l'elettronica di consumo. Il marchio nato nel 2003 è stato rilevato dalla società Hidis Srl nel 2015.[1]

Storia e generalità[modifica | modifica wikitesto]

La QBell venne fondata a Remanzacco (Udine) da Giuliano Macripò, presidente e AD della società.

Nel 2013 l'azienda impiegava 17 dipendenti,[2] con una produzione annua stimata di circa 190.000 pezzi tra TV e monitor,[3] utilizzando e assemblando componenti prodotti in Cina. I suoi mercati di riferimento erano quello nazionale ed europeo. Il gruppo QBell Technology controllava anche la società PowerQ, azienda che produce UPS ed inverter per pannelli fotovoltaici, e la società ElyQ SpA che produceva elicotteri e droni radiocomandati.

Fallimento di QBell Technology SpA[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2013, in una fase di difficoltà finanziarie, le società controllate da QBell Technology SpA (PowerQ e ElyQ), al fine di ridurre gli impegni vengono cedute; il 26 novembre 2013 viene dichiarato il fallimento della stessa QBell Technology SpA.[4] Poco prima del fallimento, a seguito di un controllo da parte della GDF, al gruppo QBell Technology SpA vengono, inoltre, contestate anche operazioni scorrette volte ad aggirare il fisco. Vi è un'indagine in corso per verificare se le ipotesi evidenziate dalle forze dell'ordine siano reali o no.

Nell'aprile 2016 si concludono le indagini preliminari che portano Giuliano Macripò ad essere indiziato per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta [5][6][7]

Nuova società[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 il marchio QBell è stato rilevato dalla HIDIS Srl di Nervesa della Battaglia, che ha costituito una nuova struttura societaria e avviato un piano di rilancio e sviluppo.[1] La linea di prodotti rimane simile alla precedente, con predominanza di televisori LED, monitor per computer e una nuova linea di smart devices per il mondo dell'elettronica di consumo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mattia Zanardi, Dalle carni alle Tv: Sfida Vincente, su ilgazzettino.it, Il Gazzettino, 7 gennaio 2017. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  2. ^ Maura Delle Case, QBell, crescono le preoccupazioni, in Messaggero Veneto, 6 novembre 2013. URL consultato il 7 settembre 2014.
  3. ^ "A QBell Technology la gara per 19 mila tv indetta da Lottomatica" - Messaggero Veneto, 18 marzo 2010[collegamento interrotto]
  4. ^ Maura Delle Case, Fallita la QBell: tutti i dipendenti a casa, in messaggeroveneto, 30 novembre 2013. URL consultato il 30 novembre 2013.
  5. ^ Bufera QBell: evasione milionaria e crac
  6. ^ Crac dell'azienda informatica QBell: indagati anche due salentini per bancarotta fraudolenta e ricettazione
  7. ^ Crac ed evasione alla QBell: in nove davanti al giudice

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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