Pula (Italia)

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Pula
comune
Pula – Stemma
Pula – Veduta
Via del paese
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
Città metropolitanaProvincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
SindacoCarla Medau (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate39°01′N 9°00′E / 39.016667°N 9°E39.016667; 9 (Pula)Coordinate: 39°01′N 9°00′E / 39.016667°N 9°E39.016667; 9 (Pula)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie138,92 km²
Abitanti7 422[1] (30-11-2015)
Densità53,43 ab./km²
FrazioniSanta Margherita di Pula, Is Molas
Comuni confinantiDomus de Maria (SU), Santadi (SU), Sarroch, Teulada (SU), Villa San Pietro
Altre informazioni
Cod. postale09010
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT092050
Cod. catastaleH088
TargaCA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantipulesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pula
Pula
Pula – Mappa
Posizione del comune di Pula nella città metropolitana di Cagliari
Sito istituzionale

Pula è un comune italiano di 7 422 abitanti[1] della città metropolitana di Cagliari in Sardegna, situato a sud-ovest del capoluogo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pula sorge nelle vicinanze dell'antica città di Nora, fondata secondo la leggenda dagli Iberi condotti in Sardegna da Norace. L'antico centro urbano fu edificato dai fenici intorno all'VIII secolo a.C. probabilmente su preesistenti insediamenti nuragici di cui rimangono alcune testimonianze[2]. Passò nei secoli successivi prima ai punici e poi ai romani che la elevarono per un breve periodo a capitale della provincia di Sardegna e Corsica, per poi cedere la carica alla vicina Caralis (odierna Cagliari). Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, a causa delle continue scorrerie, prima da parte dei vandali e in seguito dei pirati saraceni, la città di Nora, analogamente a molte altre città costiere sarde, cessò di esistere a partire dall'VIII secolo d.C. circa[3].

Nel medioevo il villaggio di Padulis de Nura (Palude di Nora), sorto nei pressi dell'antica città di Nora attorno all'anno 1000, fece parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria di Nora, fino al 1258 per poi passare ai Della Gherardesca. Dopo la morte di Gherardo della Gherardesca il Giovane, avvenuta nel 1355, fu inglobato dagli aragonesi nei possedimenti della corona. Durante le guerre tra il giudicato di Arborea e il Regno di Sardegna (1365-1409) la villa venne occupata più volte dalle armate arborensi. Tornato definitivamente in mano aragonese, il villaggio, ormai pressoché disabitato, fu infeudato alla potente famiglia iberica dei Carroz.

Tra XVI e XVII secolo gli spagnoli edificarono lungo la costa tre torri d'avvistamento in funzione anti-barbaresca.

I Centelles, nuovi feudatari, a partire dal 1630 ne favorirono il ripopolamento. La ripresa demografica non durò però a lungo; l'epidemia di peste del 1652 decimò la popolazione (che doveva inoltre difendersi dalle continue incursioni dei pirati barbareschi) e il nascente borgo si spopola nuovamente. Nel 1674 il territorio passò ai Borgia di Gandia e da questi ai Català nel 1726. Nel XVIII secolo il paese torna a nuova vita grazie alle iniziative dei frati mercedari e all'afflusso nella zona di agricoltori e pastori [4].

Nel 1839, in epoca sabauda, con la fine del sistema feudale, Pula divenne comune del Regno di Sardegna [5] e poi del Regno d'Italia dal 1861.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Colonna nel sito di Nora

Nora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nora (Italia).

Nel promontorio di capo di Pula sorgono i resti dell'antica città fondata dai fenici, che con tutta probabilità è il primo e più importante centro sull'isola.

I resti furono scoperti casualmente, quando una violenta mareggiata rimise in luce una parte dell'edificio funerario del tophet. Le scoperte eccezionali si susseguirono, il ritrovamento più eclatante fu senz'altro il teatro, probabilmente anche per le sue buone condizioni di conservazione. Quest'opera viene attualmente utilizzata per un'interessante rassegna culturale.

Poco distante, una singola colonna indica il tempio romano e adiacente ad esso il Foro, centro sociale ed economico della città. Non lontano si trova il tempio dedicato alla dea Tanit, supposizione avanzata dal ritrovamento di una pietra piramidale, che raffigurerebbe la divinità.

Un edificio molto interessante è senza dubbio il complesso termale, i cui soli ruderi danno l'idea dell'imponenza della struttura.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista
Interno della chiesa di Sant'Efisio
Santuario della Madonna della Consolazione

Tra i luoghi di culto si evidenziano:San Giovanni Battista Pula.jpg

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Santa Maria: villa aristocratica progettata dall'architetto Gaetano Cima nella prima metà dell'Ottocento sui ruderi dell'antica chiesa omonima.

Architetture militari:[modifica | modifica wikitesto]

Torre del Coltellazzo vista dall'area archeologica di Nora

Aree di interesse naturalistico:[modifica | modifica wikitesto]

Spiaggia di Pinus Village

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31-12-2015 la popolazione straniera ammontava a 220 individui pari al 3% circa della popolazione totale. Le nazionalità principali erano[7]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Parco Scientifico e Tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

Parco tecnologico, sede

Pula è anche la sede del "Parco Tecnologico", uno dei centri operativi del consorzio "Sardegna Ricerche". In queste strutture sono alloggiati uffici e laboratori di alta tecnologia, espressione della volontà di proporre la Sardegna come possibile "California": terreno dove sviluppare idee e sperimentare il presente e il futuro della ricerca scientifica.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo archeologico Giovanni Patroni: situato in corso Vittorio Emanuele, custodisce i reperti provenienti da Nora.
  • Museo Norace: possiede due collezioni, una di mineralogia e una di numismatica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Antonio Giulio Corronca lista civica "eterogenea" Sindaco [8]
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Mario De Donato lista civica Sindaco [9]
26 maggio 2002 12 giugno 2004 Francesco Loi lista civica Sindaco [10]
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Walter Cabasino lista civica Sindaco [11]
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Walter Cabasino lista civica "Continuare per il Domani" Sindaco [12]
25 maggio 2014 11 giugno 2017 Carla Medau lista civica "Cittadinanza Attiva" Sindaco [13]
11 giugno 2017 - Carla Medau lista civica "Uniti per Pula" Sindaco [14]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

FCD Pula[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è l'FCD Pula, fondata dopo la caduta dell'ASD Calcio Pula.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  2. ^ Sardegna Cultura, Pula, Città fenicio-punica di Nora, Regione sardegna.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  3. ^ www.Nora.it, Ultime fasi e decadenza della città
  4. ^ Dizionario Angius-Casalis, Pula, su unionesarda.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  5. ^ La storia di Pula , su sufurriadroxu.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ ISTAT Cittadini stranieri al 31-12-2015, Pula
  8. ^ Comunali 21/11/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  9. ^ Comunali 16/11/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  10. ^ Comunali 26/05/2002, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  11. ^ Comunali 12/06/2004, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  12. ^ Comunali 07/06/2009, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  13. ^ Comunali 25/05/2014, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  14. ^ Comunali 11/06/2017, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN244331940 · GND: (DE7662743-3
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