Psicometria (paranormale)

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La psicometria (dall'inglese psychometry) in parapsicologia e nella letteratura fantascientifica è una presunta forma di chiaroveggenza che permetterebbe, tramite la percezione di "vibrazioni" emanate da alcuni oggetti, di vedere o addirittura rivivere eventi passati che li hanno coinvolti, es. episodi relativi ai loro possessori o situazioni che sarebbero comunque inerenti ad essi. Il significato è molto diverso da quello che la parola assume in ambito scientifico (per cui si veda la voce Psicometria).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questo significato fu introdotto nel 1842 dallo studioso di paranormale Joseph Rhodes Buchanan[1], il quale sviluppò una sua teoria secondo cui ogni oggetto emanerebbe una sorta di "vibrazione", e che l'abilità del "sensitivo" sarebbe semplicemente quella di saperla percepire.

Tra gli autori che hanno trattato l'argomento, una testimonianza piuttosto rilevante fu quella della medium irlandese Eileen J. Garrett, che ne ha diffusamente trattato a partire dagli anni '40, con la pubblicazione della sua autobiografia.[2]

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Nell'universo fantascientifico di Guerre stellari la "psicometria" è un potere della Forza, che viene usato per "leggere" memorie del passato rimaste impresse su oggetti inanimati. Il personaggio fantascientifico Quinlan Vos aveva una forte conoscenza in questo potere, tanto da riuscire a leggere le memorie di esseri viventi.

Numerosi personaggi dei fumetti annoverano questa capacità tra i loro superpoteri. Uno dei più celebri è Abraham Sapien, un personaggio della serie a fumetti e dei film di Hellboy.

Anche nella serie televisiva Heroes, il personaggio di Sylar possiede l'abilità di capire la storia di un oggetto.

E' facoltà presente anche nella serie televisiva della BBC Prigionieri delle pietre, il personaggio di Matt percepisce ciò che accade al dottor Lyle quando cerca di uscire dal cerchio megalitico di Milbury, indossando un guanto dimenticato a casa sua.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mark A. Lause (University of Cincinnati): Joseph Rodes Buchanan (Internet Archive)
  2. ^ Vita di medium, Casa editrice Astrolabio, Roma 1948.