Psicofarmaco

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Compresse di Ritalin

Uno psicofarmaco è un farmaco psicoattivo o psicotropo legale, prescritto al fine di esercitare un effetto sulla composizione chimica del cervello e del sistema nervoso. Solitamente prescritti in ambito psichiatrico per il trattamento dei disturbi mentali, sono in genere costituiti da composti chimici sintetizzati artificialmente, anche se alcuni sono presenti in natura o almeno hanno una derivazione naturale.

A partire degli anni '50, tali farmaci sono stati utilizzati per il trattamento di una vasta gamma di disturbi mentali e hanno diminuito la necessità dei ricoveri in ospedale a lungo termine, riducendo quindi il costo della cura della salute mentale.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il XX secolo, gli psicofarmaci hanno visto uno sviluppo notevole. L'ipotesi della ricaptazione di Julius Axelrod, ha descritto l'interazione tra i neurotrasmettitori e ha cortituito la pietra angolare dello sviluppo dei moderni farmaci psicotropi.[2] Il suo lavoro ha permesso ai ricercatori di far avanzare ulteriormente i loro studi sugli effetti dei farmaci psichiatrici. Farmaci per la salute mentale sono stati prodotti a partire dalla metà del XX secolo con la diffusione della clorpromazina, un antipsicotico. Da allora, la popolarità di questi farmaci è cresciuta enormemente.[3]

Caratteri generali[modifica | modifica wikitesto]

Gli psicofarmaci tendono ad avere una certa componente soggettiva sul paziente che li assume e le terapie farmacologiche su uno stesso disturbo mentale possono variare da paziente a paziente in termini di scelta del farmaco, posologia e durata del trattamento in base alla loro efficacia, sempre in stretta collaborazione tra paziente e medico curante.

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni psicofarmaci richiedono una prescrizione di un medico, come ad esempio uno psichiatra, prima di essere ottenuti, sebbene una buona parte è venduta liberamente. Alcuni stati e territori degli Stati Uniti, hanno esteso agli psicologi clinici la possibilità di prescrizione, previa un'istruzione specializzata supplementare e la formazione in psicologia medica.[4] In Italia, la prescrizione è di esclusiva competenza medica. Oltre al classico dosaggio in forma di pillola o gocce, i farmaci psichiatrici si stanno evolvendo in nuovi metodo di somministrazione come il rilascio transdermico, transmucosale, la somministrazione per inalazione e la forma a supposta.[5]

Effetti collaterali e di sospensione[modifica | modifica wikitesto]

I farmaci psichiatrici possono portare ad effetti collaterali e la loro comparsa può sensibilmente incidere sulla compliance del farmaco. Alcuni effetti indesiderati possono essere gestiti trattando i sintomi, utilizzando farmaci complementari quali gli anticolinergici (antimuscarinici). Alcuni effetti negativi dovute all'astinenza, come ad esempio la possibilità di un improvviso o grave riemersione della psicosi dopo l'interruzione degli antipsicotici, può comparire quando l'assunzione di tali farmaci viene sospesa o interrotta troppo rapidamente.[6] Gli antipsicotici, prescritti in caso di psicosi o schizofrenia, sono noti per la cosiddetta discinesia tardiva, uno tra i più noti effetti collaterali irreversibili.

Tipi[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono sei gruppi principali di farmaci psichiatrici.

Antidepressivi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Antidepressivi.

Gli antidepressivi sono farmaci utilizzati per trattare la depressione clinica ma vengono anche spesso usati contro l'ansia e altri disturbi. La maggior parte dei farmaci antidepressivi ostacola la ricaptazione della serotonina o della noradrenalina o di entrambi. Una classe di antidepressivi comunemente usati è chiamata inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), che agiscono sui trasportatori della serotonina nel cervello per aumentarne i livelli nella fessura sinaptica.[8] Spesso occorrono da 3 a 5 settimane perché questi farmaci possano produrre un effetto, come la regolazione dei recettori nel cervello. Ci sono più classi di antidepressivi che hanno differenti meccanismi di azione. Un altro tipo di antidepressivo è l'inibitore della monoamino ossidasi (IMAO), che è pensato per bloccare l'azione della monoamino ossidasi, un enzima che scompone la serotonina e la noradrenalina. Gli IMAO non sono usati come trattamento di prima linea per il rischio di incorrere in crisi ipertensiva associate al consumo di alimenti contenenti l'aminoacido tiramina.[8][9]

Antidepressivi comuni:

Ansiolitici e ipnotici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Benzodiazepine.

Le benzodiazepine sono efficaci come ipnotici, ansiolitici, anticonvulsivanti, miorilassanti e amnesici, ma sono generalmente raccomandati per l'utilizzo a breve termine.[11] Hanno ampiamente soppiantato i barbiturici perché hanno meno propensione al sovradosaggio e alla tossicità.

Sviluppati a partire dal 1950 in poi, sono stati originariamente pensati per non causare dipendenza a dosi terapeutiche. Ora sono noti per causare sintomi di astinenza simili all'astinenza da barbiturici e da alcol,[12] e una sindrome di astinenza grave può durare per mesi e anni per circa il 15% degli utenti.[13]

Benzodiazepine comuni e derivate comprendono:

  • Diazepam (Valium), derivato delle benzodiazepine, ansiolitico
  • Nitrazepam (Mogadon), benzodiazepine derivato, ipnotico
  • Zolpidem (Ambien, Stilnox), un imidazopiridina, non benzodiazepina ipnotico
  • Zopiclone (Imovan), ipnotico non benzodiazepina
  • Eszopiclone (Lunesta), ipnotico non benzodiazepina
  • Zaleplon (Sonata), ipnotico non benzodiazepina
  • Clordiazepossido (Librium), derivato delle benzodiazepine, ansiolitico
  • Alprazolam (Xanax), derivato delle benzodiazepine, ansiolitico
  • Temazepam (Restoril), derivato delle benzodiazepine
  • Clonazepam (Klonopin), derivato delle benzodiazepine
  • Lorazepam (Tavor), derivato delle benzodiazepine, ansiolitico

Antipsicotici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Antipsicotici.

Gli antipsicotici sono farmaci utilizzati per il trattamento dei vari sintomi della psicosi, come quelli causati da disturbi psicotici o dalla schizofrenia. Antipsicotici atipici sono utilizzati anche come stabilizzatori dell'umore nel trattamento del disturbo bipolare e possono aumentare l'azione degli antidepressivi nel disturbo depressivo maggiore.[8] Gli antipsicotici sono a volte indicati come farmaci neurolettici o come "tranquillanti maggiori".

Vi sono due categorie di antipsicotici: tipici e atipici. La maggior parte degli antipsicotici sono disponibili solo su prescrizione medica.

Antipsicotici tipici
Antipsicotici atipici

Stimolanti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stimolanti.

Uno stimolante è un qualsiasi farmaco in grado di stimolare il sistema nervoso centrale. Gli stimolanti possono creare dipendenza e i pazienti con una storia di tossicodipendenza sono in genere strettamente monitorati nel caso di assunzione o addirittura gli viene cercata un'alternativa. La sospensione del trattamento non graduale ma repentina può causare sintomi di astinenza psicologici come ansia e desiderio.

Stimolanti comuni:

Stabilizzatori dell'umore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilizzanti dell'umore.

Nel 1949, l'australiano John Cade ha scoperto che i sali di litio in grado di controllare la mania, riducendo la frequenza e la gravità degli episodi maniacali. Questo ha introdotto l'ormai popolare carbonato di litio al pubblico, oltre ad essere il primo stabilizzatore dell'umore che sia stato approvato dalla statunitense Food and Drug Administration. Oltre al litio, diversi anticonvulsivanti e antipsicotici atipici hanno attività di stabilizzatori dell'umore. Il loro meccanismo non è tuttavia ben compreso.

Alcuni stabilizzatori dell'umore:

  • Carbonato di litio (CarboLith), primo e tipico stabilizzatore dell'umore
  • Carbamazepina (Tegretol), anticonvulsivante e stabilizzatore dell'umore
  • Oxcarbazepina (Trileptal), anticonvulsivante e stabilizzatore dell'umore
  • Acido valproico e sali dell'acido valproico (Depakine, Depakote), anticonvulsivante e stabilizzatore dell'umore
  • Lamotrigina (Lamictal), anticonvulsivante atipico e stabilizzatore dell'umore
  • Gabapentin, anticonvulsivante e stabilizzatore dell'umore atipico
  • Pregabalin, atipico GABA anticonvulsivante e stabilizzatore dell'umore
  • Topiramato, GABA recettore anticonvulsivante correlato e umore-stabilizzante
  • Olanzapina, antipsicotico atipico e stabilizzatore dell'umore

Nella musica[modifica | modifica wikitesto]

Nella musica gli psicofarmaci vengono citati da Vasco Rossi nella canzone "Valium" dell'album "Siamo solo noi", dai Subsonica nella canzone "Depre" dell'album "Microchip emozionale", da Samuele Bersani nella canzone "En e Xanax".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ T.L. Brink. (2008) Psychology: A Student Friendly Approach. "Unit 11: Clinical Psychology." pp. 226 [1]
  2. ^ The Julius Axelrod Papers, National Library of Medicine. URL consultato il 6 maggio 2013.
  3. ^ Emily Martin e Lorna A. Rhodes, Resources on the History of Psychiatry (PDF), National Library of Medicine. URL consultato il 6 maggio 2013.
  4. ^ B. Murray, A Brief History of RxP, APA Monitor, ottobre 2003. URL consultato l'11 aprile 2007.
  5. ^ C. Lindsay DeVane, New Methods for the Administration of Psychiatric Medicine, Medscape. URL consultato il 6 maggio 2013.
  6. ^ Joanna Moncrieff, Does antipsychotic withdrawal provoke psychosis? Review of the literature on rapid onset psychosis (supersensitivity psychosis) and withdrawal-related relapse, in Acta Psychiatrica Scandinavica, vol. 114, nº 1, John Wiley & Sons A/S, 23 marzo 2006, pp. 3–13, DOI:10.1111/j.1600-0447.2006.00787.x, ISSN 1600-0447, PMID 16774655. URL consultato il 3 maggio 2009.
  7. ^ A. F. Schatzberg, New indications for antidepressants, in Journal of Clinical Psychiatry, vol. 61, nº 11, 2000, pp. 9–17, PMID 10926050.
  8. ^ a b c Stahl, S. M., Stahl's Essential Psychopharmacology: Neuroscientific basis and practical applications, Cambridge University Press, 2008.
  9. ^ Monoamine Oxidase Inhibitors, healthyplace.com.
  10. ^ Stephen M. Stahl, A Review of the Neuropharmacology of Bupropion, a Dual Norepinephrine and Dopamine Reuptake Inhibitor (PDF), in Journal of Clinical Psychiatry, vol. 6, nº 4, 2004. URL consultato il 2 settembre 2006.
  11. ^ Heather Ashton, Guidelines for the rational use of benzodiazepines. When and what to use, in Drugs, vol. 48, nº 1, luglio 1994, pp. 25–40, DOI:10.2165/00003495-199448010-00004, PMID 7525193. URL consultato il 5 dicembre 2012.
  12. ^ MacKinnon GL, Parker WA, Benzodiazepine withdrawal syndrome: a literature review and evaluation, in Am J Drug Alcohol Abuse, vol. 9, nº 1, 1982, pp. 19–33, DOI:10.3109/00952998209002608, PMID 6133446.
  13. ^ Heather Ashton, Protracted withdrawal syndromes from benzodiazepines, in J Subst Abuse Treat., vol. 8, 1–2, 1991, pp. 19–28, DOI:10.1016/0740-5472(91)90023-4, PMID 1675688. URL consultato il 5 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Adamo; S. Benzoni. Psychofarmers. Isbn Edizioni. Milano 2005.
  • C. Bellantuono; M. Balestrieri. Gli psicofarmaci: farmacologia e terapia, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 2003.
  • Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino (a cura del). Prontuario dei farmaci per il Sistema Nervoso Centrale. Ed. Pharma Solvay. Torino 2004.
  • S. Caccia; T. Cottatellucci; R. Samanin; B. Saraceno (a cura di). Tavole degli psicofarmaci. 2a ed. Ciba-Geigy Edizioni, 1989. ISBN 88-7645-070-X. vvvv

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