Psarisomus dalhousiae

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Beccolargo codalunga
Psarisomus dalhousiae - Kaeng Krachan.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Passeriformes
Sottordine Tyranni
Famiglia Eurylaimidae
Genere Psarisomus
Swainson, 1837
Specie P. dalhousiae
Nomenclatura binomiale
Psarisomus dalhousiae
(Jameson, 1835)

Il beccolargo codalunga, conosciuto anche come beccolargo pappagallo o eurilaimo psittacino (Psarisomus dalhousiae (Jameson, 1835)) è un uccello passeriforme della famiglia degli Eurilaimidi[2]. Si tratta dell'unica specie ascritta al genere Psarisomus Swainson, 1837.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome scientifico della specie commemora la moglie del George Ramsay, IX conte di Dalhousie, Christina Broun, anch'essa contessa di Dalhousie.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura fino a 25 cm di lunghezza, di cui la metà spetta alla lunga coda, per un peso che raggiunge i 50-60 g.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare in cattività.

Si tratta di uccelli dall'aspetto tozzo, con una grossa testa munita di un largo becco ogivale leggermente uncinato nella sua parte distale e di una lunga coda leggermente appuntita nella parte terminale.
La colorazione è molto caratteristica e rende questi uccelli quasi inconfondibili. Il corpo è di colore verde erba, mentre la coda, il sottocoda e le remiganti sono di colore azzurro iridescente: sfumature dello stesso colore possono essere presenti a seconda della sottospecie anche sui fianchi (che sono in genere di un colore verde più chiaro o addirittura biancastri) e sulla zona pettorale e ventrale, mentre la faccia interna delle ali è nera con una banda longitudinale biancastra. La faccia, la gola e una macchia periauricolare sono di colore giallo (quest'ultima può essere bianca in alcune sottospecie), mentre il resto della testa (guance comprese) è nero, con la base del collo biancastra e la calotta dello stesso colore, ma che mostra decise sfumature bluastre. Il becco è giallo-verdastro con sfumature bluastre alla base, le zampe sono di color carnicino, gli occhi sono ambrati. I due sessi sono simili.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli diurni e piuttosto socievoli al di fuori della stagione degli amori, che possono essere osservati in coppie o gruppetti, che si muovono fra gli alberi tenendosi in contatto mediante richiami trillanti.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare porta materiale al nido in Thailandia.

Questa specie ha abitudini essenzialmente insettivore, nutrendosi di un'ampia gamma d'insetti e piccoli invertebrati, e non disdegnando di catturare di tanto in tanto anche piccoli rettili o anfibi, uova e nidiacei. Inoltre, questi uccelli integrano la propria dieta con frutta matura e bacche, mentre è raro che ricerchino attivamente per nutrirsi semi e granaglie.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva coincide con la stagione secca: durante questo periodo le coppie riproduttrici abbandonano gli stormi d'appartenenza divenendo piuttosto territoriali nei confronti degli intrusi.
Il nido è piriforme e pendente da un ramo, e generalmente viene ubicato nelle immediate vicinanze di un corso d'acqua o di un'ansa fluviale: al suo interno la femmina depone 5-6 uova che ambedue i sessi provvedono a covare alternandosi per circa tre settimane. Anche le cure parentali sono a carico di entrambi i genitori, coi nidiacei che sono pronti per l'involo attorno alle 3-4 settimane dalla schiusa, sebbene tendano a rimanere nello stesso gruppo di appartenenza dei genitori ancora per molto tempo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il beccolargo codalunga occupa un areale piuttosto vasto, che va dall'India settentrionale e al Nepal ad est fino alla Cina meridionale, e a sud attraverso il Bengala e il Sud-est asiatico (compresi Borneo e Sumatra): il suo habitat è rappresentato dalla volta della foresta pluviale, anche se questi uccelli si dimostrano piuttosto tolleranti alla presenza umana e colonizzano anche giardini alberati, parchi e piantagioni di alberi da frutto.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione di un esemplare della sottospecie P. d. psittacinus.

Se ne riconoscono cinque sottospecie[2]:

Le varie sottospecie differiscono fra loro principalmente in base a criteri morfologici, come la taglia e l'intensità e l'estensione della colorazione azzurra e gialla del corpo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Psarisomus dalhousiae, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.2, IUCN, 2018.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Eurylaimidae, in IOC World Bird Names (ver 9.1), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 maggio 2014.

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