Psamate (astronomia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Psamate
Psmathe feat.jpg
Satellite diNettuno
Scoperta29 agosto 2003
ScopritoriDavid Jewitt
Jan Kleyna
Scott Sheppard
Matthew Holman
John Kavelaars
Parametri orbitali
(all'epoca J2000)
Semiasse maggiore46 695 000 km
0,3121 UA
Periodo orbitale9115,91 giorni
(24,9587 anni)
Inclinazione orbitale137,391°
Inclinazione rispetto
all'equat. di Nettuno
146,60°
Eccentricità0,4499
Dati fisici
Diametro equat.28 km
Massa
1,5 × 1016 kg
Densità media1,5 × 10³ kg/m³
Acceleraz. di gravità in superficie0,0056 m/s²
Pressione atm.nulla
Albedo0,16

Psamate, o Nettuno X, è un satellite minore di Nettuno, scoperto nel 2003 dal gruppo di ricerca di Matthew Holman utilizzando il telescopio Subaru da 8 metri.[1][2] Noto con la designazione provvisoria S/2003 N1 fino al 2007,[3] ha ricevuto dall'Unione Astronomica Internazionale il nome definitivo di Psamate, (dal greco Ψαμάθη), una delle Nereidi.

Parametri orbitali[modifica | modifica wikitesto]

I satelliti irregolari di Nettuno.

Il satellite ha un diametro di 38 chilometri.[4] Orbita attorno a Nettuno con un semiasse maggiore di circa 46,7 milioni di chilometri e impiega quasi 25 anni terrestri per fare un giro completo attorno al suo pianeta. L'orbita è vicina al limite teorico di stabilità per un oggetto in moto retrogrado.[5] Data la somiglianza dei parametri orbitali con quelli di Neso (S/2002 N 4), è stato ipotizzato che entrambi i satelliti abbiano avuto comune origine dalla frammentazione di un oggetto più grande.[6] Entrambi sono i satelliti più lontani dal loro pianeta madre nell'intero sistema solare.[7]

Parametri fisici[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione artistica di Psamate.

Se si assume un'albedo di 0,16 come per altri satelliti di Nettuno, ne risulta un diametro di 38 km.[6] La superficie del satellite appare quindi piuttosto scura.
La densità calcolata è di 1,5 g/cm³, il che fa supporre che la sua parte superiore sia costituita di ghiaccio d'acqua.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ JPL, Planetary Satellite Discovery Circumstances, Jet Propulsion Laboratory, 21 luglio 2011. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  2. ^ Daniel W. E. Green, Satellites of Neptune, in IAU Circular, vol. 8193, 3 settembre 2003. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  3. ^ Brian G. Marsden, MPEC 2003-R19 : S/2003 N 1, Minor Planet Center, Smithsonian Astrophysical Observatory, 2003. URL consultato l'8 gennaio 2011.
  4. ^ Scott S. Sheppard, Neptune's Known Satellites, Department of Terrestrial Magnetism (Carnegie Institution of Washington). URL consultato il 13 dicembre 2008.
  5. ^ R. A. Jacobson, NEP078 - JPL satellite ephemeris, su Planetary Satellite Mean Orbital Parameters, 2008. URL consultato il 23 settembre 2009.
  6. ^ a b Sheppard, Scott S.; Jewitt, David C.; Kleyna, Jan (2006). A Survey for "Normal" Irregular Satellites around Neptune: Limits to Completeness. The Astronomical Journal, 132: 171–176. http://arxiv.org/abs/astro-ph/0604552 Bibcode 2006AJ....132..171S. doi:10.1086/504799.
  7. ^ Richard, Jr. Schmude, Uranus, Neptune, Pluto and How to Observe Them, Springer, 2008, p. 106, ISBN 0-387-76601-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Sistema solare Portale Sistema solare: accedi alle voci di Wikipedia sugli oggetti del Sistema solare