Prunus cerasoides

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Ciliegio selvatico dell'Himalaya
Zosterops japonicus, Cibodas Botanical Gardens, Java.jpg
Esemplare di occhialino orientale su un ciliegio selvatico dell'Himalaya in fiore
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Prunus
Sottogenere Cerasus
Specie P. cerasoides
Nomenclatura binomiale
Prunus cerasoides
D.Don, 1825
Sinonimi

Cerasus carmesina (H.Hara) H.Ohba
Cerasus cerasoides (Buch.-Ham. ex D. Don) S.Y. Sokolov
Cerasus majestica (Koehne) H.Ohba
Cerasus pectinata Spach
Cerasus phoshia Buch.-Ham. ex D.Don
Cerasus puddum Roxb. ex DC.
Cerasus puddum Ser.
Cerasus puddum Wall.
Maddenia pedicellata Hook.fil.
Microcerasus pectinata M.Roem.
Microcerasus phoshia M.Roem.
Prunus carmesina Hara
'Prunus hosseusii Diels
Prunus majestica Koehne
Prunus pectinata Walp.
Prunus puddum Franch.
Prunus silvatica Roxb.
Prunus sylvatica Hook.fil.

Nomi comuni

Ciliegio selvatico dell'Himalaya

Il ciliegio selvatico dell'Himalaya (Prunus cerasoides D.Don, 1825) è una pianta appartenente alla famiglia delle rosaceae, diffusa in Asia orientale, Asia meridionale e Sud-est asiatico.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il ciliegio selvatico dell'Himalaya è un albero perenne che cresce fino a 30 m di altezza.[1][2]

L'albero è coltivato come pianta ornamentale. Prospera in un terreno argilloso ben drenato e ritentivo per l'umidità, in un luogo aperto, soleggiato e riparato. È probabile che diventi clorotico se è presente troppa calce. Inoltre è vulnerabile ai funghi del miele.

Il seme richiede da due a tre mesi di stratificazione a freddo ed è meglio seminarlo in una serra fredda il più presto possibile in inverno. Il seme cresce piuttosto lentamente e a volte può richiedere circa 18 mesi per germogliare a seconda delle condizioni.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

L'albero, come la maggior parte dei membri del genere prunus, ha radici poco profonde ed è probabile che produca polloni se la radice è danneggiata.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente ha una corteccia lucida e anellata. Quando l'albero non è in fiore, è caratterizzato dalla presenza di lunghe stipole dentate.

Dal tronco viene ricavata una gomma che viene utilizzata come sostituto della gomma adragante. Inoltre può essere masticata come una tradizionale gomma da masticare.

Il legno è tenace, resistente, durevole e aromatico.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie di questo albero sono decidue.[2]

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'albero fiorisce nelle stagioni fredde, in particolare in autunno e in inverno.[3]

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi e di colore bianco rosato.[3]

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono ovoidali e di colore giallo quando acerbi, diventano rossi quando raggiungono la maturazione.[3] Raggiungono la dimensione di circa 15 mm e possono essere mangiati cotti o crudi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il ciliegio selvatico dell'Himalaya si estende sull'Himalaya dall'Himachal Pradesh, nell'India centro-settentrionale, fino alla Cina del sudovest, alla Birmania e alla Thailandia.[1][2] Si può trovare anche in Australia, Nuova Zelanda, Nepal e Brasile.[2] Cresce nelle foreste temperate da 700–3700 m di altitudine.[1][4]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie di ciliegio è nota con i seguenti sinonimi:[2]

  • Cerasus carmesina (H.Hara) H.Ohba
  • Cerasus cerasoides (Buch.-Ham. ex D. Don) S.Y. Sokolov
  • Cerasus majestica (Koehne) H.Ohba
  • Cerasus pectinata Spach
  • Cerasus phoshia Buch.-Ham. ex D.Don
  • Cerasus puddum Roxb. ex DC.
  • Cerasus puddum Ser.
  • Cerasus puddum Wall.
  • Maddenia pedicellata Hook.fil.
  • Microcerasus pectinata M.Roem.
  • Microcerasus phoshia M.Roem.
  • Prunus carmesina Hara
  • Prunus hosseusii Diels
  • Prunus majestica Koehne
  • Prunus pectinata Walp.
  • Prunus puddum Franch.
  • Prunus silvatica Roxb.
  • Prunus sylvatica Hook.fil.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

I frutti e le foglie vengono usati per ricavare una tintura verde scuro.

I semi, oltre che a poter essere mangiati cotti o crudi, possono essere utilizzati nella fabbricazione di collane.

I rami, visto la tenacità del legno, vengono lavorati per realizzare bastoni da passeggio.

Riferimenti nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura indù, il ciliegio selvatico dell'Himalaya è considerato un albero sacro, per questo negli stati come Thailandia e India è molto importante e viene tutelato, non solo dalla deforestazione ma anche dal suo utilizzo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) L. Rhodes, R.P. Pollard, & N. Maxted, 2016, Prunus cerasoides, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  2. ^ a b c d e (EN) Prunus cerasoides, in Encyclopedia of Life. URL consultato il 21 gennaio 2010.
  3. ^ a b c (EN) Prunus cerasoides, su Flowers of India. URL consultato il 21 gennaio 2020.
  4. ^ (EN) V. Chandel, T. Rana, V. Hallan e A. A. Zaidi, Wild Himalayan Cherry (Prunus cerasoides) as a Natural Host of Prunus necrotic ringspot virus in India, in Plant Disease, vol. 91, n. 12, dicembre 2007, pp. 1686–1686, DOI:10.1094/PDIS-91-12-1686C. URL consultato il 21 gennaio 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]