Prunella laciniata

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Prunella gialla
Prunella laciniata 110807.jpg
Prunella laciniata
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Mentheae
Sottotribù Prunellinae
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottotribù Prunellinae
Genere Prunella
Specie P. laciniata
Nomenclatura binomiale
Prunella laciniata
L., 1763

La brunella gialla (nome scientifico Prunella laciniata L., 1763) è una piccola pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Prunella) deriva da una parola tedesca ("die Braune" o "die Breune") per indicare una infiammazione delle tonsille, una malattia per la cui cura in passato si usava questa pianta. In realtà il nome di questo genere inizialmente era Brunella, usato per la prima volta dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708). È stato successivamente Linneo (1707 – 1778), conosciuto anche come Carl von Linné a modificare il nome del genere (non è spiegato il perché) in Prunella.[2][3][4] L'epiteto specifico (laciniata) significa "frastagliato" e si riferisce ai petali frangiati.[5][6]

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778), conosciuto anche come Carl von Linné, biologo e scrittore svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum, ed. 2 - 2: 873." del 1763.[7]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Queste piante sono alte da 15 a 25 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è densamente villosa per peli eretti.[4][8][9][10][11][12][13]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: è un breve rizoma.
  • Parte epigea: è ascendente, non ramosa e densamente villosa. La sezione del fusto è quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie si dividono in basali e cauline. Quelle basali sono picciolate ed hanno una lamina a forma lanceolata intera. Quelle cauline sono progressivamente incise con lamine pennatopartite. Le foglie delle ascelle dell'infiorescenza hanno forme lineari con margini dentati. Sulle pagine delle foglie sono inoltre presenti delle nervature secondarie evidenti. Lunghezza del picciolo: 1,5 – 2 cm. Dimensione delle foglie basali: larghezza 1 cm; lunghezza 2 - 3,5 cm. Dimensione delle foglie dell'infiorescenza: larghezza 3 mm; lunghezza 30 – 50 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è una spiga cilindrica apicale: tutti i fiori sono addensati nell'estremità superiore del fusto. Caratteristici sono i verticilli delle numerose brattee che sottendono i calici dei fiori. Alla base dell‘infiorescenza è presente una coppia di foglie opposte (brattee reniformi (larghe 2 cm; lunghe 1 cm) sormontate da un mucrone di 5 – 6 mm. Dimensione della spiga: 2 x 4 cm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti). Lunghezza dei fiori: 15 – 18 mm.

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), 4 nucule[9][11]
  • Calice: il calice è gamosepalo e attinomorfo con peli patenti. È bilabiato con il lobo superiore tridentato e con diverse (10 - 13) venature irregolari e quello inferiore bidentato (questi denti sono lineari-lanceolati). Lunghezza del calice: 10 mm.
  • Corolla: la corolla è zigomorfa e gamopetala. La forma è quella di un tubo ascendente, pubescente all'interno (è presente un anello di peli), e terminante con una struttura allargata e bilabiata: il labbro superiore è alto e più grande di quello inferiore, arcuato e bilobo; mentre quello inferiore pendulo è espanso e trilobo (il lobo centrale è più grande dei due laterali). Colore della corolla: giallo-pallido o biancastro. Lunghezza del tubo della corolla: 10 mm. Lunghezza del labbro superiore: 7 mm. Lunghezza del labbro inferiore: 5 mm.
  • Androceo: l'androceo possiede quattro stami didinami; a volte quelli posteriori sono più corti (quelli anteriori sono più lunghi). I filamenti sono glabri, sono adnati alla corolla, sono tutti paralleli e ascendenti sotto il labbro posteriore, sono incurvati in avanti ed emergono dalla corolla. Le antere hanno due teche con forme ellissoidi, distinte e divaricate o confluenti; le antere sono inoltre più o meno parallele ai filamenti. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il disco nettario non è lobato ed è ricco di sostanze zuccherine.
  • Fioritura: da maggio a agosto.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è uno schizocarpo (tetrachenio o in generale poliachenio) formato da quattro loculi e con diversi semi bruni.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti tipo ditteri e imenotteri (impollinazione entomogama).[9][15]
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).[16] I semi hanno una appendice oleosa (elaisomi, sostanze ricche di grassi, proteine e zuccheri) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[17]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[18] – Distribuzione alpina[19])

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Areale alpino[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[19]

  • Classe: Festuco-Brometea.

Areale italiano[modifica | modifica wikitesto]

Per l'areale completo italiano la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[21]

  • Macrotipologia: vegetazione delle praterie.
  • Classe: Festuco valesiacae-brometea erecti Br.-Bl. & Tüxen ex Br.-Bl., 1949
  • Ordine: Scorzonero villosae-Chrysopogonetalia grylli Horvatic & Horvat in Horvatic, 1963
  • Alleanza: Scorzonerion villosae Horvatic, 1963

Descrizione: l'alleanza Scorzonerion villosae è relativa a praterie mesoxerofile dell'areale illirico-dinarico che si sviluppano su suoli decalcificati e subacidi, poco profondi e mediamente umidi dal piano planiziale a quello collinare. I macrobioclimi interessati sono quello mediterraneo e temperato. L'alleanza si colloca (distribuzione) in un’area di transizione tra il Bacino Mediterraneo, i monti dinarici e l’Europa centrale. In Italia si localizza nella subprovincia illirico-dinarica dove si mescolano elementi illirici e alpini. Le cenosi di questa alleanza se non sono soggette a sfalci o pascolo non intensivo possono progressivamente incespugliarsi.[22]

Specie presenti nell'associazione: Rhinanthus freynii, Cirsium pannonicum, Dianthus carthusianorum subsp. sanguineus, Dorycnium herbaceum, Ferulago galbanifera, Danthonia alpina, Thymus pulegioides, Orchis ustulata, Medicago falcata, Ranunculus bulbosus, Ononis spinosa, Aster linosyris, Agrostis tenuis, Carex montana, Trifolium rubens, Genista tinctoria, Koeleria splendens, Eryngium amethystinum, Salvia pratensis, Scorzonera villosa, Achillea virescens, Lathyrus pannonicus subsp. varius, Lathyrus latifolius, Centaurea jacea subsp. angustifolia, Dianthus balbisii subsp. liburnicus, Potentilla recta, Tragopogon tommasinii, Medicago falcata, Onobrychis arenaria subsp. tommasinii, Trifolium incarnatum subsp. molinerii, Rhinanthus freynii.

Altre alleanze per questa specie sono:[21]

  • Hypochoeridion maculatae.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della specie (Lamiaceae), molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie,[11] ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile (in Brasile sono presenti anche specie arboree). Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia. La famiglia è suddivisa in 7 sottofamiglie; il genere Prunella è descritto all'interno della sottotribù Prunellinae appartenente alla sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae).[23]

Il numero cromosomico di P. laciniata è: 2n = 28.[24]

Il basionimo per questa specie é: Prunella vulgaris var. laciniata L., 1753.[19]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è moderatamente variabile nella forma delle foglie superiori che possono essere incise, più raramente lobate, dentate o quasi intere.

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Da questa pianta facilmente si possono formare ibridi quando specie diverse crescono assieme (da alcuni autori questi ibridi sono considerate varietà):[10]

  • Prunella x intermedia Link, 1791[25]: è un ibrido con la specie Prunella vulgaris L. (ha il colore della P. vulgaris, ma la forma delle foglie è quella della P. laciniata).
  • Prunella × bicolor Beck, 1883[26]: è un ibrido con la specie Prunella grandiflora (L.) Scholler.

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[1]

  • Prunella afriquena Pau & Font Quer
  • Prunella alba Pall. ex M.Bieb.
  • Prunella alba var. integrifolia Godr.
  • Prunella alba var. pinnatifida (Coss. & Germ.) Gren. & Godr.
  • Prunella integerrima Beck
  • Prunella laciniata var. integerrima (Beck) Nyman
  • Prunella laciniata var. integrifolia Godr.
  • Prunella laciniata var. intermedia Nyman
  • Prunella laciniata var. pinnatifida Coss. & Germ.
  • Prunella laciniata subsp. subintegra (Buch.-Ham.) Franco
  • Prunella laciniata var. subintegra Buch.-Ham.
  • Prunella sulphurea Mill.
  • Prunella vulgaris var. laciniata L.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La prunella laciniata in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Weiße Brunelle
  • (FR) Brunelle laciniée
  • (EN) Cut-leaved Self-heal

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Prunella laciniata, su The Plant List. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  2. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  3. ^ David Gledhill 2008, pag. 316.
  4. ^ a b Motta 1960, Vol. 1 - pag. 355.
  5. ^ David Gledhill 2008, pag. 227.
  6. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  7. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  8. ^ Kadereit 2004, pag. 249.
  9. ^ a b c Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  10. ^ a b Pignatti, vol. 2 – pag. 474.
  11. ^ a b c Judd, pag. 504.
  12. ^ Strasburger, pag. 850.
  13. ^ Catalogazione floristica - Università di Udine, su mitel.dimi.uniud.it. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  14. ^ Musmarra 1996.
  15. ^ Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 437.
  16. ^ Kadereit 2004, pag. 181.
  17. ^ Strasburger, pag. 776.
  18. ^ Conti et al. 2005, pag. 148.
  19. ^ a b c d e Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 136.
  20. ^ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  21. ^ a b Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. Prunella laciniata. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  22. ^ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 51.4.3 ALL. SCORZONERION VILLOSAE HORVATIC 1963. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  23. ^ DrewSytsma 2012.
  24. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  25. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/tpl1.1/record/kew-165971. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  26. ^ The Plant List, http://www.theplantlist.org/tpl1.1/record/kew-165932. URL consultato il 24 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Gledhill, The name of plants, Cambridge, Cambridge University Press, 2008.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica – Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960.
  • Bryan T. Drew, Kenneth J. Sytsma, Phylogenetics, biogeography, and staminal evolution in the tribe Mentheae (Lamiaceae)., in American Journal of Botany, vol. 99, n. 5, 2012, pp. 933–953.

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