Progressione del record mondiale dei 400 metri piani maschili

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Michael Johnson, detentore del record del mondo di specialità.

La voce seguente illustra la progressione del record mondiale dei 400 metri piani maschili di atletica leggera.

Il primo record del mondo nei 400 metri piani maschili venne riconosciuto nel 1912 dalla International Amateur Athletics Federation, oggi conosciuta come International Association of Athletics Federations (IAAF). La IAAF ratificò come record mondiale il tempo di 48"2 di Charles Reidpath, corso ai Giochi olimpici di Stoccolma 1912, ma riconobbe come primato mondiale della distanza anche la prestazione ottenuta nel 1900 da Maxie Long nelle 440 iarde (402,34 m) con il tempo di 47"8.

Dal 1º gennaio 1977 la IAAF ha richiesto il cronometraggio completamente automatico al centesimo di secondo per le distanze uguali o superiori ai 400 metri. Il tempo realizzato da Lee Evans ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968 (43"86) venne riconosciuto come il primo record della distanza con cronometraggio elettronico.

Progressione[modifica | modifica sorgente]

Cronometraggio manuale (dal 1900 al 1976)[modifica | modifica sorgente]

Tempo
manuale
Tempo
elettrico
Atleta Nazionalità Luogo Data Note
47"8 Maxie Long Stati Uniti Stati Uniti New York, Stati Uniti 29 settembre 1900 [1]
48"2 Charles Reidpath Stati Uniti Stati Uniti Stoccolma, Svezia 13 luglio 1912
47"4 Ted Meredith Stati Uniti Stati Uniti Cambridge, Stati Uniti 27 maggio 1916 [1]
47"0 Emerson Spencer Stati Uniti Stati Uniti Palo Alto, Stati Uniti 12 maggio 1928
46"4 Ben Eastman Stati Uniti Stati Uniti Palo Alto, Stati Uniti 26 marzo 1932 [1]
46"2 46"28 Bill Carr Stati Uniti Stati Uniti Los Angeles, Stati Uniti 5 agosto 1932
46"1 Archie Williams Stati Uniti Stati Uniti Chicago, Stati Uniti 19 giugno 1936
46"0 Rudolf Harbig Germania Germania Francoforte, Germania 12 agosto 1939
Grover Klemmer Stati Uniti Stati Uniti Filadelfia, Stati Uniti 29 giugno 1941
Herb McKenley Giamaica Giamaica Berkeley, Stati Uniti 5 giugno 1948 [1]
45"9 46"00 Herb McKenley Giamaica Giamaica Milwaukee, Stati Uniti 2 luglio 1948
45"8 George Rhoden Giamaica Giamaica Eskilstuna, Svezia 22 agosto 1950
45"4 45"68 Lou Jones Stati Uniti Stati Uniti Città del Messico, Messico 18 marzo 1955
45"2 Lou Jones Stati Uniti Stati Uniti Los Angeles, Stati Uniti 30 giugno 1956
44"9 45"07 Otis Davis Stati Uniti Stati Uniti Roma, Italia 6 settembre 1960
45"08 Carl Kaufmann bandiera Germania Ovest Roma, Italia 6 settembre 1960
Adolph Plummer Stati Uniti Stati Uniti Tempe, Stati Uniti 25 maggio 1963 [1]
Michael Larrabee Stati Uniti Stati Uniti Los Angeles, Stati Uniti 12 settembre 1964
44"5 Tommie Smith Stati Uniti Stati Uniti San Jose, Stati Uniti 20 maggio 1967 [2]
44"1 44"19 Larry James Stati Uniti Stati Uniti Echo Summit, Stati Uniti 14 settembre 1968
43"8 43"86 Lee Evans Stati Uniti Stati Uniti Città del Messico, Messico 18 ottobre 1968

Cronometraggio elettronico (dal 1977 ad oggi)[modifica | modifica sorgente]

Tempo Atleta Nazionalità Luogo Data Note
43"86 Lee Evans Stati Uniti Stati Uniti Città del Messico, Messico 18 ottobre 1968
43"29 Butch Reynolds Stati Uniti Stati Uniti Zurigo, Svizzera 17 agosto 1988
43"18 Michael Johnson Stati Uniti Stati Uniti Siviglia, Spagna 26 agosto 1999

Annotazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Il 31 agosto 1968 Vincent Matthews corse in 44"4, un decimo in meno del primato mondiale di Tommie Smith, ma il record non fu omologato perché Matthews aveva corso con scarpette chiodate non regolamentari.
  • Il 14 settembre dello stesso anno, nella finale dei trials di selezione per le Olimpiadi, Lee Evans giunse primo con lo stesso tempo di Larry James (44"1), ma il tempo di Evans non fu omologato come record mondiale per lo stesso motivo di cui sopra. Il primato mondiale venne invece riconosciuto a James.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Tempo realizzato sulle 440 iarde (402,34 m) e ratificato come record mondiale dei 400 m.
  2. ^ Record realizzato nel corso di una gara con distanza superiore.
  3. ^ (EN) Lee Evans - Sportings Heroes, Sporting-Heroes.net. URL consultato il 7 settembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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