Programma Discovery

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Il Programma Discovery è costituito da una serie di missioni spaziali scientifiche con costi contenuti e altamente specializzate. Questo programma implementa la visione dell'Amministratore NASA Daniel Goldin di missioni planetarie "più veloci, più economiche, migliori".

Missioni[modifica | modifica wikitesto]

Missioni completate con successo[modifica | modifica wikitesto]

  • Sonda Genesis: missione con lo scopo di raccogliere campioni di particelle di vento solare. Ha raccolto i campioni con successo ma durante il ritorno sulla Terra per un guasto al paracadute la capsula si è schiantata nel deserto dello Utah; tuttavia i campioni erano conservati in buono stato e sono stati analizzati con successo.

Missioni fallite[modifica | modifica wikitesto]

  • CONTOUR: missione per visitare diverse comete, la sonda è esplosa poco dopo il lancio.

Missioni in corso[modifica | modifica wikitesto]

  • ASPERA-3: missione per analizzare l'interazione tra il vento solare e l'atmosfera di Marte. Gli strumenti della missione sono a bordo dell'orbiter Mars Express dell'ESA
  • Missione Dawn: missione diretta verso i grandi asteroidi Ceres e Vesta. È stata lanciata il 27 settembre 2007 e ha raggiunto Cerere il 15 febbraio 2015.
  • Kepler Space Mission: lanciata nel marzo 2009, la missione utilizza un particolare telescopio spaziale progettato specificatamente per la ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra intorno a stelle simili al Sole. È attualmente in orbita intorno al Sole con un periodo orbitale di 372 giorni. Esso si allontanerà lentamente dalla Terra: in circa 25 anni sarà a 300 milioni di chilometri da noi (due volte la distanza Terra - Sole), dalla parte opposta rispetto al Sole. Dopo il guasto di una ruota di reazione necessaria per l'orientamento dello specchio principale del telescopio e la possibile perdita dei un'altra ruota, la NASA sta prendendo in considerazione l'abbandono del telescopio, ma molti scienziati si stanno opponendo a questa decisione, e quindi si prevede che la missione terminerà nel 2016.

Missioni future[modifica | modifica wikitesto]

  • InSight, lander marziano con lo scopo di analizzare gli strati interni di Marte.

Missioni Proposte[modifica | modifica wikitesto]

Altre missioni proposte per il programma ma scartate nel 2006 erano:

  • La missione OSIRIS (Origins Spectral Interpretation, Resource Identification and Security) che avrebbe studiato un asteroide e fornito il primo campione, dopo la sonda Hayabusa, di materiale proveniente da un asteroide riportandolo a Terra. Principal investigator: Michael Drake della University of Arizona, il centro Goddard Space Flight Center della NASA avrebbe gestito il progetto. La missione, inizialmente scartate, è stata approvata come OSIRIS-REx nell'ambito del Programma New Frontiers, con lancio nel 2016.
  • Vesper era un orbiter che avrebbe analizzato la chimica e la dinamica del pianeta Venere e aumentato la conoscenza scientifica sulla composizione dell'atmosfera e la sua dinamica. Il principal investigator era Gordon Chin e la gestione del progetto era affidata al Goddard Space Flight Center.[1]

Dopo il successo delle missioni primarie delle sonde Stardust e Deep Impact, vennero elaborate delle estensioni dell'operatività delle sonde, mandandole verso altri obiettivi.

  • la missione DIXI (Deep Impact eXtended Investigation of Comets) prevedeva un fly-by della sonda Deep Impact su una seconda cometa, la cometa Boethin, nel dicembre 2008 per riprendere fotografie del suo nucleo e studiare la diversità delle comete. Principal investigator: Michael A'Hearn della University of Maryland. L'incontro è avvenuto con successo. Nel 2010 quindi è stata rediretta verso l'asteroide Near-Earth (163249) 2002GT, il quale sarebbe dovuto essere stato raggiunto nel 2020, tuttavia, a causa di ripetuti riavvii del computer di bordo, la sonda ha perso il controllo dell'assetto e quindi non è possibile comunicare con essa dal 2013.
  • la missione EPOCh (Extrasolar Planet Observation and Characterization) prevedeva di utilizzare la camera ad alta risoluzione della sonda Deep Impact per cercare i primi pianeti extrasolari di dimensione terrestre. Principal investigator: L. Drake Deming del Goddard Space Flight Center. Effettuata con successo.
  • la missione Stardust NExT ha utilizzato la sonda Stardust per effettuare un fly-by della cometa Tempel 1 e osservare i cambiamenti avvenuti dopo la visita della sonda Deep Impact del 2005. Infatti in quella data la cometa era nella posizione di massima vicinanza al Sole e si supponeva che la sua superficie possa essere stata modificata. Principal investigator: Joseph Veverka della Cornell University. La missione è terminata nel 2011 subito dopo il flyby a causa dell'esaurimento totale del combustibile. Attualmente inattiva in un'orbita circolare solare.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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