Progetto Marklar

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Il progetto Marklar era un progetto segreto dell'Apple volto ad effettuare il porting del sistema operativo macOS su macchine dotate di processori X86.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 alcuni impiegati Apple, tra i quali John Kullmann, vennero assegnati agli uffici sull'East Coast, solitamente dedicati a progetti alternativi o non di primo piano, per lavorare ad un porting x86 del MacOS dell'epoca, come fall-back-plan, ovvero progetto di ripiego, di riserva; diciotto mesi dopo, nel dicembre 2001, Kullmann presentò sei PC x86 assemblati su cui funzionava una versione customizzata del sistema operativo Apple[1]. Durante il 2002 Steve Jobs in persona[1], insoddisfatto dei progressi e dei piani di consegna dei processori PowerPC, decise di portare avanti con più consistenza questo progetto, assegnando una dozzina di ingegneri al porting del Mac OS X su macchine generiche dotate di processori X86 in modo da aver a disposizione una strada alternativa nel caso l'avanzamento tecnologico dei processori PowerPC si fermasse. Nell'agosto 2002 il progetto Marklar era consolidato e ufficiosamente annunciato ai media[1]. In seguito alcuni produttori hardware sostennero di aver esercitato pressioni sullo stato maggiore di Apple al fine di produrre cloni Mac x86[1].

Background[modifica | modifica wikitesto]

Anni prima Apple aveva varato un progetto analogo, il progetto Star Trek. Questo progetto doveva portare il System 7 su X86. In seguito il progetto era stato abbandonato per via dei costi crescenti e per via della netta superiorità dei processori PowerPC rispetto agli equivalenti Intel. A differenza del progetto Star Trek il Mac OS X è quasi interamente scritto in Objective C e quindi la conversione si era rivelata un compito relativamente semplice. Tanto più che lo strato a basso livello del sistema operativo Darwin già esisteva per processori X86. La presenza del progetto Marklar è sempre stata negata da Apple, anche se un documento interno di IBM ne accennava l'esistenza e ne ridimensionava la portata. I manager di IBM ritenevano un'eventuale migrazione su X86 un'operazione difficile e pericolosa per Apple.

Migrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 Apple stanca dei ritardi di IBM nella realizzazione di processori PowerPC G5 ad alta frequenza e a basso consumo ha deciso di abbandonare i processori PowerPC e di stringere un'alleanza con Intel. Il 6 giugno 2005 il CEO di Apple Steve Jobs ha ufficialmente annunciato il nuovo corso dei computer Apple e ha reso pubblico il progetto Marklar affermando che gli ingegneri avevano effettuato il porting delle cinque versioni di Mac OS X annunciando che il nuovo Mac OS X Leopard sarebbe stato sviluppato tenendo conto dei processori Intel. Nella stessa occasione ha mostrato un portatile dotato di processore Intel su cui girava Mac OS X Tiger.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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