Progetto:WikiAfrica/Share Your Knowledge/Brooklyn Museum

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Collaborazione tra Brooklyn Museum e Wikimedia

Questa pagina ha lo scopo di presentare una sintesi dei risultati del caso di collaborazione con il Brooklyn Museum come esempio di progetto di cooperazione tra enti culturali internazionali e Wikimedia. In particolare, questa pagina mostra i risultati dell'iniziativa pilota "Share Your Knowledge" 2011-2012 (nel testo anche SYK), che contribuisce al Progetto WikiAfrica con il coinvolgimento di centri di ricerca e documentazione, enti di cooperazione internazionale e archivi.

Brooklyn Museum
Tipologia museo
Data inizio 2012
Referente Deborah Wythe (Digital Collections and Services)
Indirizzo Brooklyn, NY
Contributi immagini
Progetti Wikimedia Commons
Licenza CC-BY 3.0
Sito http://www.brooklynmuseum.org
Template commons:Template:WikiAfrica/Brooklyn Museum
Caso studio Wikipedia Erica Litrenta (novembre 2012)


L'ente[modifica wikitesto]

La facciata del museo

Il Brooklyn Museum, fondato nel 1895, è il secondo museo d'arte di New York e tra i più grandi degli Stati Uniti; la sua collezione permanente consta di più di un milione e mezzo di oggetti, dall'arte egizia a quella contemporanea, e riceve annualmente circa 500.000 visitatori. Le acquisizioni per la collezione africana[1] sono iniziate nel 1900 e proseguite nel 1922 con opere provenienti soprattutto dall'attuale Congo. In realtà gli oggetti relativi al Nordafrica e quelli dall'Egitto sono invece raggruppati rispettivamente all'interno delle collezioni di arte islamica ed egiziana. Per 20 anni all'inizio del secolo scorso Stewart Culin, il primo curatore del Dipartimento di Etnologia del museo ed etnologo autodidatta, raccolse pezzi soprattutto da commercianti europei per la grande mostra dell'aprile 1923 dal titolo Primitive Negro Art, Chiefly from the Belgian Congo. Per Culin si trattava di opere d'arte vere e proprie, non di meri esemplari etnografici, per cui l'atto stesso di metterle in mostra andava considerato come un'installazione artistica. Sul sito del Brooklyn sono disponibili[2] numerosi materiali su quell'evento per la gioia dei ricercatori d'arte, dalle carte di Culin, appunti e corrispondenza relativa alle acquisizioni e all'organizzazione della mostra, al catalogo di quest'ultima, alla rassegna stampa dell'epoca, fino alle foto delle sale e degli oggetti che contenevano. A questa hanno fatto poi seguito oltre trenta[3] mostre sull'Africa, e il blog del museo ha una sezione apposita[4] con le ultime novità sull'argomento. Tra i pezzi più pregiati, fra le migliaia nella disponibilità attuale del museo e che coprono 2500 anni di storia dell'uomo e oltre cento culture del continente, la scultura ndop[5] del re Mishe miShyaang maMbul, considerata la più antica nel suo genere, e una madre con bambino[6] dei popoli Lulua.

Statuetta di un re Kuba
Statuina di maternità Lulua

Storia della collaborazione[modifica wikitesto]

Ospitare contenuti di proprietà di gallerie, biblioteche, archivi e musei di tutto il mondo è ormai una tradizione per il repository multimediale Wikimedia Commons. Secondo la pagina dedicata proprio a queste partnership,[7] la prima donazione di contenuti risale almeno al 2007. Non sono tantissime però quelle che possono vantare delle "repliche" successive, per cui il progetto WikiAfrica/Share Your Knowledge è a buon diritto orgoglioso di raccontare invece che ciò è proprio quanto avvenuto, ed è la seconda volta che succede all'interno del progetto stesso (si ricorderanno i trascorsi con The National Archives UK). Una collaborazione con il Brooklyn Museum infatti era iniziata eccezionalmente proprio per loro interessamento nell'aprile 2010,[8] quando avevano deciso di caricare autonomamente su Commons tutte le immagini senza restrizioni di copyright a loro disposizione; è poi proseguita ulteriormente nell'estate 2012, allorché si è pensato di poter far rientrare in WikiAfrica la ricca e interessante collezione di arte africana intitolata appunto Arts of Africa. Sono ripresi dunque i contatti con il settore Digital Lab/Digital Collections and Services per sondare la disponibilità dell'istituzione ad adottare una licenza libera per le foto di statuette, monili ed altri manufatti di "artigianato" del continente (per quanto il termine sia riduttivo nel descriverli). L'operazione ha sfondato una porta che per fortuna era pressoché aperta, poiché il museo in quel momento si trovava già in una fase di migrazione dei contenuti verso una licenza Creative Commons estremamente libera come la BY (Attribuzione).[9] Con la formalizzazione della donazione e il rilascio di un ticket OTRS in merito[10] si è quindi potuto procedere all'individuazione dei contenuti "africani" che ben si sposano con l'indirizzo generale di WikiAfrica/Share Your Knowledge.

Inserimento dei contenuti su Commons[modifica wikitesto]

Va da sé che l'importazione manuale di una simile mole di dati non sarebbe stata possibile. Ad ogni singolo oggetto infatti non corrisponde una sola immagine, ma in numerosissimi casi sono presenti scatti da più angolazioni, persino radiografie,[11] una vera chicca per studenti, esperti e appassionati di arte e conservazione, per non parlare delle numerose informazioni quali descrizioni approfondite, data, dimensioni, ubicazione attuale all'interno del museo e altre note e dettagli, nonché la galleria dei file correlati. Non essendo possibile recuperare il programma che il museo stesso aveva utilizzato in passato per una serie di upload, si è proceduto alla ricerca di un volenteroso "botolatore" (manovratore di un'utenza "robot" autorizzata che esegue i lavori più noiosi e ripetitivi al posto degli umani permettendo tra l'altro un notevole risparmio di tempo) che studiasse il modo migliore per scaricare tutti i materiali dal sito del museo e successivamente li organizzasse in modo da poterli facilmente caricare su Commons, con i testi ben formattati e via dicendo. Questo passaggio non è stato esente da difficoltà, in quanto gli operatori di bot specializzati in questo non sono tantissimi su Commons e sono comunque sempre impegnati con questo genere di richieste. Si è però riusciti a sensibilizzare l'utente Slick sull'importanza e l'urgenza del compito in vista del raggiungimento del traguardo dei 30.000 contributi prima della conclusione del progetto per fine anno. Slick ha prontamente accettato l'invito e si è messo al lavoro, relazionando puntualmente sui suoi progressi[12] e soprattutto donando a WikiAfrica persino una pagina con il codice da lui utilizzato e le istruzioni,[13] che permetteranno a chiunque di poter facilmente studiare la sua tecnica e, volendo, di replicare le medesime operazioni in futuro.

Maschera Bwoom

Analisi dei contenuti[modifica wikitesto]

I risultati si possono ammirare in commons:Category:WikiAfrica Brooklyn Museum, che, oltre ad alcune immagini d'archivio relative all'Egitto, contiene come già accennato le fotografie di decine e decine di maschere, alcune delle quali decisamente bizzarre, statuette antropomorfe, zanne d'avorio intagliate, sedie e sgabelli, vasellame, porte, bigiotteria (ad es. pendagli a forma di croce), armi (tra le quali frecce e punte di lancia), tessuti e tanti altri oggetti di uso comune. Poiché queste foto sono state caricate da poche settimane, sono ancora pressoché sconosciute alla comunità wikimediana, con una significativa eccezione, quella della maschera di Bwoom della cultura Bushoong Kuba nella Repubblica Democratica del Congo. Questa infatti è stata candidata lo scorso settembre dal tutor di progetto Michele Casanova alla Vetrina di Commons[14] ed essendo stata ampiamente approvata, apparirà sulla pagina principale del progetto e di diverse edizioni linguistiche di Wikipedia il 1° dicembre.[15] Altre fotografie sono servite nel frattempo a illustrare per esempio le voci in lingua francese relative alle popolazioni Mumuye, Buyu, Lokele, Obamba, Gola, Gbi, Nyangatom, Samburu e Kaffas, la voce in ucraino sulla mitologia africana e quella in vietnamita sulla città etiope di Konso,[16] Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. Per perfezionare questa donazione si può collaborare su diversi fronti, dal miglioramento delle categorizzazioni esistenti con altre più specifiche, al suggerimento di titoli e descrizioni più precisi, all'inserimento di coordinate geografiche più accurate, fino alla traduzione delle didascalie in varie lingue. A fine novembre 2012 sono dunque 113 i file (il 3% dell'intera categoria) complessivamente utilizzati in 122 voci da ben 22 edizioni linguistiche di Wikipedia sinora, tra cui anche quelle in lingua araba, persiana, georgiana, russa e slovacca, uno dei quali ha persino fatto capolino nella versione tedesca[17] del nuovissimo progetto della Foundation, ovvero la guida turistica Wikivoyage. Dati provvisori[18] rivelano infine che le visite ricevute dal 1° ottobre a fine novembre da tutti i file nella categoria ammontano a oltre quarantamila, una cifra senz'altro di tutto rispetto.

Naturalmente questi risultati non sarebbero stati raggiunti se non fosse stato per l'assidua collaborazione di tanti volontari, tra i quali oltre al già citato Slick è doveroso menzionare anche gli utenti Ji-Elle e Avron che perfezionando le categorizzazioni rispettivamente per quanto riguarda popolazioni ed armi hanno reso le foto più organizzate e semplici da rintracciare. Sentiti ringraziamenti vanno anche a Lori Byrd Phillips, coordinatrice delle partnership culturali in USA per WMF che ha suggerito chi contattare all'interno del museo, e last but not least naturalmente a Deborah Wythe, Ruth Janson, Shelley Bernstein e Judith Frankfurt del Brooklyn Museum che hanno concretizzato l'accordo permettendo di aggiungere l'ennesima, splendida perla alla collana delle collaborazioni GLAM nel mondo Wikimedia.

Immagini prodotte[modifica wikitesto]

Note[modifica wikitesto]

  1. ^ Le informazioni in questa sezione sono ricavate da en:Brooklyn_Museum#Arts_of_Africa e dalla relativa voce in italiano.
  2. ^ http://www.brooklynmuseum.org/opencollection/research/pna1923/
  3. ^ http://www.brooklynmuseum.org/opencollection/exhibitions/african_art
  4. ^ http://www.brooklynmuseum.org/community/blogosphere/category/arts-of-africa/
  5. ^ Dettagli sul termine sulla pagina Google Books del libro Kuba, di R. Leuchak.
  6. ^ Per approfondire, A Figure for Cibola: Art, Politics, and Aesthetics among the Luluwa People of the Democratic Republic of the Congo, uno studio di C. Petridis.
  7. ^ commons:Commons:Partnerships
  8. ^ La documentazione in merito può essere letta su outreach:GLAM/Case studies/Brooklyn Museum e commons:Commons:Brooklyn Museum; in realtà il museo aveva già organizzato un Wikipedia Loves Art nel 2009 e in seguito ha anche creato un progetto su en.wiki, chiamato WikiPop, relativo alla stesura di 25 biografie di artiste pop.
  9. ^ http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.it
  10. ^ Ticket:2012072310006881
  11. ^ Dettagli sull'utilizzo delle tecniche radiografiche in campo artistico possono essere trovati anche alla seguente pagina.
  12. ^ commons:Commons:Batch uploading/Brooklyn Museum
  13. ^ commons:Commons:Batch uploading/Brooklyn Museum/HowTo
  14. ^ commons:Commons:Featured picture candidates/File:Brooklyn Museum 73.178 Bwoom Mask.jpg
  15. ^ commons:Template:Potd/2012-12-01 (it)
  16. ^ Da rilevare come la voce in italiano sia stata proprio recentemente ampliata nell'ambito del progetto WikiAfrica grazie agli sforzi dell'utente:Kolghie.
  17. ^ Pagina sulle crociere sul Nilo
  18. ^ Elaborazione personale di cifre ottenute in modo automatico dal sito http://stats.grok.se/.

Versione in inglese[modifica wikitesto]

Pagine correlate[modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica wikitesto]