Progettazione universale per l'apprendimento
La progettazione universale per l’apprendimento (PUA) o Universal Design for Learning (UDL) è un modello di progettazione e gestione delle pratiche formative ed educative volto a creare ambienti flessibili per facilitare l’apprendimento.[1] L’obiettivo è rendere il piano di studi, la didattica e la valutazione accessibili sul piano fisico e cognitivo.[2] Il modello richiede di individuare, osservare e analizzare i bisogni degli utenti e rispondere con soluzioni compatibili alle esigenze fisiche e cognitive emerse.[1]
Origini
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La progettazione universale per l’apprendimento è un modello di progettazione che si ispira alla metodologia più ampiamente conosciuta come Universal Design.[3]
La definizione di Universal Design, ideata dall’architetto Ronald Mace, fondatore del Center for Universal Design[4] presso l’Università della Carolina del Nord, approda per la prima volta negli Stati Uniti, intorno agli anni ottanta del Novecento.[3] Il modello innovativo, teorizzato e applicato dai ricercatori della progettazione universale, si sviluppa intorno i temi della progettazione senza barriere negli ambienti artificiali, fornendo così un nuovo paradigma alla progettazione applicabile non solo agli ambiti esclusivi dell’architettura, ma gradualmente anche al design, all’organizzazione dei servizi, agli ambienti di apprendimento[5]. La divulgazione di questo nuovo sguardo universale, espande i propri ambiti di intervento, applicandosi non solo agli ambienti, ma anche ai contesti di vita delle persone. La progettazione universale, inoltre, si concilia con i principi trasmessi dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti umani delle persone con disabilità del 2006[6][7] consentendo di realizzare il diritto all’accessibilità per le persone con disabilità, inteso non solo come l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche come diritto di accessibilità e fruizione degli ambienti di apprendimento, della cultura, dei servizi etc.[5]
Principi e linee guida
[modifica | modifica wikitesto]Le linee guida, introdotte nel 2008 dal Center for Applied Special Technology (CAST)[8], sono organizzate sulla base dei tre princìpi fondamentali della rappresentazione, dell’azione ed espressione e del coinvolgimento secondo un approccio pedagogico ispirato alla psicologia cognitiva di Piaget ed educativa di Bloom[3] e, in generale, alle ricerche condotte dalle neuroscienze. Alcuni degli studi effettuati in campo neuroscientifico hanno infatti individuato tre distinte reti cerebrali tra loro interconnesse: le reti di riconoscimento, le reti strategiche e le reti affettive, ognuna delle quali costituirebbero il come, il cosa ed il perché del processo di apprendimento individuale.[3]
Tabella riepilogativa delle linee guida 3.0[9] della progettazione universale per l'apprendimento, pubblicate dal centro di ricerca CAST, nel 2024[10]:
| Categoria | Opzioni di progettazione | Descrizione |
|---|---|---|
| Progettare molteplici mezzi di coinvolgimento | Accogliere interessi e identità |
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| Sostenere lo sforzo e la perseveranza |
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| Capacità emotiva |
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| Progettare molteplici mezzi di rappresentazione | Percezione |
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| Lingua e simboli |
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| Costruzione della conoscenza |
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| Progettare molteplici mezzi di azione & espressione | Interazione |
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| Espressione e comunicazione |
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| Sviluppo di strategie |
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Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b Elisabetta Ghedin e Silvia Mazzocut, Universal Design for Learning per una valorizzazione delle differenze: un’indagine esplorativa sulle percezioni degli insegnanti, in Giornale Italiano della Ricerca Educativa, n. 18, giugno 2017, p. 146.
- ^ Michele Baldassarre e Lia Daniela Sasanelli, UDL e Tecnologie Inclusive: stato dell’arte e modelli per l’implementazione, in QTimes-Journal of Education, Technology and Social Studies, n. 3, Anicia Editore, 2021, pp. 155-156.
- ^ a b c d Giovanni Savia, Progettazione Universale per l’Apprendimento: un valido approccio per l’inclusione di tutti, in Educare.it, vol. 15, n. 3, 2015, pp. 53-54.
- ^ (EN) Center for Universal Design, su College of Design. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ^ a b Federica Baroni e Ilaria Folci, Progettare l’inclusione tra Differenziazione Didattica e Universal Design for Learning: approcci, opportunità e prospettive, in Italian Journal of Special Education for Inclusion, n. 2, dicembre 2022, p. 63.
- ^ Michele Baldassarre e Lia Daniela Sasanelli, UDL e Tecnologie Inclusive: stato dell’arte e modelli per l’implementazione, in QTimes-Journal of Education, Technology and Social Studies, n. 3, Anicia Editore, 2021, pp. 155-156.
- ^ Lucio Cottini (a cura di), Universal Design for Learning e curricolo inclusivo, Firenze, 2019.
- ^ (EN) CAST Inc, The UDL Guidelines, su udlguidelines.cast.org. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ^ Linee Guida UDL 3.0 (PDF), su udlguidelines.cast.org. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ^ (EN) CAST Inc, Downloads, su udlguidelines.cast.org. URL consultato il 27 febbraio 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giovanni Savia (a cura di), Universal Design for Learning La Progettazione Universale per l’Apprendimento per una didattica inclusiva, collana Guide/Educazione, 2016, ISBN 9788859012214.
- Anne Meyer, David H. Rose e David Gordon, Universal design for learning: theory and practice, CAST Professional Publishing, an imprint of CAST, Inc, 2014, ISBN 978-0-9898674-0-5.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Associazione italiana dislessia, su aiditalia.org.
- (EN) Why We Need Universal Design | Michael Nesmith | TEDxBoulder, su youtube.com.