Prodotto finanziario

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A norma dell'articolo 1 lett. u) del Testo unico della finanza si definiscono prodotti finanziari gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Anche se tale definizione normativa non aiuta a fornire una descrizione esauriente e definitiva sul punto, sicuramente chiarisce che strumenti finanziari e prodotti finanziari sono in un rapporto di specie e genere. Gli strumenti finanziari infatti appartengono al genere prodotti finanziari, ma non li esauriscono.

Per quanto concerne la natura del prodotto finanziario bisogna analizzare due dati. In primo luogo il prodotto finanziario è necessariamente una forma di investimento, in secondo luogo è una forma di investimento di natura finanziaria. Andando per esclusione, dunque, si deve negare di essere in presenza di un prodotto finanziario se non c'è un impiego di risorse diretto all'ottenimento di un corrispettivo.

Come gli strumenti finanziari, insomma, anche i prodotti finanziari si risolvono in un contratto caratterizzato dallo scambio di un bene presente (di solito denaro) con un bene futuro (ancora denaro). Esempi:

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scambio.

I cosidetti reati di market abuse comporendono l' insider trading (abuso di informazioni privilegiate) e l'Aggiotaggio. Più in generale, sono considerate illecite condotte che determinano una Manipolazione del mercato, che possono quindi ricomprendere anche fatti di arbitraggio e di vendita allo scoperto.

I prodotti derivati[modifica | modifica wikitesto]

Il derivato è un contratto che dal punto di vista formale ha per oggetto uno scambio di denaro contro beni materiali (grano, petrolio, metalli, ecc), oppure di denaro contro denaro quali sono i beni trattati in finanza (azioni, obbligazioni).

Nel primo caso, molto spesso chi vende il derivato non ha la reale disponibilità del bene materiale dichiarato, né la controparte che compra è interessato a diventarne proprietario. Nessuna delle parti ha cura di verificare e misurare mediante un semplice inventario in loco, che quanto dichiarato sulla carta (es. una fede di deposito), o altrimenti certificato con l'informatica, sia uguale alla giacenza esistente.

Quando questo avviene, il prezzo di mercato non è determinato dal produttore e dal consumatore, vale a dire dall'incrocio della domanda e offerta del bene materiale reale, ma dalla domanda e offerta di un contratto "cartaceo" per quel dato bene, il derivato. Questo prezzo di mercato non è più, come prevede la teoria economica, un prezzo di equilibrio, né tantomeno un prezzo di equilibrio stabile.

Il derivato ha un prezzo puntualmente calcolato, ma soggetto a continua e del tutto imprevedibile volatilità, assimilata ad un moto browniano casuale, sia come frequenza nel tempo che come valore di ogni singola variazione.

Stesso andamento qualitativo nel tempo si può ragionevolmente ipotizzare quando la quantità risultante nei derivati è 10-100 volte la reale quantità fisicamente disponibile del bene, e di conseguenza il prezzo del derivato condiziona il prezzo del sottostante in modo deterministico.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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