Procaina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
Procaina
{{{immagine1_descrizione}}}
{{{immagine2_descrizione}}}
Nome IUPAC
2-(diethylamino)ethyl 4-aminobenzoate
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C13H20N2O2
Massa molecolare (u) 236.31
Numero CAS [59-46-1]
Codice ATC N01BA02
PubChem 4914 CID 4914
DrugBank APRD00650
SMILES O=C(OCCN(CC)CC)c1ccc(N)cc1
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeutica anestetici
Dati farmacocinetici
Metabolismo idrolisi dalle esterasi del plasma
Emivita 40-84 secondi
Escrezione renale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 301 - 317
Consigli P 280 - 301+310 [1]

La procaina è un farmaco anestetico a uso locale, noto anche con il nome di novocaina. Fu sintetizzato la prima volta dal chimico tedesco Alfred Einhorn e introdotto nel 1909[2] per essere utilizzato in odontoiatria e chirurgia, date le basse potenza e durata di azione.

È un solido cristallino di colore bianco appartenente agli alcaloidi costituito da un estere dell’acido paraaminobenzoico. Dal punto di vista chimico è un derivato sintetico della cocaina, della quale serba l'azione paralizzante sulle strutture nervose sensitive periferiche senza tuttavia produrre assuefazione e tossicodipendenza, avendo anche un effetto di minor durata[senza fonte].

Oggi viene utilizzato solo per anestesie da infiltrazione o come bloccante nervoso a scopo diagnostico, preferito rispetto ad altri anestetici come la lidocaina. Tuttavia alcuni soggetti ipersensibili a questa sostanza possono sviluppare affezioni cutanee (ad esempio l'orticaria).

Per quanto riguarda il metabolismo, la procaina viene per la maggior parte idrolizzata nei tessuti, anche se una parte minore subisce una degradazione enzimatica a livello epatico come la cocaina. Per questo motivo, presenta una breve durata d'azione ma una tossicità minore rispetto alla cocaina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 03.08.2012 riferita al cloridrato
  2. ^ "Introduzione alla Chimica Farmaceutica" seconda edizione, Graham L. Patrick, pag 233.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]