Principio di necessità

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Il principio di necessità è un principio generale dell'ordinamento che presiede all'adozione di tutte le misure straordinarie da parte delle Autorità.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il principio di necessità era già noto al diritto romano, e si esprimeva nel brocardo: «Necessitas non habet legem, sed ipsa sibi facit legem » (la necessità non conosce leggi, ma diventa essa stessa legge).
Questa espressione indicava i poteri eccezionali esercitabili nei casi in cui si doveva fronteggiare una situazione imprevista e imprevedibile, caratterizzata dall'urgenza e improrogabilità del provvedere.
Anche nel Decretum di Graziano si legge qualcosa di simile: «Quod non est licitum in lege, necessitas facit licitum» (ciò che non è lecito per la legge, diventa lecito in caso di necessità). Si indicava così l'elisione del carattere di antigiuridicità di un'azione in presenza di determinate circostanze di fatto (la necessità).

Il ruolo del principio dell'ordinamento vigente[modifica | modifica wikitesto]

Il principio di necessità ha un ruolo indefettibile nell'ordinamento di ogni Paese e riflette l'evoluzione storica subita dall'organizzazione politica di qualunque sistema sociale.
Le norme ispirate a questo principio disciplinano i casi in cui fattori imprevisti e imprevedibili impongono l'adozione indifferibile di misure straordinarie finalizzate a fronteggiare situazioni di emergenza: di solito, si tratta di calamità naturali, stato di guerra, ordine pubblico, epidemie, ecc.

Spesso, la necessità di provvedere si accompagna all'urgenza, altro fattore che giustifica l'adozione di atti e provvedimenti al di fuori delle ordinarie procedure, e dunque consente interventi immediati e dunque efficaci.

La decretazione d'urgenza[modifica | modifica wikitesto]

Il principio di necessità è espresso dall'art. 77 della Costituzione. Qui è previsto il potere del Governo di esercitare il potere legislativo "per iniziativa diretta", e cioè senza la previa delega del Parlamento.
Un tale potere è assolutamente eccezionale, e prima della legge n. 100 del 1926 non era neanche previsto dall'ordinamento, perché secondo le leggi monarchiche poteva prestarsi ad abusi.
La Costituzione ha invece dotato il Governo italiano del potere di esercitare la funzione legislativa, limitandolo ai casi di "necessità e urgenza": con i decreti-legge, il Governo impegna la propria responsabilità politica, anche se poi la decisione definitiva spetta sempre alle Camere, alle quali va data immediata comunicazione dell'emanazione del decreto-legge.

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