Principato vescovile di Montenegro

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Principato vescovile del Montenegro
Principato vescovile del Montenegro – Bandiera Principato vescovile del Montenegro - Stemma
Principato vescovile del Montenegro - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Митрополство Црногорско (Mitropolstvo Crnogorsko)
Lingue ufficiali Serbo
Lingue parlate Serbo
Capitale Cetinje
Dipendente da Impero Russo
Politica
Forma di Stato Principato ecclesiastico
Forma di governo Teocrazia
Nascita 1696 con Danilo I Petrović-Njegoš
Causa Proclamazione dell'indipendenza del Principato vescovile
Fine 1851 con Danilo II Petrović-Njegoš
Causa Proclamazione del Principato del Montenegro
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa balcanica
Religione e società
Religioni preminenti Cristianesimo ortodosso
Evoluzione storica
Preceduto da Sangiaccato di Scutari (ottomano)
Succeduto da Principato del Montenegro
Ora parte di Montenegro

Il Principato vescovile di Montenegro era uno stato teocratico che esistette tra il 1696 e il 1852.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque ad opera dei vescovi serbo-ortodossi di Cetinje, in seguito metropoliti, che rinunciarono alla supremazia ottomana e trasformarono la parrocchia di Cetinje in un protettorato russo de facto, governando come metropoliti (vladika, traducibile anche come "principe-vescovo").[1][2][3]

La storia inizia con Danilo Šćepčević, un vescovo di Cetinje che unì diversi clan del Montenegro nella lotta contro l'Impero ottomano che aveva occupato la maggior parte dell'Europa sudorientale. Vladika Danilo è stato il primo della casa di Petrović-Njegoš, che avrebbe ricoperto la carica di "metropolita di Cetinje" fino al 1852, quando il Montenegro divenne un principato laico sotto Danilo Petrović-Njegoš. Divenne una breve monarchia quando fu temporaneamente abolito tra il 1767 e il 1773, quando l'impostore Piccolo Stefano, propose se stesso come imperatore russo e si incoronò signore del Montenegro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Victoria Clark, Why angels fall: a journey through Orthodox Europe from Byzantium to Kosovo (Perché gli angeli cadono: un viaggio attraverso l'Europa ortodossa da Bisanzio al Kosovo), p. 93
  2. ^ Robert Bideleux, Ian Jeffries, A history of eastern Europe: crisis and change (Storia dell'Europa orientale: crisi e cambiamento), pag. 86
  3. ^ Anthony Trollope, Saint Pauls, tomo 5, p. 430

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