Principato di Trabia

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Principato di Trabia
Informazioni generali
Capoluogo Trabia
Popolazione 1.153 abitanti (1798[1])
Dipendente da Regno di Sicilia
Amministrazione
Principe di Trabia Lanza
Evoluzione storica
Inizio 1601 con Ottavio Lanza de Centelles
Causa Investitura a Principe di Trabia di Ottavio Lanza de Centelles da parte di re Filippo III di Spagna
Fine 1812
Causa Abolizione del feudalesimo con la promulgazione della Costituzione siciliana
Preceduto da Succeduto da
Baronia di Trabia Distretto di Termini
Principe di Trabia
ParìaParìa di Sicilia
Data di creazione22 luglio 1601
Creato daFilippo III di Spagna
Primo detentoreOttavio Lanza de Centelles
Ultimo detentoreFrancesco Giuseppe Lanza Branciforte Fardella
TrasmissioneMaschio primogenito
Titoli sussidiariPrincipe di Butera, Principe di Santo Stefano di Mistretta, Principe di Pietraperzia, Principe di Scalea, Principe di Scordia, Principe di Catena, Principe di Campofiorito, Duca di Camastra, Duca di Santa Lucia, Duca di Branciforte, Duca Lanza Branciforte, Marchese di Barrafranca, Marchese di Militello, Marchese della Ginestra, Marchese di Misuraca (con i predicati di Aieta, Saracena, Morano e Santa Domenica), Conte di Mazzarino, Conte di Mussomeli, Conte di Raccuja, Conte di Sommatino, Grande di Spagna.
Predicato d'onoreSua eccellenza
Famiglia
Feudi detenuti
  • Baronie di Dorilli, Rigiulfo, Fontana Murata, del Biviere di Lentini, di Imbrici, di Valguarnera Radali
  • Signorie di Dammisa, di Santa Maria di Niscemi, di Occhiolà, di Morana, di Santa Domenica, di Saracena e di Ajeta

Il Principato di Trabia fu uno stato feudale esistito in Sicilia tra gli inizi del XVII secolo e gli inizi del XIX secolo, che corrispondeva al territorio dell'odierno comune di Trabia, in provincia di Palermo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Terra baronale della Val di Mazara, fu per la prima volta infeudata nel 1375 da Lombardo del Campo, su concessione fattagli dal re Federico III di Sicilia[2] Questi la cedette all'Università della città demaniale di Termini, la quale poi la dette in feudo ad un Antonio Salamone.[2] Trabia, priva di popolazione e di villaggio, ma ricca di acque e dotato di torre, fondaco, due mulini e una tonnara[3], nel 1444 fu concessa in enfiteusi a Leonardo di Bartolomeo, protonotaro e presidente del Regno di Sicilia, che la riscattò l'anno seguente dal re Alfonso V d'Aragona, e la cui figlia, Aloisia, nel 1498 sposò il giureconsulto catanese Blasco Lanza.[2][3]

Blasco Lanza (1466-1535), investito dal re Ferdinando II d'Aragona del titolo di barone di Trabia il 14 novembre 1509, reso esecutivo dall'11 giugno 1510, che divenne feudo nobile, vi fece edificare il castello.[4] Gli succedette il figlio Cesare († 1593), conte di Mussomeli dal 1549[5], il cui figlio primogenito, Ottavio Lanza de Centelles († 1617), vicario generale e capitano d'armi del Regno di Sicilia, fu investito del titolo di I principe di Trabia dal re Filippo III di Spagna con privilegio dato il 22 luglio 1601, esecutoriato il 13 novembre dell'anno medesimo.[2] Ad Ottavio si deve la fondazione della borgata di Trabia, e il suo popolamento.[6]

I Lanza ebbero il possesso del Principato di Trabia fino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel Regno di Sicilia nel 1812, a seguito della promulgazione della Costituzione siciliana concessa dal re Ferdinando III di Borbone. Ultimo principe-feudatario fu Giuseppe Lanza Branciforte (1780-1855), il quale ebbe il un seggio ereditario alla Camera dei pari del Regno di Sicilia come Principe di Trabia[7], nel 1812-16.

Il titolo di Principe di Trabia e egli altri titoli sussidiari - compresi quelli pervenuti dai Branciforte, come Principe di Butera - venne riconosciuto dal Regno d'Italia con decreto ministeriale del 5 maggio 1899 a Pietro Emanuele Lanza Branciforte, X principe di Trabia.[8]

Cronotassi dei Principi di Trabia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca feudale[modifica | modifica wikitesto]

  • Ottavio Lanza de Centelles (1601-1617)
  • Ottavio Lanza Barrese (1617-1675)
  • Ottavio Lanza Moncada (1677-1719)
  • Ignazio Lanza Reggio (1720-1753)
  • Giuseppe Lanza Lanza (1753-1783)
  • Ignazio Lanza Stella (1784)
  • Pietro Lanza Stella (1784-1811)
  • Giuseppe Lanza Branciforte (1811-1812)

Epoca post-feudale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amico, p. 608.
  2. ^ a b c d Villabianca, p. 33.
  3. ^ a b CASTANIA, Blasco Lanza barone di, su treccani.it. URL consultato il 01-11-2018.
  4. ^ U. Diligenti, Storia delle famiglie illustri italiane, vol. 5, Diligenti, 1890, Trabia di Sicilia.
  5. ^ LE FAMIGLIE DEI DEL CAMPO DEI MONCADA E DEI LANZA, su mussomelilive.altervista.org. URL consultato il 01-11-2018.
  6. ^ Amico, p. 607.
  7. ^ Costituzione del Regno di Sicilia stabilita dal Parlamento dell'anno 1812, Stamperia De Marco, 1848, p. 165.
  8. ^ Rivista del Collegio Araldico, vol. 31, Collegio Araldico, 1932, p. 109.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, Della Sicilia nobile, vol. 1, Palermo, Stamperia Santi Apostoli, 1757.
  • V. Amico, Dizionario topografico della Sicilia di Vito Amico, a cura di G. Di Marzo, vol. 2, Palermo, Di Marzo, 1858.
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