Prince of Persia

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Prince of Persia
videogioco
Prince of Persia 1990 combattimento.png
Immagine tratta dal sesto livello del gioco (versione MS-DOS, 1990).
PiattaformaMS-DOS, Mac OS, Amiga, Apple II, NES, Game Boy, Super Nintendo, Sega Mega Drive, Game Boy Color, PlayStation 2, GameCube, Xbox, SAM Coupé, Sega Mega CD, Amstrad CPC, Atari ST, Game Gear, Mac OS, TurboGrafx CD, Microsoft Windows, TurboDuo, JavaME
Data di pubblicazioneApple II: 3 ottobre 1989
Amiga, ST, PC: 1990
SMS, MegaCD, NES, MB: 1992
SMD: 1993
GenerePiattaforme
TemaFantasy
OrigineStati Uniti
SviluppoBrøderbund
PubblicazioneBrøderbund
DesignJordan Mechner
SeriePrince of Persia
Modalità di giocoSingolo giocatore
Periferiche di inputTastiera, joystick
Supporto1 Floppy disk / 1 CD-ROM
Seguito daPrince of Persia 2: The Shadow and the Flame

Prince of Persia è un videogioco a piattaforme ambientato in un intricato palazzo della Persia medievale, pubblicato originariamente per Apple II da Brøderbund il 3 ottobre 1989, e successivamente portato su molti altri sistemi.

Fu visto come un grande passo avanti nella qualità dell'animazione dei videogiochi: l'autore Jordan Mechner, per raggiungere tale risultato, si servì di una tecnica chiamata rotoscoping, studiando per molte ore i video del fratello che, vestito in bianco, correva e saltava, in modo da ricrearne esattamente i movimenti. Un'altra novità era rappresentata dal tipo di combattimento: il protagonista e i nemici lottano con la spada, non con armi a proiettili, come era solito nei giochi di quel periodo.

Prince of Persia è stato pubblicato per molte piattaforme, tra cui Amiga, Apple II, Apple Macintosh, MS-DOS, Nintendo Entertainment System, Game Boy, e un remake con grafica migliorata e nuovi livelli su Super Nintendo e Sega Mega Drive. Nel 1993 è uscito il primo seguito, Prince of Persia 2: The Shadow and the Flame.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco si svolge nella Persia medioevale. Il sultano è in guerra e lontano dal paese, dove il malvagio visir Jaffar complotta per salire al trono. Jaffar ha imprigionato la Principessa, l'unica figlia del sovrano, cui ha concesso un'ora per decidere tra il matrimonio con lui o la morte. Il giocatore assume il ruolo di un giovane viaggiatore straniero, il vero amore della principessa. Per non dare problemi al visir, costui viene confinato nelle segrete del Palazzo del Sultano, dal quale riesce a scappare recuperando una spada appartenuta a un guerriero ora ridotto a un cumulo di ossa.

Superate le segrete, il viaggiatore accede alle sale del Palazzo del Sultano, tappezzato di trappole posizionate dai sicari di Jaffar. Avanzando, il viaggiatore trova un misterioso specchio che rompe saltando, liberado così la sua Ombra, uno spirito malefico che rappresenta l'incarnazione del lato malvagio del protagonista (egli sarà chiamato "Principe Oscuro" in Prince of Persia: I due troni, di cui sarà coprotagonista).

Più tardi il viaggiatore si imbatte nell'Ombra, che schiaccia un pulsante che fa chiudere una porta, proprio mentre il suo alter-ego doveva saltare sulla piattaforma per proseguire, facendolo precipitare ancora una volta nei sotterranei del Palazzo, dai quali riesce a fuggire grazie a una pozione che gli dona la leggerezza di una piuma.

Pian piano, il viaggiatore riesce a risalire il Palazzo, dove incontra per la terza volta la sua Ombra, che ha intenzione di sfidarlo in duello, ma i due si fondono diventando un tutt'uno e arrivano al cospetto di Jaffar, che riescono a sconfiggere dopo una dura battaglia. Finalmente, il viaggiatore raggiunge la Principessa e la abbraccia, diventando il nuovo Principe di Persia.

Nel frattempo, Jaffar viene processato e isolato nelle segrete.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore controlla il Principe che deve trovare l'uscita dai vari livelli, che sono grandi e labirintici ambienti bidimensionali con visuale di lato, estesi su molte schermate in tutte le direzioni. Non ci sono scale di alcun tipo, e per salire a un piano superiore il Principe deve posizionarsi a un margine della piattaforma, saltare in alto, aggrapparsi al bordo e tirarsi su a forza di braccia. Altri movimenti possibili sono correre o camminare con cautela, calarsi verso il basso, fare salti in lungo, aggrapparsi al volo per non precipitare.

La difficoltà del gioco sta nel fatto che è giocato in tempo reale, quindi l'utente deve completare l'avventura senza interruzioni entro un'ora. Su alcune piattaforme è però possibile salvare il gioco all'inizio di ogni livello, ma il limite di tempo non viene riaggiornato: l'unico modo per perdere il gioco è lasciare che il tempo scada. Le vite infatti sono illimitate e se l'eroe viene ucciso il gioco ricomincia all'inizio del livello o ad un punto intermedio in alcuni livelli. L'energia è rappresentata da piccole ampolle in basso a sinistra (in versioni come quella per MS-DOS sono dei triangoli, i quali ricordano l'interfaccia di Karateka).

Ognuna di queste si svuota in seguito a piccole cadute, pozioni blu (veleni), ferite riportate nei combattimenti con gli sgherri del visir o alla caduta in testa di tegole fissate male nel soffitto, mentre si svuotano tutte istantaneamente nel caso il principe affronti disarmato un nemico, finisca in lame, spuntoni, tagliole o se precipiti in burroni molto alti (questi si originano anche dopo la caduta di alcune piastrelle che il personaggio potrebbe calpestare ignaro). Una volta che tutte le ampolle sono vuote, il principe muore.

È però possibile recuperare l'energia bevendo dalle fiale rosse, o aumentare addirittura il numero di borracce esistenti ingerendo un liquido che si trova in speciali ampolle, più grosse delle semplici borracce e, solitamente, nascoste o poste in aree pericolose. Oltre alle pozioni rosse e blu vi è quella verde, che in caso di cadute improvvise attutisce l'impatto oppure, presa in particolari livelli rovescia il monitor complicando lo svolgimento del gioco. Il gioco ha un tasso di violenza e di sangue (riscontrabile, ad esempio, nelle letali trappole disseminate nel palazzo) quasi mai raggiunto nelle altre produzioni dell'epoca.

Il combattimento avviene sotto forma di duelli uno contro uno con la spada, che hanno luogo quando il principe si imbatte in una delle guardie, che attendono in punti fissi. Le mosse possibili, oltre ad avanzare e indietreggiare, sono attaccare e parare i colpi dell'avversario. Gli avversari possono rispondere di rimando a un attacco con un contrattacco o spedire il Principe, se quest'ultimo indietreggia, verso trappole, trabocchetti o crepacci (cosa molto frequente nei livelli più avanzati). Anche il giocatore però, in alcuni casi, può farlo con loro, risparmiando tempo ed energia sufficienti per affrontare altri pericoli ed avversità.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Nato originariamente per l'Apple II nel 1989, Prince of Persia è stato prodotto anche per altre piattaforme[1]. L'anno successivo sono state create le versioni per l'Amiga, l'Atari ST e i PC IBM compatibili. Nel 1992 Prince of Persia divenne disponibile anche per il Sega Master System, il Sega Mega CD, il NES e il Game Boy, oltre che per l'Apple Macintosh per cui la grafica era migliorata. La versione SNES invece, comprende sia musica sia grafica migliorate, come pure nuovi livelli ed espansioni.

Nel 1993 seguì la versione per Sega Mega Drive; sei anni dopo uscì la versione per il Game Boy Color, mentre all'inizio del 2000 uscirono le versioni in Java per i telefoni cellulari. In occasione del nuovo titolo Prince of Persia: Le sabbie del tempo, nella versione per ps2 si consentiva di sbloccare il gioco originale, scoprendo un'area segreta. La versione per Nintendo GameCube ha inoltre un secondo metodo consistente nel trovare tre interruttori nel gioco per Game Boy Advance, quando il GBA è connesso al GameCube.

La versione SAM Coupé, uscita nel 1992, è da considerarsi unica, poiché creata in modo non ufficiale con grafica copiata pixel per pixel dai fotogrammi del gioco originale, e mostrata solo alla Domark, i distributori inglesi del gioco Prince of Persia, per potenziale lancio del gioco. La conversione fu poi distribuita per il fatto che non avrebbe comportato ulteriori spese di sviluppo, nonostante non ci fosse molto supporto per l'utente nel gioco. Dal momento che questa versione è stata prodotta indipendentemente ed interamente da una persona, Chris White, contiene molti bug non risolti.

Un rifacimento, Prince of Persia Classic, è stato sviluppato da Gameloft e pubblicato nel Marketplace di Xbox Live il 13 giugno 2007. Gli sviluppatori hanno rimodernato vistosamente la grafica di gioco senza però snaturare l'atmosfera di quello originale, includendo nuove trappole e nemici. Nel 1996 è stato eseguito da programmatori russi il port non ufficiale su ZX Spectrum 128k[2], mentre il 16 ottobre 2011 è stato eseguito il port su Commodore 64 della versione originale per Apple II.[3][4] Il 29 marzo 2012 l'autore, con una nota nel suo blog personale, ha scritto di avere ritrovato il codice sorgente della versione per Apple II, che pensava fosse andato perso[5]. Il 17 aprile 2012, grazie all'aiuto di professionisti del recupero dati, è riuscito l'intento di recuperare il codice sorgente, in seguito pubblicato.[6]

Per giocare al gioco originale sulle attuali piattaforme Windows è stato reso disponibile un front-end sviluppato da programmatori indipendenti della comunità: Prince of Persia Total Pack. Tramite tale front-end è possibile eseguire il gioco in una finestra DOSBox, ma anche scaricare dei pacchetti con nuovi livelli realizzati dagli utenti e personalizzare il gioco.

Boss[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti boss sono ordinati in ordine temporale di livello

  • Il primo boss si incontra nella seconda parte del terzo capitolo; si tratta di un cumulo di ossa, con tanto di teschio, che prende improvvisamente vita e le ossa si ramificano fino a formare uno scheletro vivente. Può essere ucciso solo spingendolo fino a cadere giù da un burrone.
  • Il secondo boss è incontrabile nel sesto livello. Costui appare come un obeso molto bravo con la spada e che indossa una tunica colorata araba e un copricapo a forma di copula.
  • All'inizio dell'ottavo livello, compare un sicario di Jaffar vestito di viola, apparentemente uguale a tutti gli altri nemici semplici, con la differenza che egli non attacca mai direttamente e non si avvicinerà al giocatore, complicandogli il duello. Il giocatore può avanzare mentre para i contrattacchi, al fine di gettarlo nelle spine sotto alla piattaforma del duello.
  • Al dodicesimo livello si incontra l'Ombra del viaggiatore intenta a sfidarlo. Essa si concretizza e prende una spada giacente sulla piattaforma del duello, comparendo all'improvviso. Essa segue i movimenti del giocatore, che, se riuscisse ad ucciderla, morirebbe anch'egli sul posto. L'unico modo per liberarsene è fondersi con essa.
  • Jaffar è trovabile alla fine del tredicesimo (e praticamente ultimo) livello. Egli appare come uno stregone munito di spada e vestito di una tunica rosa, un mantello viola e una cupola bianca, con tanto di barba.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco Prince of Persia è anche al centro di un surreale racconto dello scrittore russo Viktor Olegovič Pelevin, Il Principe del Gosplan. Il protagonista narra della sua vita all'interno del videogioco, ovviamente non recepito come tale. Molti degli indizi forniti dal protagonista (i vari tipi di ampolle, la principessa, guardie che conoscono accessi segreti e molti altri) rimandano chiaramente al popolare videogioco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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