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Primi ministri della Birmania

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I primi ministri della Birmania dal 1948 (indipendenza dal Regno Unito).

Presidente Partito Mandato
Inizio Fine
Primi ministri dell’Unione Birmana (1948-1962)
U Nu Lega della Libertà Popolare Anti-Fascista 4 gennaio 1948 12 giugno 1956
Ba Swe Lega della Libertà Popolare Anti-Fascista 12 giugno 1956 1 marzo 1957
(1º) U Nu Lega della Libertà Popolare Anti-Fascista 12 giugno 1957 29 ottobre 1958
Ne Win Esercito 29 ottobre 1958 4 aprile 1960
U Nu Partito dell'Unione 4 aprile 1960 2 marzo 1962
(3º) Ne Win Esercito / Partito del Programma Socialista della Birmania 2 marzo 1962
(Colpo di Stato in Birmania del 1962)
4 marzo 1974
Primi ministri della Repubblica Socialista dell'Unione della Birmania (1974-1988)
Sein Win (1919-1993) Partito del Programma Socialista della Birmania 4 marzo 1974 29 marzo 1977
Maung Maung Kha Partito del Programma Socialista della Birmania 29 marzo 1977 26 luglio 1988
Tun Tin Partito del Programma Socialista della Birmania 26 luglio 1988 18 settembre 1988
Primi ministri dell’Unione di Birmania/Myanmar (1988-2011)
Saw Maung Esercito 21 settembre 1988 23 aprile 1992
Than Shwe Esercito 23 aprile 1992 25 agosto 2003
Khin Nyunt Esercito 25 agosto 2003 18 ottobre 2004
10º Soe Win Esercito 18 ottobre 2004 12 ottobre 2007
11º Thein Sein Esercito 12 ottobre 2007 30 marzo 2011
Carica soppressa (2011-2016)[1]
Consiglieri di Stato della Repubblica dell'Unione di Myanmar (2016-2021)[2]
12º Aung San Suu Kyi[3] Lega Nazionale per la Democrazia 6 aprile 2016 1º febbraio 2021
Primi ministri della Repubblica dell'Unione di Myanmar (2021-)[2]
13º Min Aung Hlaing Esercito 1º agosto 2021
(colpo di Stato)
31 luglio 2025
14º Nyo Saw Indipendente
(Esercito)
31 luglio 2025 in carica
  1. A seguito dell’entrata in vigore, il 31 gennaio 2011, della nuova Costituzione approvata nel 2008, la quale prevedeva una Repubblica presidenziale mista in cui il Presidente, eletto dal Pyidaungsu Hluttaw ma poi indipendente da questo, era sia Capo di Stato che di governo.
  2. 1 2 Incarico istituto solo di fatto, in quanto attuato attraverso un mera delega di poteri dall’autorità presidenziale, che si ritirava volontariamente alle sole funzioni di Capo di Stato e si limitava così a ratificare le scelte gestorie (giuridicamente prive di effetto) del delegato, in modo simile ad una Repubblica parlamentare.
  3. Ella ricevette questo incarico a causa della sua doppia nazionalità, che le impediva (ai sensi della Costituzione approvata dai militari del 2008), di divenire ufficialmente Presidente. Al fine di risolvere lo stallo dopo le elezioni del 2015, dunque, si decise di ricorrere a questo escamotage in accordo con il neo-eletto capo dello Stato, Htin Kyaw (supportato dalla Consigliera) ed il suo successore Win Myint. In seguito, anche a causa della sua funzionalità, nonostante il colpo di Stato del 2021 tale posizione è rimasta funzionante, attraverso un rinnovo della delega, su spinta del Consiglio di Amministrazione dello Stato.

Voci correlate

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