Primi gruppi musicali cubani

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I primi gruppi musicali cubani suonavano la musica popolare per sale da ballo e teatri durante un lungo periodo tra il 1780 e il 1930. Durante questo periodo la musica cubana si creolizzò, gli influssi europei e africani si fusero, cambiarono e diedero vita alla tradizione musicale puramente cubana. Strumenti e musica si svilupparono continuamente, le informazioni sotto riportate sono in ordine cronologico e provengono dagli album musicali arrivati fino a noi.

Típicas[modifica | modifica wikitesto]

Per circa un centinaio di anni, dai primi dell'Ottocento fino al 1920, l'orchestra di musica popolare standard era l'orquesta típica, formata da strumenti a fiato, di 8-10 membri. Nello stesso periodo c'erano anche gruppi itineranti di musicisti, formati da 2-3 membri, chiamati trova.

Orquesta Concho de Oro[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nei primi del novecento da Claudio Brindis de Salas (1800-1872), violinista e contrabbassista. Suonava spesso nei balli organizzati dall'aristocrazia dell'isola, e suonava la musica tipica dell'epoca: contradanza, minuetto e quadriglia erano le più famose. Di solito era un'orchestra di 8 elementi, che aumentavano fino a 100 in occasione dei festival. Brindis de Sala fu compositore di danze creole e autore di un'operetta Congojas matrimoniales. Nel 1844 la sua carriera fu interrotta a causa della Cospirazione Escalea, per la quale gli uomini bianchi furono assolti, mentre i neri pagarono con la morte. Brindis de Salas fu arrestato e torturato.[1] Fu bandito dall'isola dal Governatore Leopoldo O'Donnell. Vi fece ritorno nel 1848, dove scontò due anni di carcere. Quando uscì provò a ricostituire il suo gruppo, ma scoprì che molti di loro erano stati uccisi. Dopo l'operetta, la sua maggiore opera fu un son dedicato al Generale Concha, scritto nel 1854. Il figlio Claudio Brindis de Salas Garrido (L'Avana, 4 agosto 1852 – Buenos Aires, 1º giugno 1911) fu anch'egli un ottimo violinista, conosciuto in tutto il mondo.[2][3][4]

Orquesta Flor de Cuba[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato da Juan de Dios Alfonso (1825–1877), clarinettista e compositore. Si trasferì a L'Avana, dove suonò il clarinetto nel gruppo La Unión di Feliciano Ramos nel 1856, e diresse La Almendares in 1859. Non è chiaro l'anno preciso in cui formò La Flor de Cuba, che divenne una delle più famose Tipicas della metà del novecento. L'orchestra era formata da corno, trombone, oficleide, due clarinetti, due violini, contrabbasso, güíro e timpano.

Orq. La Flor de Cuba
(La più vecchia foto esistente
di un gruppo musicale popolare)

L'orchestra suonava nel Teatro Villanueva a L'Avana nel 1869 quando i soldati spagnoli attaccarono il teatro, uccidendo più o meno dieci patroni che erano lì per vedere un bufo (commedia satirica musicale), e promulgando i loro sentimenti rivoluzionari. La Guerra dei dieci anni era cominciata l'anno prima quando Carlos Manuel de Céspedes liberò i suoi schiavi e dichiarò l'indipendenza di Cuba. Sentimenti creoli crescevano negli animi e il governo coloniale, con i ricchi commercianti spagnoli, aveva reagito. Non era la prima volta che politica e musica si trovavano legate e doppio nodo, per i musicisti l'integrazione razziale era già avvenuta prima del 1800, e dal "1800 e al 1840, i più famosi musicisti dell'isola erano neri".[5] I bufo non furono messi in scena per alcuni anni dopo il tragico evento.

Orquesta Valenzuela[modifica | modifica wikitesto]

La discendente de La Flor de Cuba fu fondata da Raimundo Valenzuela (trombettista e compostitore; 1848 - 1905) nel 1877, dopo la morte di Juan de Dios Alfonso. Non si conosce la data esatta in cui il nome della band fu cambiato. Quando morì Raimundo nel 1905, suo fratello Pablo gli successe. Fu la miglior tipica di quegli anni, proprio come era successo per La Flor de Cuba. Con Pablo Valenzuela (cornettista e compositore; 1859 - 1926), la band divenne una delle prime a incidere un disco, nel 1906, con la casa Edison cylinders, nel 1909 con la Columbia Records.[6][7] L'ultimo pezzo fu inciso nel 1919; c'erano in tutto 120 canzoni, molte delle quali erano danzón. La band si scolse alla morte di Pablo.

Orquesta Faílde[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1871 a Matanzas da Miguel Faílde (1852 - 1921), il padre ufficiale del danzón.[8] La sua band era composta principalmente da ottoni e i suoi componenti iniziali erano: Miguel Faílde (corno); Pascual Carreras (figle); Pancho Morales (primo violino); Juan Cantero (secondo violino); Anselmo 'Frijolín' Casalín (primo clarinetto); Eduardo Faílde (fratello, secondo clarinetto); Cándido Faílde (fratelli, trombone); Eulogio Garrido (contrabbasso); Andrés Segovia (timpani); Isidro Acosta (güíro).[9] Questa era la band che suono il primo danzón conosciuto: Alturas de Simpson che era una composizione di Faide. Sembra che non abbiano inciso nessun pezzo e si scolsero nel 1921, dopo la morte del loro leader.[10]

Orquesta Alemán[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1878 a Santiago de Las Vegas da José Alemán (Guanabacoa, 22 dicembre 1846 – Santiago de Las Vegas, 1924). Alemán era un sarto e un compositore di musica religiosa e da ballo. Studiò musica con Pedro Álvarez e divenne un contrabbassista, un buon violinista e un pianista. Suonava il contrabbasso nell'orchestra Havana Cathedral e nell'orchestra Juan de Dios Alfonso.[11] L'Orquesta Alemán era composta principalmente da ottoni: Alejo Carillo (corno), Pedro Espinosa (trombone), Leobino Zayas (figle), Julián Allende (primo clarinetto), Ramón Alemán (secondo clarinetto), Elias Fuentes (primo violino), Juan Tómas Alemán (secondo violino), Aniceto Rodrígues (timpani) Quirino Sastre (güíro). Alla morte di José Alemán nel 1924, l'orchestra fu diretta dal fratello Ramón, e cambiò numerosi musicisti, rimanendo attiva fino agli anni '30.

Orquesta de Perico Rojas[modifica | modifica wikitesto]

Orchestra fondata da Pedro Rojas (detto Perico) nel 1884 a Güines. All'inizio del XX secolo i suoi membri erano: Perico Rojas (trombone), Patricio Valdés e Andrés Rojas (violino), Martín Caraballo e Miguel Rojas (clarinetti), Jesús Urfé (corno), Ambrosio Marín (trombone), Anacleto Larrondo (figle), Juan R. Landa (contrabbasso), Pedro Hernández (timpani), Leopoldo Castillo (güíro). La band suonò fino ai primi anni del XX secolo.[12]

Orquesta típica de Felipe Valdés[modifica | modifica wikitesto]

Tutto quello che si conosce di Felipe Valdés è che fu un cornettista e un compositore, nato a Bolondrón, nella rpovincia di Matanzas, nella seconda metà del XIX secolo. Fondò la sua típica nel 1899 e divenne popolare a L'Avana. Nel 1916 era composta da: 3 violini, 2 clarinetti, corno, trombone, contrabbasso, saxofono, güíro e timbales. Nel 1929 venne introdotto il piano. Il gruppo fu tra i più attivi nell'incisione di danzón. Arrivarono a incidere 315 brani, molti dei quali scritti da Valés, tra cui La Africana, Lamentos and Yeyé Olube. Queste canzoni attualmente sono disponibili in CD.[13]

Orquesta de Enrique Peña[modifica | modifica wikitesto]

Enrique Peña (1880–1922) fu cornettista e compositore. Questa fu la seconda tipica che organizzò (la prima si chiamava La Juventud). I membri iniziali erano: Peña (corno), Antonio González (trombone), Féliz González (figle), José Belén Puig (primo clarinetto), José Urfé (secondo clarinetto), Julián Barreto (violino), Alfredo Sáenz (violino), José de los Reyes (timpani), Rufino Cárdenas (güíro) e uno "sconosciuto" contrabbasso.

Orquesta Enrique Peña

L'orchestra cominciò ad incidere brani nel 1908 e divenne famosa per El bombín de Barreto, scritto da Urfé, che si suppone essere stato il primo danzón a incorporare una terza parte sincopata, influenzato dal son. Il gruppo incise circa 150 canzoni,[14] alcune delle quali sono disponibili su CD.[15]

Orquesta de Félix González[modifica | modifica wikitesto]

Fu una delle ultime orchestre, fu fondata nel 1915 con i membri principali della band di Enrique Peña. I membri erano: González (figle), Dolores Betancourt (t-bone); José Belén Puig (primo clarinetto); José Urfé (secondo clarinetto); Miguel Ángel Mendieta e Benito Moya (violini); Guillermo Maherve (contrabbasso); Demetrio Pacheco (timpani) e Ulpiano Díaz (güíro). Nonostante suonasse musica considerata "vecchia", rimase attiva per 52 anni, fino alla morte del suo direttore nel 1967.[16] Alcuni brani sono disponibili in CD.[13]

Charangas[modifica | modifica wikitesto]

La Charanga sostituì la tipica mantenendo la stessa composizione strumentale. All'inizio fu chiamata charangas francesas, sebbene non avesse niente a che fare con la Francia, e fu "inventata" all'inizio del XX secolo. Tali tipi di orchestre suonano tutt'oggi, anche se hanno adeguato gli strumenti musicali. L'idea di base era quella di rendere l'orchestra più alta e luminosa rispetto ad una tipica, rimuovendo gli ottoni, sostituendo il clarinetto con il flauto e i timpani con un nuovo strumento, le pailas criollas, ora note come timbales. Questi tamburi, suonati con delle bacchette diverse da quelle usate per i timpani, producono un suono caratteristico. I due timbales hanno due intonazioni diverse, e possono essere completati da due timbalitos, ancora più acuti, e uno o due cencerros. Da notare che si può suonare anche la cassa metallica dei tamburi che produce un ritmo chiamato cascara. Un'altra caratteristica di queste orchestre è l'introduzione del pianoforte.

Orquesta Torroella[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata alla fine del XIX secolo a L'Avana, questa fu la prima charanga francesa della capitale e la prima ad includere un pianoforte.

Papaito Torroella e la sua band

Il direttore fu il pianista Antonio "Papaito" Torroella e i membri storici della band erano: Papaito Torroella (piano), David Rendón (violino), Faustino Valdés (flauto) ed Evaristo Romero (contrabbasso). Con il nome di Sexteto Torroella, il gruppo incise alcuni brani con la Edison nel 1906.[17][18]

Orquesta de Tata Alfonso[modifica | modifica wikitesto]

Una charanga francesa formata nei primi del XX secolo dal flautista Octavio 'Tatà Alfonso. I membri erano: Tata Alfonso (flauto), Bruno Quijarro (violino), Pablo Bequé (contrabbasso), Jesús Lopéz (piano), Abelardo Valdés (güiro), Ulpiano Díaz (timbales).[19] Il gruppo incise sei pezzi con la Columbia Records nel 1918, ed è considerato una delle tre charangas più importanti della storia del danzón. Fu la prima a incorporare nella melodia i cantos de claves y guaguancó[20] in questo genere.[21]

Orquesta Romeu[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata intorno al 1910 da Antonio María Romeu (1876–1955), e fu per trent'anni la charanga più importante di Cuba. Romeu aveva suonato nell'Orquesta Cervantes, una delle tante orchestre fondate all'inizio del novecento, e divenne uno dei più prolifici compositori di danzón. L'orchestra incise centinaia di brani nel corso degli anni, dal 1915 fino a dopo il 1950. I membri storici della band erano: Romeu (piano), Feliciano Facenda (violino), Alfredo Valdés (flauto), Rafael Calazán (contrabbasso), Remigio Valdés (timbales), Juan de la Merced (güiro).

Orquesta Romeu
con il cantante Fernando Collazo, fine anni venti

Con il passare degli anni si aggiunsero: Francisco Delabart (flauto), Augusto Valdés (clarinetto), Juan Quevedo (violino), Aurelio Valdés e Félix Vásquez (güiro), Antonio Ma. Romeu (figlio, violino), Pedro Hernández (violino), Dihigo (tromba), Regueira (trombone) e José Antonio Díaz (flauto). Il cantante, introdotto con l'arrivo del danzón cantato, noto come danzonete, fu dapprima Fernando Collazo, successivamente Barbarito Diez. Negli anni trenta divenne un gruppo numeroso, che includeva due ottoni. Alla morte di Romeu l'orchestra fu diretta prima dal figlio Antonio María Romeu, poi da Barbarito Diez. Questa orchestra suona ancora oggi con il nome di Orquesta de Barbarito Diez.[12]

Orchestre Son[modifica | modifica wikitesto]

Il son non è propriamente uno stile "datato". I nomi attuali di musicisti e gruppi musicali apparirono dopo che il presidente cubano José Miguel Gómez mandò via dalle province native i battaglioni dell'Ejército Permanente. Fu il Permanente che portò il son a L'Avana.[22] Ci sono molte incisioni antecedenti alla formazione dei famosi sextetos. Alcuni appartenevano alla musica teatrale, come il Teatro Alhambra, il cui leader Adolfo Colombo era molto noto, fu un cantante e incise molti brani che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri.

Sexteto Boloña[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1915 Alfredo Boloña Jimenez (1890–1964) formò un gruppo di son a L'Avana, suonava la marimbula, i bongó e la chitarra. Sebbene fosse affetto da nanismo, fu uno dei maggiori musicisti cubani per mezzo secolo. I membri del gruppo erano: Hortensia Valerón (voce), Manuel Menocal (tres), Manuel Corona (chitarra), Victoriano Lopéz (maracas) and Joaquín Velasquéz (bongó).[23] Nell'ottobre del 1926 il Sexteto Boloña registrò a New York l'album Columbia, che è disponibile ancora oggi.[24]

Sexteto Boloña 1926

In questa foto abbiamo (da sinistra a destra): José Vega Chacón (chitarra, seconda voce), sconosciuto (maracas, prima voce), José Manuel Incharte 'El Chino' (bongó), Abelardo Barroso (sonero, claves), 'Tabitò (contrabbasso), Alfredo Boloña (tres, leader). Il gruppo si scolse nel 1935.

Sexteto Habanero[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1917 quattro musicisti che si facevano chiamare Cuarteto Oriental registrarono quattro pezzi per la Columbia Records a L'Avana. Lo stesso gruppo aggiunse due membri e diventò un sestetto nel 1918. Lo stesso anno incisero per la Victoria in uno studio di registrazione all'Hotel Inglaterra a L'Avana.[25] Il nuovo gruppo si fece chiamare Sexteto Habanero nel 1920.

Sexteto Habanero 1920

Nella foto abbiamo: dietro, da sinistra a destra, Guillermo Castillo (direttore e chitarra), Carlos Godínez (tres), Gerardo Martínez (prima voce e clave); davanti, da sinistra a destra, Antonio Bacallao (botija), Oscar Sotolongo (square bongó) e Felipe Nerí Cabrera (maracas).[26] La composizione strumentale è interessante, poiché utilizzano alcuni strumenti tipici del son: la botija [27] e lo square bongó. Presto però la botija fu sostituita dal contrabbasso. Cinque anni dopo il gruppo si presenta rinnovato nel look e nella composizione.

Sexteto Habanero 1925

Da sinistra a destra: Agustín Gutierrez (bongó), Abelardo Barroso (sonero, claves), Felipe Nerí Cabrera (maracas, voce); Gerardo Martínez (contrabbasso, voce, leader); Guillermo Castillo (chitarra, voce), Carlos Godínez (tres, voce).[28] Questo fu il gruppo che incise a New York nel 1925-26.[29] Nonostante le limitazioni tecniche dell'epoca, la qualità musicale è sorprendente; il gruppo vinse il primo premio al Concurso de Sones nel 1925 e nel 1926.[30] Quando al gruppo si aggiunse un corno, sostituito poi da una tromba il gruppo cambiò nome in Septeto Habanero. La band rimase attiva fino agli anni trenta, quando i sextetos cedettero il posto a i conjuntos e alle band più grandi. Il leader, Gerardo Martínez decise allora di formare un nuovo gruppo: Conjunto Típico Habanero.[30]

Sexteto Occidente[modifica | modifica wikitesto]

Fu uno dei primi gruppi son, formato nel 1925 da María Teresa Vera and Miguel García. Andarono a New York dove incisero molti brani, ma ebbe vita breve (solo 18 mesi).[31]

Sexteto Occidente, New York 1926

La composizione era quella di una tipica orchestra di son: dietro Maria Teresa Vera (chitarra), Ignacio Piñeiro (contrabbasso), Julio Torres Biart (tres); danvanti Miguelito Garcia (clavé), Manuel Reinoso (bongó) e Francisco Sánchez (maracas).[32]

Altri tipi[modifica | modifica wikitesto]

Orquesta Avilés[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del gruppo più vecchio esistente, fu fondato nel 1882 ed esiste tutt'oggi. Manuel Avilés Lozano (Holguín, Oriente,[33] 2 February 1864 – ?) lavorava come sarto e studiò musica con il maestro spagnolo Magín Torres. Avilés, direttore e clarinettista, formò l'orchestra con i suoi parenti e con i figli. Egli e altri membri della band combatterono nella guerra di indipendenza cubana nell'Ejército Libertador. La band è inusuale per molti aspetti: cominciò come una tipica, quindi divenne una charanga, per diventare, nel 1940, quella che i cubano chiamano una jazzband. La sede del gruppo è sempre a Holguín, raramente si è spostata in altri posti ed è ancora formata dai membri della famiglia.[34] Ora è nota come Orquesta Hermanos Avilés.[35]

Estudiantina Oriental[modifica | modifica wikitesto]

Questo gruppo fu fondato a Santiago de Cuba alla fine del XIX secolo. Era significativamente diverso dalle altre tipicas, sia per la musica, sia per gli strumenti, sia per la composizione razziale (in genere composta da bianchi). Suonavano generi come danzón, bolero, son e guaracha. Gli strumenti erano: tres, marimbula, timpani or pailas criolla (timbales). La composizione strumentale suggerisce un sextetos, che apparirà solo più tardi, piuttosto che una tipica. I membri erano studenti universitari, probabilmente scritturati in base al talento, e provenivano da città diverse. Presto altri gruppi Estudiantina si formarono in altre città.[36] La composizione era la seguente: due tres, primo e secondo; due chitarre; una trombat; botija o contrabbasso; paila (timbal); cencerro ; güiro; tre cantanti, primo, secondo e falsetto, e forse di entrambi i sessi. Chiaramente queste orchestre cambiavano a seconda della città e del quartiere.[37]

Jazz band[modifica | modifica wikitesto]

La storia del jazz a Cuba è stata persa per molti anni, a causa della riluttanza delle case discografiche a registrare pezzi di questo genere. Tuttavia, in anni recenti, ci si è resi conto che la storia del jazz a Cuba non ha niente da invidiare al "cugino" statunitense. La figura chiave nella rivelazione dei primi anni del jazz cubano è senza dubbio Leonardo Acosta, musicista e musicologo che ha lavorato nella ricostruzione di questo genere musicale.[38][39] Altri hanno analizzato il latin jazz con una prospettiva "americana".[40][41][42][43] Prima della nascita del genere vero e proprio possiamo trovare musicisti come Louis Moreau Gottschalk e W.C. Handy, che visitarono Cuba e portarono nuove idee all'interno della loro musica. La Jazz Band Sagua fu fondata a Sagua la Grande nel 1914 da Pedro Stacholy (direttore & piano). Membri: Hipólito Herrera (tromba); Norberto Fabelo (corno); Ernesto Ribalta (flauto & sax); Humberto Domínguez (violino); Luciano Galindo (trombone); Antonio Temprano (tuba); Tomás Medina (rullante); Marino Rojo (güiro). Per quarant'anni suonarono al Teatro Principal de Sagua. Stacholy studiò con Antonio Fabré a Sagua, e completo i suoi studi a New York, dove visse per tre anni.[44]

Jazz Band Sagua 1920s

La Cuban Jazz Band fu fondata nel 1922 da Jaime Prats a L'Avana. Tra i membri troviamo: il figlio Rodrigo Prats al violino, il grande flutista Alberto Socarrás al flauto e al saxofono e Pucho Jiménez al trombone. Alcuni la ritengono la prima jazz band di Cuba,[45] ma c'erano sicuramente altri gruppi in precedenza. Nel 1924 il pianista Moisés Simons fondò un gruppo che suonava sulla terrazza del Plaza Hotel a L'Avana ed era formato da Virgilio Diego (violino), Alberto Socarrás (sax, flauto), José Ramón Betancourt (sax), Pablo O'Farrill (contrabbasso). Nel 1928 Simons assunse Julio Cueva, un famoso trombettista, e Enrique Santiesteban, una futura star dei media, come cantante e batterista. Erano i migliori suonatori, naturalmente con la paga migliore ($8 al giorno).[46] Senza dubbio tutte queste band suonavano sia musica cubana che jazz, ma sicuramente hanno inciso più brani jazz che altro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carpentier, Alejo 2001 [1945]. Music in Cuba. Minniapolis MN. p165
  2. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p60
  3. ^ Guillén, Nicolás 1935. Brindis de Salas: el rey del octavos. La Habana.
  4. ^ Giro, Radamés 2007. Diccionario encyclopédico de la música en Cuba. vol 1, La Havana. p162
  5. ^ Carpentier, Alejo 2001 [1945]. Music in Cuba. Minniapolis MN, p161. However, from other passages, such as p153, it is clear that Carpentier means "blacks and mulattos" because the census data he relies on uses the phrase "males of color"
  6. ^ Nel 1909 Mamá Teresa, e El garrotín (1913), entrambe scritte da Pablo Valenzuela, sono contenute nell'album Harlequin LP HQ2025 (HQ CD23). La loro qualità musicale era ottima; il corno suonato da Valenzuela era impressionante. Díaz Ayala, Cristóbal 1994. Cuba canta y baila: discografía de la música cubana 1898–1925. Fundación Musicalia, San Juan P.R. p155 et seq.
  7. ^ Arhoolie/Folklyric CD 7032 The Cuban danzón: before there was jazz: 1905–1929 offre più pezzi incisi con la Edison cylinder, 1906, e due della Columbia, 1909.
  8. ^ Carpentier, Alejo 2001 [1945]. Music in Cuba. Minniapolis MN. p191
  9. ^ Castillo Faílde, Osvaldo 1964. Miguel Faílde: creador musical del danzón. La Habana. p53
  10. ^ Santos, John 1982. The Cuban Danzón: its ancestors and descendents. Liner notes to Folkways LP 4066.
  11. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p22
  12. ^ a b Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p283
  13. ^ a b Arhoolie/Folklyric CD 7032 The Cuban danzón: before there was jazz: 1905–1929.
  14. ^ Díaz Ayala, Cristóbal 1994. Cuba canta y baila: discografía de la música cubana 1898–1925. Fundación Musicalia, San Juan P.R. p121 et seq.
  15. ^ Arhoolie/Folklyric CD 7032 The Cuban danzón: before there was jazz: 1905–1929 presents three numbers.
  16. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana p277.
  17. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p287
  18. ^ Díaz Ayala, Cristóbal 1994. Cuba canta y baila: discografía de la música cubana 1898–1925. Fundación Musicalia, San Juan P.R. p143
  19. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p269
  20. ^ Gruppi corali di quartiere de L'Avana e Matanzas; vedi Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p95
  21. ^ Rodríguez, Ezequiel 1967. Iconagrafía del danzón. La Habana.
  22. ^ Blanco, Jesús 1992. 80 años del son y soneros en el Caribe. Caracas. p14 et seq.
  23. ^ Orovio, Helio 2004. Cuban music from A to Z.
  24. ^ Per esempio, La historia del son cubano: Sexteto Boloña, the roots of salsa vol 1. Arhoolie/Folklyric LP 9053. Oppure Tumbao TCD 060 Sexteto Boloña: Echale candela 1926.
  25. ^ dettagli in Díaz Ayala, Cristóbal 1994. Cuba canta y baila: discografía de la música cubana 1898–1925. Fundación Musicalia, San Juan P.R. p319 et seq.
  26. ^ Sublette, Ned 2004. Cuba and its music: from the first drums to the mambo. Chicago. p336
  27. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. p58
  28. ^ La historia del son: Sexteto Habanero, the roots of salsa 2. Arhoolie/Folklyric LP 9054.
  29. ^ Tumbao TCD 001 Sexteto Habanero: Son cubano 1924–1927 and TCD 009 Sexteto Habanero: las raices del son (L'ultimo contiene 24 brani, dal 1925 al 1931).
  30. ^ a b John Santos in liner notes to Folklyric LP 9054.
  31. ^ Calderon, Jorge 1983. Maria Teresa Vera. La Habana.
  32. ^ Tumbao TCD-087 Sexteto Occidente: Yo no tumbo caña liner notes
  33. ^ Ora Provincia di Holguín
  34. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p38 and 271
  35. ^ La collezione Cristóbal Díaz nella libreria della Florida International University ha solo due LP, entrambi moderni: pare che non esistano registrazioni del primo periodo dell'orchestra.
  36. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p274
  37. ^ Giro, Radamés 2007. Diccionario encyclopédico de la música en Cuba. vol 2, La Havana. p71
  38. ^ Acosta, Leonardo 2003. Cubano be, cubano bop: one hundred years of jazz in Cuba. Smithsonian, Washington DC.
  39. ^ Giro Radamés 2007. Diccionario enciclopédico de la música en Cuba. La Habana. Extensive essay on Cuban jazz in vol 2, p261–269.
  40. ^ Roberts, John Storm 1979. The latin tinge: the influence of Latin American music on the United States. Oxford.
  41. ^ Roberts, John Storm 1999. Latin jazz: the first of the fusions, 1880s to today. Schirmer, N.Y..
  42. ^ Leymarie, Isabelle 2002. Cuban fire: the story of salsa and latin jazz. Continuum, London.
  43. ^ Schuller, Gunther 1986. Early jazz: its roots and musical development. Oxford, N.Y.
  44. ^ Giro Radamés 2007. Diccionario enciclopédico de la música en Cuba. La Habana. vol 2, p261.
  45. ^ Orovio, Helio 1981. Diccionario de la música cubana. La Habana. p306
  46. ^ Acosta, Leonardo 2003. Cubano be, cubano bop: one hundred years of jazz in Cuba. p28
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