Prima della pioggia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Prima della pioggia
Prima della pioggia.JPG
Aleksander e la sua famiglia
Titolo originalePred doždot
Paese di produzioneMacedonia
Anno1994
Durata113 min
Generedrammatico
RegiaMilčo Mančevski
SoggettoMilčo Mančevski
SceneggiaturaMilčo Mančevski
FotografiaManuel Teran
MontaggioNicolas Gaster
MusicheZlatko Origjanski, Zoran Spasovski e Goran Trajkoski
ScenografiaSharon Lomofsky e David Munns
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Prima della pioggia è un film del 1994 scritto e diretto da Milčo Mančevski. Vinse il Leone d'Oro al miglior film al 51ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ed ebbe la nomination all'Oscar al miglior film straniero.

Il film viene diviso in episodi che si intersecano tra loro in maniera atemporale, come già fece Jim Jarmusch in Mystery Train - Martedì notte a Memphis e come ha fatto, praticamente in contemporanea con Manchevski, Quentin Tarantino in Pulp Fiction.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Primo episodio - Parole: Kiril (Grégoire Colin) un giovane monaco macedone che vive in un disastrato monastero sperduto fra le alture rocciose della Macedonia, a picco sul lago di Ocrida, si trova a dover nascondere una ragazza albanese atterrita, Zamira (Labina Mitevska), di cui non riesce neppure a capire la lingua. L'indomani un gruppo di scalmanati irrompe nel monastero alla ricerca della ragazza, la quale - dicono - ha ucciso un loro fratello. Riuscite inutili le ricerche, la presenza della ragazza viene però scoperta dai monaci. Il pur comprensivo padre abate è costretto a dimettere Kiril, che si avvia verso il lago per mettere in salvo Zamira. Ma il tentativo non gli riesce.

Secondo episodio - Volti: Anne (Katrin Cartlidge), photo-editor in un'importante agenzia di Londra, è inorridita dalle atrocità della guerra che ha modo di osservare attraverso i raccapriccianti reportage fotografici che le arrivano ogni giorno. Anche la sua vita privata è incerta e combattuta. Da un lato c'è Nick (Jay Villiers), un marito rassicurante e fedele, ma poco espansivo; dall'altro Aleksander (Rade Serbedzija), un fotografo di guerra temerario e utopico, sempre in viaggio, a caccia di foto drammatiche e impressionanti, che l'affascina. Un'inattesa sparatoria nel ristorante londinese, in cui casualmente muore Nick, pone fine tragicamente al suo conflitto interiore.

Terzo episodio - Fotografie: Aleksander (Rade Serbedzija) lacerato da un senso di colpa per certe sue foto particolarmente crude che gli danno l'impressione di aver lui stesso ucciso col suo implacabile obiettivo uomini come lui, decide di cercare pace e oblio in Macedonia, nel villaggio natio del quale gli è rimasto un ricordo idillico. Scopre, però, che l'odio e la guerra insensata non hanno risparmiato neppure quell'angolo ignorato della sua terra, e che gli albanesi, con i quali è vissuto amichevolmente nei suoi anni verdi, sono ora considerati nemici. Quando Hana (Silvija Stojanovska), una giovane albanese da lui amata da bambino, residente in un villaggio vicino, gli chiede aiuto per proteggere la figlia Zamira, ingiustamente accusata d'omicidio. Alexander non può esimersi dal prendere le difese della ragazza che è stata sequestrata dai parenti dell'ucciso, che sono anche i suoi, e muore per dare a Zamira (di cui forse è anche il padre) la possibilità di fuggire e innescare quindi le vicissitudini per il primo episodio.

Paradosso temporale e aforisma[modifica | modifica wikitesto]

  • Almeno alcune fotografie mostrate di sfuggita nel terzo episodio riguardano il secondo episodio.
  • L'aforisma "il cerchio non si chiude, il tempo non è finito" ricorre tre volte lungo film, due volte a voce e una volta come scrittura murale.
  • questa è una chiave per la poesia della narrazione: la prima volta Zamira viene uccisa, ma il tempo si ripresenta e questa volta riuscirà a salvarsi. Nessuno osa inseguirla, essendo la rustica banda interdetta dalla morte del protagonista che se ne era allontanato camminando con Zamira. Avendo incassato lo sparo e da moribondo, il protagonista dice a Zamira «Corri. Corri!», e il film si conclude sulla fuga, libera da ulteriori spari e da inseguimenti.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]