Capi di Stato dell'Unione Sovietica

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I Capi di Stato dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si sono avvicendati dal 1922 al 1991. Tale carica coincideva con:

Peraltro, dalla seconda metà degli anni venti il potere esecutivo era interamente nelle mani del segretario generale del PCUS, mentre al Capo dello Stato spettava una funzione di rappresentanza puramente simbolica. A partire da Leonid Brežnev in poi, il segretario generale del PCUS iniziò a detenere contemporaneamente la carica di presidente del Soviet supremo.

Lista[modifica | modifica wikitesto]

Presidente del Comitato esecutivo centrale di tutti i congressi dei Soviet russi (1917-1922)[modifica | modifica wikitesto]

Il Comitato esecutivo centrale di tutti i congressi dei Soviet russi eletto nel giugno 1917 non era un organo di governo e il suo presidente non era capo di Stato della Russia.

Presidente del Comitato esecutivo centrale dell'URSS (1922-1938)[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 dicembre 1922 fu proclamata la nascita dell'Unione Sovietica. Il presidente del Comitato Esecutivo Centrale di tutti i Congressi dei Soviet Russi divenne così presidente del Comitato Esecutivo Centrale dell'URSS. Michail Kalinin ereditò automaticamente la nuova carica, assai cerimoniale come la precedente.

Presidente del Praesidium del Soviet supremo dell'URSS (1938-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 marzo 1990 molti dei poteri costituzionali vennero trasferiti alla nuova carica di Presidente dell'Unione Sovietica. Anatoly Lukyanov venne eletto Presidente del Soviet Supremo al posto di Michail Gorbačëv. Benché la carica di Presidente del Soviet Supremo mantenne il nome inalterato, le sue funzioni divennero quelle di Presidente del Parlamento, non più di Capo di Stato:

Presidente dell'Unione Sovietica (1990-1991)[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]