Presence

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Presence
Artista Led Zeppelin
Tipo album Studio
Pubblicazione 31 marzo 1976
Durata 44 min : 38 s
Dischi 1
Tracce 7
Genere Hard rock
Blues rock
Etichetta Swan Song Records
Produttore Jimmy Page
Registrazione Musicland Studios (Monaco)
Note 1ª Posizione in Inghilterra e 2ª Posizione negli U.S.A.
Certificazioni
Dischi di platino Regno Unito Regno Unito[1]
(vendite: 300 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (3)[2]
(vendite: 3 000 000+)
Led Zeppelin - cronologia
Album precedente
(1975)
Album successivo
(1976)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 3.5/5 stelle[3]
OndaRock 5/10 stelle

Presence è il settimo album in studio della rock band inglese Led Zeppelin, pubblicato il 31 marzo del 1976 dalla Swan Song Records.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Registrato ai Musicland Studios (Monaco) e pubblicato nel 1976 sotto l'etichetta della Swan Song Records, Presence vinse il Disco d'Oro il 1º aprile del 1976, raggiungendo il 1º posto nelle vendite negli Stati Uniti per due settimane ed in Inghilterra, il secondo in Giappone, il quarto in Australia e Norvegia, il quinto in Olanda e Francia e l'ottavo in Svezia e Nuova Zelanda.

Il disco però non venne ben accolto dalla critica, che lo interpretò come una caduta in basso dopo il superlativo Physical Graffiti; ma il disco, in verità, è unico nella storia del gruppo: registrato in un periodo molto turbolento (l'incidente di Plant, le pressioni della casa discografica, Jimmy Page caduto nell'eroina), e dotato di una compattezza mai raggiunta prima, Presence è un album scabroso e tagliente, agli antipodi rispetto al solare Houses of the Holy, estremamente intimo (forse per questo non venne ben capito) e ingiustamente sottovalutato. In esso si trovano alcuni dei migliori assoli di Jimmy Page, che spinge la sua chitarra oltre ogni limite. Il disco si apre con l'ultimo vero capolavoro dei Led Zeppelin: Achilles Last Stand. La chitarra di Jimmy Page e la batteria di John "Bonzo" Bonham sono superlative in questo brano e nell'altro capolavoro di Presence, Nobody's Fault but Mine. L'ultima canzone del disco è Tea for One, un rock-blues molto simile a quello di Since I've Been Loving You (da Led Zeppelin III).

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

L'oggetto misterioso[modifica | modifica wikitesto]

La copertina dell'album è caratterizzata dalla presenza di alcune persone che osservano un particolare oggetto scuro, una sorta di piccolo monolito nero (chiamato "The Object"). Secondo alcuni, è uno strumento esoterico (usato anche in psicanalisi) con cui si fa un'operazione tipicamente magica denominata "transfert negativo"; Jimmy Page ha dichiarato che The Object è un riferimento scherzoso al celebre monolito di 2001: Odissea nello spazio del regista Stanley Kubrick. Sostanzialmente, la presenza di questo oggetto vorrebbe rappresentare "il vigore e la presenza" del gruppo inglese. Come promozione pubblicitaria, la Swan Song Records produsse mille copie in plastica del monolito, che andarono letteralmente a ruba.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. Achilles Last Stand (Jimmy Page, Robert Plant) - 10:25
  2. For Your Life (Page, Plant) - 6:24
  3. Royal Orleans (John Bonham, John Paul Jones, Page, Plant) - 2:58

Lato B

  1. Nobody's Fault but Mine (Page, Plant) - 6:16
  2. Candy Store Rock (Page, Plant) - 4:12
  3. Hots On for Nowhere (Page, Plant) - 4:44
  4. Tea for One (Page, Plant) - 9:27

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Led Zeppelin

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. Digitare "Led Zeppelin" in "Keywords", dunque premere "Search".
  2. ^ (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 13 marzo 2015.
  3. ^ (EN) Presence, su AllMusic, All Media Network.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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