Prescrizione

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Giuseppe Mirabelli, Della prescrizione secondo le leggi italiane, 1893

Nel diritto la prescrizione è un istituto giuridico che concerne gli effetti giuridici del trascorrere del tempo su un certo procedimento giudiziario, con valenza sia in campo civile che penale.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel diritto civile indica quel fenomeno che porta all'estinzione di un diritto soggettivo non esercitato dal titolare per un periodo di tempo indicato dalla legge (ad esempio non è più possibile incassare un rimborso). La ratio dell'istituto è individuabile nell'esigenza di certezza dei rapporti giuridici[1].
  • In diritto penale determina l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo (ad esempio, non viene più punito un furto o un atto di violenza). Sotto il profilo sostanziale, l'istituto riflette sia lo scemare dell'interesse dello Stato a punire la relativa condotta, sia la necessità di un processo di reinserimento sociale del reo, a seguito del decorso del tempo. Sotto il profilo processuale, l'istituto è volto a tutelare la parte dalla difficoltà, via via crescente nel tempo, a reperire le prove a supporto della propria tesi difensiva.

La prescrizione penale nei vari ordinamenti nazionali[modifica | modifica wikitesto]

«Deve in un buon codice penale ammettersi la prescrizione come causa d’impunità dei delitti? Se nella risposta a tale quesito le scuole ed i legislatori si sono divisi in due partiti contrari quando il quesito si propone in ordine alla prescrizione della pena (argomento tutto estraneo al tema che qui piglio a trattare) e scuole e legislatori sono ormai tutti unanimi nella risposta affermativa quando il quesito si propone nei termini di prescrizione di azione. È questo un punto che può dirsi tranquillo nella dottrina penale; ed ammesso da tutte le buone legislazioni contemporanee»

(Francesco Carrara, Programma del corso di diritto criminale. Del giudizio criminale, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 355-356, tratto da Opuscoli di diritto criminale, vol. II, 2a ed. corretta, ampliata e riordinata, Lucca, Tipografia Giusti, 1870, p. 71)

L'istituto in questione presenta marcate differenze da un ordinamento all'altro e fra ordinamenti nazionali differenti. Mentre in Italia dal codice Rocco l'istituto è previsto nel codice penale (e quindi i termini decorrono dalla data di commissione del fatto, anche se l'autore non è stato ancora identificato e persino se il fatto non è stato ancora scoperto)[2], in ambito europeo l'attribuzione di una natura processuale alla prescrizione esprime una “tendenza normativa che può dirsi egemone negli altri Paesi del vecchio continente”[3]; la conseguenza è che, decorrendo i termini dal verificarsi di eventi processuali (a partire dall'identificazione di un possibile autore del fatto), nei fatti i termini assai difficilmente impattano sui processi in corso in proporzioni comparabili a quanto avviene invece in Italia[4]. In altri termini, la modalità "sostanziale" dell'istituto della prescrizione esistente in Italia dal 1930 "in ambito europeo parrebbe costituire pressoché un unicum stante l'assoluta prevalenza della opposta natura processuale"[5].

Comparazione diacronica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Atene classica esisteva un termine di prescrizione di 5 anni per tutti reati, ad eccezione dell'omicidio e dei reati contro le norme costituzionali, che non avevano termine di prescrizione. Demostene scrisse che questo termine fu introdotto per controllare l'attività dei sicofanti[6].

Comparazione sincronica[modifica | modifica wikitesto]

Negli ordinamenti di common law[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti la non perseguibilità degli illeciti penali è regolata dallo "Statute of Limitation", che fissa il tempo massimo dopo il quale le corti non hanno più giurisdizione [7]

Negli ordinamenti di civil law[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, Spagna e Germania la prescrizione si interrompe con qualsiasi atto giudiziario, tipo l'avviso di fine indagini. In Germania per i reati commessi dai parlamentari la prescrizione viene conteggiata non dal momento in cui è avvenuto il reato ma da quando inizia il processo.[8][7]

Nell'ordinamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

L’articolo 93 del codice Zanardelli esordiva con "il riconoscimento alla sentenza di condanna della capacità di interrompere la prescrizione dell’azione; tuttavia, tale capacità viene subito estesa al mandato di cattura o a qualsiasi provvedimento del giudice diretto contro l’imputato e a lui notificato, con la precisazione che l’interruzione, in questi casi, non potrà mai prolungare la durata dell’azione penale per un tempo che superi, nel complesso, la metà dei termini prescrizionali legalmente previsti. In questo modo, l’estensione dell’efficacia interruttiva è circoscritta entro i confini precisi dettati dalla tipologia degli atti procedimentali – che per le caratteristiche individuate paiono i soli idonei a testimoniare l’interesse alla persecuzione del fatto di reato – nonché dal limite temporale, la cui fissazione è ricondotta dai compilatori ad esigenze di giustizia e convenienza"[9].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Prescrizione (ordinamento penale italiano).

La normativa in tema di "prescrizione" è oggi regolata dagli articoli da 157 a 161 del Codice Penale[10]. Essa costituisce una delle varie cause della cosiddetta estinzione del reato. Rappresenta il venir meno dell'interesse dello Stato, dopo un determinato lasso di tempo, all'inflizione di una pena in capo ad un soggetto che, al termine del processo, potrebbe essere dichiarato colpevole della condotta penalmente illecita addebitatagli dalla Pubblica Accusa. Rappresenta il venir meno dell'interesse dello Stato a proseguire nell'esercizio della azione punitiva che, proceduralmente, è stata esercitata dal Pubblico Ministero[11].

Il lasso temporale della prescrizione è parametrato di volta in volta - ossia caso per caso - alla singola e specifica gravità dell'addebito avanzato dalla Pubblica Accusa[12]. Il lasso temporale della prescrizione è altresì aumentato qualora il soggetto presunto autore sia un cosiddetto "recidivo" e da tale qualificazione giuridica sia poi discesa, con la sentenza di sua condanna, l'applicazione specifica di un aumento della pena comminata (esclusi alcuni casi per i quali la qualifica di soggetto recidivo comporta sempre e comunque l'aumento del termine di prescrizione).

Ad esempio, la qualificazione di un'azione umana che ha comportato la morte di un uomo potrà essere oggetto di esercizio della azione penale da parte del Pubblico Ministero per perseguire un soggetto come indagato (gergalmente, "sospetto autore") di un atto volontario (delitto di omicidio doloso) o come di un atto accidentale (delitto di omicidio colposo).

La prescrizione nell'ordinamento internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il diritto internazionale conosce l'imprescrittibilità dei crimini internazionali più gravi, affermata caso per caso dalla giurisprudenza dei principali tribunali internazionali; quando però si è trattato di fissare ex ante l'esatta determinazione di questi reati, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite nell'ottobre 1966 non vi è stato consenso[13] ed il relativo trattato, aperto alla firma nel 1968, è stato ratificato soltanto da 55 Stati.

Allo scopo di affermare comunque il principio il Consiglio d'Europa nel 1974 aprì alla firma la Convenzione europea sull’imprescrittibilità dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, entrata in vigore nel 2003 ed attualmente applicabile agli otto Stati europei che l'hanno ratificata[14]

Con lo Statuto di Roma e l'ingresso dell'imprescrittibilità nei principi generali del diritto penale internazionale, può dirsi entrato in vigore un testo ricognitivo del diritto consuetudinario nel frattempo consolidatosi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Torrente, Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, 19ª ed., Milano, Giuffrè Editore, 2009, p. 212.
  2. ^ Sul codice Zanardelli, che considerava nel suo art. 91 la prescrizione una causa di estinzione dell'azione penale, v. Luigi Lucchini, Elementi di procedura penale, Firenze, 1905, p. 100 ss.
  3. ^ M. Serraino, Dalla Corte di Giustizia UE un “provvidenziale” invito alla conversione. Prescrizione penale e ragionevole durata del processo all'indomani della “sentenza Taricco” (Seconda parte), in Studium iuris, 2016, fasc. 7-8, p. 839.
  4. ^ Volete sconfiggere la corruzione? Riformate la prescrizione, Linkiesta, 17 maggio 2012.
  5. ^ Alessandro Bernardi, L'ORDINANZA TARICCO DELLA CORTE COSTITUZIONALE ALLA PROVA DELLA PAREIDÒLIA, Rivista Italiana di Diritto e Procedura Penale, fasc.1, 1º marzo 2017, pag. 48.
  6. ^ Allen, Danielle S., The World of Prometheus: The Politics of Punishing in Democratic Athens, Princeton University Press (2003) ISBN 0691094896, 9780691094892 pp 154, 164]
  7. ^ a b Davigo (Anm) ha ragione: la prescrizione "All'italiana" è un'anomalia, su agi.it.
  8. ^ Mario Portanova, Prescrizione, in Italia “lo famo strano”. La patata bollente nelle mani di Renzi, in Il Fatto Quotidiano, 19 agosto 2014. URL consultato il 24 ottobre 2015.
  9. ^ Simona Silvani, Lineamenti per una storia della prescrizione penale. Dall'Ottocento al codice Rocco, in "Materiali per una storia della cultura giuridica", 2/2003, p. 450.
  10. ^ Della estinzione del reato e della pena, su Altalex. URL consultato il 18 dicembre 2019.
  11. ^ Lo Stato, per il tramite dell'Ufficio del Pubblico Ministero, è l'unico ed esclusivo soggetto titolare della pretesa punitiva. I privati cittadini invece, sono unicamente titolari e portatori del solo diritto a pretendere un risarcimento dei danni patiti in conseguenza di un'azione che, al termine di un processo civile o penale, verrà potrebbe essere dichiarata illecita. È una pretesa di natura unicamente economica, appunto azionabile in sede civile oppure anche in sede penale (l'una esclude l'altra), al fine di vedersi riconosciuta da un Giudice una somma di denaro sufficiente a ristorarli dei danni subiti.
  12. ^ Per "gravità", si intende la qualificazione giuridica che la Pubblica Accusa attribuisce a una determinata condotta e ad un determinato evento commessi e cagionati da una o più persone in danno di altra od altre
  13. ^ Consiglio d'Europa, Explanatory Report – ETS 082 – Crimes against Humanity and War Crimes, p. 3.
  14. ^ Consiglio d'Europa, Dettagli del Trattato n°082: Convenzione europea sull’imprescrittibilità dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra: «Tale Convenzione tende ad assicurare che la prescrizione non si applichi alla perseguibilità dei reati che seguono ed all’esecuzione di pene pronunciate per tali reati, in tanto che punibili secondo le leggi nazionali: 1. i crimini contro l’umanità previsti dalla Convenzione per la prevenzione e repressione del genocidio, adottata il 9 dicembre 1948 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite; 2. a. i reati previsti dall’articolo 50 della Convenzione di Ginevra del 1949 per il miglioramento dei feriti e dei malati delle forze armante in campo, dall’articolo 51 della Convenzione di Ginevra del 1949 per il miglioramento di feriti, dei malati e dei naufraghi delle forze armate in mare, dall’articolo 130 della Convenzione di Ginevra del 1949 sul trattamento dei prigionieri di guerra e dall’articolo 147 della Convenzione di Ginevra del 1949 sulla protezione dei civili in tempo di guerra; b. ogni analoga violazione delle leggi di guerra, aventi efficacia al momento dell’entrata in vigore della Convenzione, e delle consuetudini di guerra esistenti a quel momento, che non siano già previste dalla summenzionate disposizioni delle Convenzioni di Ginevra, quando il reato di cui si tratta sia di particolare gravità avuto riguardo sia ai suoi elementi soggettivi e materiali sia all’entità delle sue prevedibili conseguenze; 3. ogni altra violazione alle leggi ed alle consuetudini di diritto internazionale, come stabilito in futuro, considerata dalla Parte interessata – ai sensi di una dichiarazione fatta conformemente all’articolo 6 – come avente natura analoga a quelle previste dal paragrafo 1 e 2 di questo articolo».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Gazzoni, Manuale di diritto privato, 13ª ed., Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2007.
  • Andrea Torrente, Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, 19ª ed., Milano, Giuffrè Editore, 2009.

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