Prayuth Chan-ocha

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Prayuth Chan-ocha
ประยุทธ์ จันทร์โอชา
General Prayut Chan-o-cha (cropped).jpg

Primo ministro della Thailandia
In carica
Inizio mandato 23 maggio 2014[1]
Monarca Rama IX
Rama X
Predecessore Niwatthamrong Boonsongpaisan
(ad interim)

Leader del Consiglio nazionale per la pace e per l'ordine
In carica
Inizio mandato 22 maggio 2014
Predecessore carica istituita

Comandante in Capo del Reale esercito thailandese
Durata mandato 1º ottobre 2010 –
30 settembre 2014
Predecessore Anupong Paochinda
Successore Udomdej Sitabutr

Dati generali
Tendenza politica Militarista
Conservatore
Monarchico
Nazionalista
Titolo di studio Laurea in Scienze
Università Regia Accademia Militare Chulachomklao
Professione militare
Firma Firma di Prayuth Chan-ocha ประยุทธ์ จันทร์โอชา
Prayuth Chan-ocha
General Prayuth Chan-ocha.jpg
il Generale Prayuth Chan-ocha in uniforme
21 marzo 1954 – vivente
Nato aNakhon Ratchasima
Dati militari
Paese servitoFlag of Thailand.svg Thailandia
Forza armataEmblem of the Royal Thai Army.svg Reale esercito thailandese
Unità21° reggimento di fanteria
Anni di servizio1972-2014
GradoGenerale
Comandante diEmblem of the Royal Thai Army.svg Reale esercito thailandese (Comandante in capo 2010-2014)
"fonti nel corpo del testo"
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Prayuth Chan-ocha (thai: ประยุทธ์ จันทร์โอชา; Nakhon Ratchasima, 21 marzo 1954) è un generale e politico thailandese.

Comandante in capo del Reale Esercito Thailandese dall'ottobre del 2010, ha guidato il colpo di Stato militare del 22 maggio 2014 che ha deposto il governo ad interim di Niwatthamrong Boonsongpaisan. Due giorni prima aveva assunto il comando del Consiglio nazionale per la pace e per l'ordine, la giunta militare che ha preso in mano il Paese dopo il colpo di Stato. Il 23 maggio si è auto-proclamato primo ministro ad interim della Thailandia[2] e il 21 agosto 2014 è stato eletto primo ministro dal nuovo parlamento nominato dalla giunta e composto principalmente da militari.[3][4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Prayuth compì gli studi militari nella Scuola preparatoria per le accademie delle forze armate e in altri due college dell'esercito; frequentò quindi due corsi per ufficiali di fanteria e si iscrisse poi a Bangkok al corso di laurea in Scienze alla Regia Accademia Militare Chulachomklao.[5] Dopo la laurea fu trasferito al 21º Reggimento di fanteria delle Guardie della regina. Nel 2002 fu nominato vice-comandante generale della 2ª Divisione di Fanteria, diventandone comandante generale l'anno successivo. Nel 2005, Prayuth ebbe il grado di vice comandante generale della 1ª Area dell'esercito, di cui faceva parte la 2ª Divisione di Fanteria, per poi diventarne il comandante generale l'anno dopo.

Giunto ai vertici delle forze armate, entrò a far parte della fazione dell'esercito chiamata "Tigri Orientali", i cui membri provenivano soprattutto dalle Guardie della regina del 21º Reggimento di fanteria di stanza nella Thailandia dell'Est. In questa fazione si unì ai generali Prawit Wongsuwan, che fu comandante in capo dell'esercito tra il 2004 e il 2005, e Anupong Paochinda, che rivestì la stessa carica dal 2007 al 2010.[6][7]

Prayuth si mise in luce come inflessibile filo-monarchico ed oppositore dell'ex primo ministro Thaksin Shinawatra, che fu deposto da un colpo di Stato nel 2006 e si auto-esiliò nel 2008, nel timore di essere condannato nei procedimenti penali in cui era accusato di corruzione e conflitto di interessi. Dopo il colpo di Stato che aveva esautorato Thaksin, Prayuth entrò a far parte del Parlamento, dove fu inserito nel Comitato per l'Ambiente e le Risorse Naturali. In questi due anni, una giunta militare appoggiò il governo del generale Surayud Chulanont fino alle elezioni che videro vincitore il Partito del Potere Popolare (PPP), alleato di Thaksin.

Primo ministro fu nominato Samak Sundaravej, che dopo pochi mesi venne destituito dalla Corte Costituzionale per conflitto d'interessi. Il suo posto fu preso da un altro membro del PPP, Somchai Wongsawat, cognato di Thaksin, che dopo soli due mesi fu a sua volta deposto dalla Corte Costituzionale con l'accusa di brogli elettorali commessi dal PPP. Il partito venne disciolto e i suoi membri inibiti a ricoprire cariche pubbliche per 5 anni. La legislatura con il governo del PPP fu accompagnata da crescenti proteste dei conservatori, che arrivarono ad occupare il Parlamento e l'aeroporto Suvarnabhumi, il principale scalo del Paese.

Prayuth riceve il generale statunitense Martin Dempsey a Bangkok nel 2012

In quegli anni, furono affidati a Prayuth incarichi direttivi in diverse aziende di importanza nazionale. Tra il 2007 e il 2010 fu presidente della Thai Oil Public. Nel frattempo continuava la sua scalata ai vertici dell'esercito; tra il 2008 e il 2009 fu capo di stato maggiore dell'esercito e fu nominato aiutante onorario del re.

Il 17 dicembre 2008, il governo fu affidato senza elezioni a Abhisit Vejjajiva del conservatore Partito Democratico, e questo evento fu duramente contestato dalla fazione pro-Shinawatra. Prayuth fu quindi uno dei capi militari che proposero nel 2009 e nel 2010 i duri interventi con cui l'esercito stroncò le manifestazioni delle Camicie Rosse del Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura, sostenitori dell'esiliato Thaksin che chiedevano nuove elezioni.[8] Il bilancio finale degli scontri fu di 90 morti e 2.000 feriti.[9]

Comandante in capo dell'esercito[modifica | modifica wikitesto]

Bangkok, 9 aprile 2012. Prayuth in uniforme rossa affianca Yingluck Shinawatra durante il rito funebre nella piazza reale Sanam Luang in onore della principessa Bejaratana Rajasuda, cugina del re

Prayuth Chan-Ocha succedette a Anupong Paochinda nella carica di comandante in capo del Reale Esercito Thailandese il 1º ottobre del 2010,[10] Il successivo 7 ottobre assunse la carica di presidente dell'importante Banca Militare Thai.[5]

Dopo essere arrivato al vertice dell'esercito, inizialmente Prayuth moderò le proprie posizioni, arrivando a incontrare i famigliari delle vittime degli scontri del 2009-2010,[11] ed in seguito collaborando con il governo di Yingluck Shinawatra,[12] la sorella di Thaksin vincitrice delle elezioni del luglio 2011.

Manifestazioni anti-governative del 2013-2014[modifica | modifica wikitesto]

La crisi politica thailandese si riacutizzò con una lunga serie di manifestazioni anti-governative a Bangkok tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014, che avrebbero portato al colpo di Stato guidato da Prayuth. Tali manifestazioni ebbero origine nell'ottobre 2013 da una proposta di legge presentata dal governo, che prevedeva un'amnistia per i reati connessi alla crisi politica tra il 2006 e il 2011, di cui avrebbe beneficiato anche Thaksin.[13] Contestando la proposta, i conservatori hanno innescato una serie di grandi manifestazioni, paralizzando per lungo tempo buona parte della capitale e determinando la caduta dell'esecutivo di Yingluck, che ha dissolto il Parlamento in dicembre e ha continuato a governare ad interim in attesa di nuove elezioni.[14]

Le elezioni furono fissate per il 2 febbraio 2014, ma vennero annullate per il boicottaggio dall'opposizione che presidiò i seggi elettorali per impedire di votare. I conservatori hanno chiesto una nuova legge elettorale che impedisca alla famiglia Shinawatra la possibilità di controllare il governo, rinviando le nuove elezioni.[15] Nel maggio del 2014 Yingluck è stata destituita con una sentenza della Corte Costituzionale, riconosciuta colpevole di "abuso del potere politico a fini personali", per aver rimosso dall'incarico nel 2011 l'ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale ed averlo sostituito con un proprio parente. Con tale sentenza sono stati destituiti anche tutti gli altri ministri in carica quando successe il fatto. Il nuovo esecutivo provvisorio è stato formato con altri politici della coalizione che era al governo, non implicati nella rimozione dell'ufficiale nel 2011. Primo ministro ad interim è stato nominato Niwatthamrong Boonsongphaisan, l'ex ministro del Commercio, incaricato di guidare il Paese verso nuove elezioni,[16]

I dimostranti anti-governativi hanno proseguito a protestare e a chiedere al senato, rimasto in carica, di proclamare un nuovo governo per preparare una nuova legge elettorale a loro congeniale, senza la quale quasi sicuramente i partiti vicini agli Shinawatra vincerebbero le consultazioni, appoggiati da larghe fasce della popolazione meno abbiente, come è successo in tutte le elezioni a partire da quella del 2001.[15] Anche le Camicie Rosse fedeli agli Shinawatra si sono riunite in massa nei pressi della capitale in supporto del governo e si è temuto che la vicinanza tra i due schieramenti potesse portare a una guerra civile.[17] Nel periodo di questi disordini, Prayuth aveva dichiarato che l'esercito si sarebbe mantenuto neutrale.[18]

Colpo di Stato e accentramento dei poteri[modifica | modifica wikitesto]

Con l'acutizzarsi della tensione ed avendo constatato l'impossibilità di conciliare i due schieramenti, il 20 maggio 2014 i militari del neonato Consiglio nazionale per la pace e per l'ordine, capeggiato da Prayuth, hanno proclamato una legge marziale ed il 22 successivo hanno effettuato un colpo di Stato, il dodicesimo da quando è stata concessa la Costituzione nel 1932.[2] Il governo ad interim è stato sciolto, la Costituzione (imposta nel 2007 dall'esercito) è stata soppressa, è entrato in vigore il coprifuoco sul territorio nazionale dalle 22 alle 5 e i dimostranti di entrambi gli schieramenti sono stati dispersi. I provvedimenti sono stati presi dopo che, a partire dall'inizio delle proteste in novembre, 28 persone avevano perso la vita e 700 erano state ferite in scontri e attentati collegati alle proteste.[19]

La mattina del 23 maggio, Prayuth si è auto-proclamato primo ministro ad interim della Thailandia ed ha convocato 23 leader politici nazionali nonché 114 esponenti delle dimostrazioni dei mesi precedenti. All'incontro ha partecipato la deposta prima ministra Yingluck, che è stata tratta in arresto assieme ad alcuni familiari e a molti dei politici ed attivisti presenti, dopo che era stato loro notificato il divieto di lasciare il Paese.[2]

Primo ministro e nuova Costituzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 luglio 2014, la giunta ha fatto promulgare dal re la Costituzione provvisoria, che garantisce impunibilità ed enorme potere ai vertici della stessa giunta. Il 1º agosto sono stati nominati i membri di un parlamento provvisorio, la maggior parte dei quali sono ufficiali dell'esercito e della polizia. Secondo il portavoce della giunta, l'organo legislativo dovrebbe rimanere in carica fino alle nuove elezioni, previste per la fine del 2015[3] o l'inizio del 2016. Il nuovo parlamento ha eletto all'unanimità Prayuth primo ministro della Thailandia il successivo 21 agosto.[4] In seguito queste date sono state disattese e non sono state fissate le nuove elezioni.

Con la morte di re Rama IX il 13 ottobre 2016, è salito al trono il figlio Vajiralongkorn (Rama X), che nei primi mesi di regno è stato molto attivo politicamente allargando la sua sfera d'influenza nelle vicende interne thailandesi. L'imposizione dei suoi voleri alla giunta militare è stata vista da alcuni osservatori come il tentativo di rafforzare il prestigio della monarchia nel Paese centralizzando il potere secondo uno stile di stampo assolutista, al contrario di quanto fece il padre Rama IX nei rapporti con le varie giunte militari che guidarono la Thailandia durante il suo regno. Il 6 aprile 2017 Vajiralongkorn controfirmò la nuova Costituzione definitiva preparata dalla giunta (la 20ª da quando fu introdotta la monarchia costituzionale nel 1932) che ha aumentato i poteri dei militari e della Corte costituzionale in ambito politico per prevenire il ritorno al potere di Thaksin Shinawatra e dei suoi alleati.[20]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia per il giubileo d'oro del sultano del Brunei (Brunei) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo d'oro del sultano del Brunei (Brunei)
— 5 ottobre 2017[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dopo un iniziale periodo in cui ha rivestito la carica ad interim, è stato confermato il 21 agosto 2014 dal parlamento formato principalmente da militari a seguito del colpo di Stato del maggio 2014; la sua nomina è stata avallata dal re lo stesso 21 agosto
  2. ^ a b c Thailandia, militari arrestano l'ex premier Yingluck Shinawatra, repubblica.it del 23 maggio 2014
  3. ^ a b (EN) Military dominates new Thailand legislature, BBC, 1º agosto 2014. URL consultato il 21 agosto 2014.
  4. ^ a b (EN) Prayuth elected as 29th PM, nationmultimedia.com, 21 agosto 2014. URL consultato il 21 agosto 2014.
  5. ^ a b Prayut Chan-O-Cha: Executive Profile & Biography, in Bloomberg BusinessWeek. URL consultato il March 30, 2014.
  6. ^ Avudh Panananda, Is Prayuth the best choice amid signs of Army rivalry?, in The Nation (Thailandia)]], 8 giugno 2010. URL consultato il 24 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2014).
  7. ^ John Cole e Steve Sciacchitano, Thai military resists political pressure, in Asia Times Online, 13 ottobre 2012. URL consultato il 24 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).
  8. ^ (EN) Thai king appoints hardliner as next army chief, in The Hindu, 2 settembre 2010. URL consultato il 23 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2014).
  9. ^ (EN) Campbell, Charlie, Four Dead as Bangkok Sees Worst Political Violence Since 2010], TIME, 1º dicembre 2013
  10. ^ (EN) Corben, Ron, Thailand's new army chief takes office, Deutsche Welle, 1º ottobre 2010. URL consultato il 23 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2014).
  11. ^ (EN) Gen Prayuth takes command, in Bangkok Post, 1º ottobre 2010. URL consultato il 23 maggio 2014.
  12. ^ (EN) No coup, Prayuth tells Yingluck, in Bangkok Post, 27 maggio 2013.
  13. ^ (EN) Marshall, Andrews e Szep, Jason: Insight: How Thaksin's meddling sparked a new Thai crisis for PM sister, Reuters del 30 gennaio 2014
  14. ^ (EN) Sawitta Lefevre, Amy e Petty, Martin: Thai PM calls snap election, protesters want power now], Reuters del 6 dicembre 2013
  15. ^ a b (EN) Panarat Thepgumpanat, Thais to ponder election under martial law as way out of crisis, reuters.com del 20 maggio 2014
  16. ^ Bultrini, Raimondo, Thailandia, destituita la premier per abuso di potere, repubblica.it del 7 maggio 2014
  17. ^ (EN) Birsel, Robert, Pressure builds on Thai Senate as crisis drags on, reuters.com del 13 maggio 2014
  18. ^ (EN) Prayuth says army neutral, in Bangkok Post, 6 novembre 2013.
  19. ^ (EN) Amy Sawitta Lefebvre, Thai army takes power in coup after talks between rivals fail, reuters.com del 22 maggio 2014
  20. ^ (EN) Thailand's king signs constitution that cements junta's grip, su theguardian.com, 6 aprile 2017. URL consultato il 28 ottobre 2017.
  21. ^ Agong attends Sultan of Brunei's Golden Jubilee royal banquet

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