Prato

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Prato
comune
Prato – Stemma Prato – Bandiera
Prato – Veduta
Piazza del Duomo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Prato-Stemma.png Prato
Amministrazione
SindacoMatteo Biffoni (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate43°52′50.93″N 11°05′47.62″E / 43.880814°N 11.096561°E43.880814; 11.096561 (Prato)Coordinate: 43°52′50.93″N 11°05′47.62″E / 43.880814°N 11.096561°E43.880814; 11.096561 (Prato)
Altitudine61 m s.l.m.
Superficie97,35 km²
Abitanti193 432[2] (31-3-2018)
Densità1 986,97 ab./km²
Frazioninessuna (vedi sezione)
Comuni confinantiAgliana (PT), Calenzano (FI), Campi Bisenzio (FI), Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Quarrata (PT), Vaiano
Altre informazioni
Cod. postale59100
Prefisso0574
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT100005
Cod. catastaleG999
TargaPO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 668 GG[3]
Nome abitantipratesi[1]
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Prato
Prato
Prato – Mappa
Posizione del comune di Prato all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
Veduta notturna di piazza del Duomo

Prato è un comune italiano di 193 432 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.

È la seconda città della Toscana[4] e la terza dell'Italia centrale per numero di abitanti. Fino al 1992, anno della costituzione dell'omonima provincia, è stato il comune non capoluogo di provincia più popolato d'Italia[5]

La piana pratese fu abitata fin dall'epoca etrusca, ma la nascita della città vera e propria si fa risalire, generalmente, al X secolo, quando si hanno notizie di due centri abitati contigui ma distinti, Borgo al Cornio e Castrum Prati, che si fusero durante il secolo successivo.

Nell'economia pratese la produzione tessile ha sempre svolto un ruolo di primissimo piano fin dall'epoca medievale, come testimoniano i documenti del famoso mercante Francesco Datini, ma è nell'Ottocento che Prato vide un impetuoso sviluppo industriale, che he fanno ancora oggi uno dei distretti più importanti a livello Europeo.

La città vanta attrattive storico-artistiche di grande rilievo con un itinerario culturale che inizia con gli Etruschi per poi ampliarsi col Medioevo e raggiungere l'apice con il Rinascimento quando hanno lasciato le loro testimonianze in città artisti del calibro di Donatello, Filippo Lippi e Botticelli.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Prato.

Preistoria e storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Scavi di Gonfienti

Alcuni ritrovamenti testimoniano che il territorio collinare circostante Prato risultava già abitato sin dal Paleolitico. In località Galceti, a ridosso delle prime colline a nord è stata rinvenuta una "stazione" musteriana risalente al 35.000 anni fa dove, per la tipologia dei reperti rinvenuti, si può supporre con sicurezza come l'area fosse già destinata ad un'ampia produzione ed esportazione di utensili in diaspro, facilmente reperibile sulla collina. Anche nell'attuale centro storico sono documentati rinvenimenti sporadici di utensili del neolitico e dell'età del bronzo, mentre sull'altro versante collinare (monti della Calvana) sono evidenti alcune strutture architettoniche civili e funerarie (tra cui anche un sepolcreto andato distrutto negli anni cinquanta) attribuite ai liguri[6] o a popolazioni autoctone dell'età del bronzo. La piana pratese venne successivamente abitata dagli Etruschi, come testimoniato dai recenti ritrovamenti archeologici nell'area, destinati a riscrivere la storia di questi luoghi.[7][8]

La città etrusca di Gonfienti[modifica | modifica wikitesto]

Età etrusca arcaica, testa fittile femminile da Gonfienti
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gonfienti.

Nel 1997 viene alla luce una impressionante città etrusca nell'area di Gonfienti, a ridosso del comune di Campi Bisenzio: fino a quel momento si pensava che prima dell'epoca romana il territorio della piana non fosse stato antropizzato e che prima del Medioevo non esistesse nessun insediamento stabile nella zona. Gli scavi hanno dimostrato che la città, i cui reperti risalgono al VI secolo a.C., non era affatto piccola, e vi era praticata già a quell'epoca la tessitura e la filatura.[9][10] Recentemente è stata avanzata l'ipotesi (basandosi su alcuni toponimi della zona) che questa possa essere la mitica Camars[11] (divenuta poi Clusium in epoca romana), patria del re Porsenna. In effetti la città aveva assi viari ben pianificati (indicanti quindi una presenza costante nel territorio di genti etrusche), con una strada di oltre dieci metri di larghezza e un'estensione notevole (sono circa 30 gli ettari sottoposti a vincolo dalla soprintendenza). All'interno di essa è stata rinvenuta una "domus" di circa 1440 m² (la più grande dell'Italia antica, prima della Roma Imperiale), sviluppata sul modello delle ville pompeiane (ma di alcuni secoli precedente) con una rete di canali idrici ancora in parte funzionanti e un'eccezionale quantità di ceramiche greche a figure rosse e nere, su cui spicca una kilix attribuita a uno dei più importanti artisti greci del V secolo, Douris e delle pregevoli antefisse a figure femminili. Indizi sull'esistenza in loco di una città etrusca erano già stati ipotizzati nel corso del XVIII secolo, quando vennero raccolti svariati reperti di quell'epoca (tra cui il cosiddetto "offerente" esposto al "British Museum"), suggerendo per essa il nome di "Bisenzia", una mitica città etrusca scomparsa secoli fa e citata da locali letterati rinascimentali.

La città, anche se intuibile solo parzialmente per la rapida urbanizzazione nella sua area, era quasi certamente collegata commercialmente a Misa-Marzabotto al fine di favorire gli scambi attraverso l'Appennino, lungo la direttrice che collegava le città di Spina e Pisa nel corso del VI-V secolo a.C. fino a decadere quasi improvvisamente al termine del V secolo a.C., per circostanze ancora non chiare.[12] A seguito della sua scomparsa non si hanno tracce documentarie ma possiamo ipotizzare con buona probabilità che gli stessi abitanti abbiano provveduto a spostarsi in aree più protette, dove la difesa da attacchi esterni (i celti dal nord) sarebbe stata maggiormente garantita. In effetti la città, che non disponeva di mura, si sviluppò partendo da un progetto di pianificazione che sembrerebbe anticipare la struttura delle città ippodamee, fattore reso possibile per la stabilità che si era venuta a creare nell'Etruria Settentrionale nell'arco temporale che separa la battaglia contro i greci focesi (540 a.C.) e la conquista di Veio (396 a.C.) da parte di Roma, ed il conseguente spostamento verso nord del tradizionale baricentro etrusco dell'area meridionale della Toscana. Le aree in questione potevano essere state Artimino, Fiesole e, anche se parzialmente perché più lontana, ma sulla stessa direttrice geografica, Volterra, che nel secolo successivo ampliarono o costruirono la loro cerchia muraria a seguito di un imponente sviluppo demografico.

Infine la piana fu abitata dai Romani (vi passava la via Cassia, nel tratto che collegava Firenze con Pistoia, sulla via per Luni). Gli storici hanno collocato nei pressi dell'antica città etrusca la mansione "Ad Solaria" della antica Via Cassia, e riportata nella celebre Tavola Peutingeriana. Il territorio dove sorge oggi Prato però era destinato alla centuriazione estesa tra Agliana e Badia a Settimo (ricalcante una precedente, di epoca etrusca) e probabilmente non ad insediamenti urbani, anche se occasionalmente sono state rinvenute nell'area di Prato, tracce di quell'epoca: episodi rinvenimenti di strutture murarie e lapidee, sepolture, frammenti ceramici e lapidei, in particolare nell'area della Cattedrale, per la quale si è ipotizzato l'esistenza di un edificio d'uso sacro.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Datini davanti al Palazzo Pretorio

Nell'Alto Medioevo la piana vede il degrado delle strutture di regimentazione delle acque realizzate con la centuriazione romana, ed alcune parti di essa, presumibilmente nell'area a sud si impaludirono. La zona di Prato fu interessata dalla presenza dei Bizantini e successivamente occupata dai Longobardi la cui presenza è documentata soprattutto nelle aree collinari e pedemontane.

Il libero comune[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'assedio del 1107 da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò a costituirsi come libero Comune. Si tratta di un esempio piuttosto raro di comune indipendente sorto in un centro urbano che non costituiva una diocesi; per questo Prato per secoli non fu mai definita "civitas", ma solo "terra". Fu certamente uno tra i primissimi comuni italiani a darsi uno Statuto, redatto già a metà del XIII secolo. Per due secoli Prato conobbe una forte espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. L'urbanizzazione è testimoniata dalla necessità di costruire due nuove cerchie di mura, una intorno alla metà del XII secolo e l'altra a partire dal 1300. Un episodio del 1312 vide acutizzarsi la rivalità con la vicina Pistoia, quando il canonico pistoiese Giovanni di Ser Landetto, soprannominato 'Musciattino', compì un tentativo di furto della Sacra Cintola. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze e alle proprie lotte interne tra le famiglie più possidenti per il controllo amministrativo, la città si sottomise alla Signoria di Roberto d'Angiò, re di Napoli. Il 23 febbraio 1351 Giovanna d'Angiò vendette la città a Firenze per 17.500 fiorini d'oro, e a quest'ultima città rimase legata fino ai giorni nostri.

Il Cinquecento e Seicento[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la perdita della libertà, Prato continuò a svilupparsi nei secoli seguenti, seguendo le sorti di Firenze, prima sotto la dinastia dei Medici, quindi con la Repubblica Fiorentina dal 1494. A causa di questo, l'esercito della Lega Santa (creata fra il Papa Giulio II e gli Spagnoli) cinse d'assedio sotto il comando di Raimondo de Cardona, conquistò e devastò Prato il 29 agosto 1512. Tale saccheggio (noto come Sacco di Prato e ricordato anche dal Machiavelli nel celebre Il Principe) provocò un altissimo tributo di vite, segnando profondamente non solo la vita della città, ma anche l'inizio del declino, che durò per circa due secoli.

Nel 1653 Prato ottenne finalmente il tanto ambito status di Città e di Diocesi (quest'ultima era limitata soltanto all'interno delle mura cittadine e con il Vescovo in comunione con Pistoia). Tale titolo diede un nuovo sviluppo all'economia e all'urbanizzazione locale: per l'occasione venne fatta realizzare la Fontana del Bacchino da Ferdinando Tacca.

Il Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVIII secolo, con la salita dei Lorena alla guida del Granducato di Toscana, la città venne abbellita e conobbe anche un notevole sviluppo culturale, che veniva promosso dagli stessi granduchi.

La lungimiranza intellettuale di Prato e della sua terra in questo secolo trova la sua massima espressione nelle parole di Filippo Mazzei, amico di Thomas Jefferson, che oggi sono riportate nel secondo paragrafo della Costituzione degli Stati Uniti d'America: All men are created equal[13].

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del Fabbricone

Nel XIX secolo Prato conobbe una notevole rinascita industriale soprattutto per opera di Giovan Battista Mazzoni. Per descrivere l'industria tessile della città, lo storico Emanuele Repetti definì Prato "la Manchester della Toscana". Dopo l'Unità d'Italia continuò una fortissima industrializzazione (soprattutto nel settore tessile) e cominciò una crescita demografica, che cominciò a far uscire la città dalla cerchia delle mura trecentesche e la portò, durante il XX secolo, ad inglobare pian piano i borghi circostanti, con la popolazione cittadina passata dai 50.000 abitanti del 1901 agli oltre 180.000 del 2001. La concentrazione di opifici tessili era così elevata che Prato divenne famosa come la città dalle cento ciminiere. Nel secondo dopoguerra, quando il progresso tecnologico rese obsoleti i vecchi opifici, le grandi ciminiere in mattoni sparirono, tranne alcune che sono tuttora in piedi in quanto reperti di archeologia industriale, come quella della Cimatoria Campolmi.

Durante la Seconda guerra mondiale la città fu interessata da diversi avvenimenti relativi in particolare alla guerra partigiana. Tra il settembre 1943 e il marzo 1944 la città fu oggetto di violenti bombardamenti mirati a distruggere l'apparato industriale e il nodo ferroviario. Nello stesso periodo, sui rilievi appenninici vicini alla città, cominciaarono a costituirsi formazioni partigiane . Il 4 marzo 1944 gli operai tessili furono protagonisti di uno sciopero generale che si protrasse nei giorni successivi bloccando la produzione e rappresentando un atto politico rilevante in una città occupata dai tedeschi. Nelle settimane successive un rastrellamento dei fascisti dette il via alla deportazione in Germania di 360 lavoratori (scelti soprattutto tra gli scioperanti); di essi torneranno vivi solo in 20. Nel settembre 1944 partigiani della Brigata Buricchi vengono catturati e impiccati a Figline. Appena liberata la città, occupata dai partigiani prima dell'arrivo degli alleati, a partire dal 5 settembre 1944 vi furono episodi di violenze e rappresaglie verso persone note come fascisti ad opera dei partigiani; in particolare almeno 10 persone furono uccise nell'eccidio del Castello dell'Imperatore.[14].

L'incremento demografico, ed economico più imponente fu nel secondo dopoguerra quando, negli anni sessanta e settanta, una consistente immigrazione proveniente da tutte le regioni meridionali farà raddoppiare la popolazione residente, fornendo manodopera alla sempre più vitale industria tessile.

Nel 1949 le frazioni di Vaiano e Sofignano vennero distaccate e costituite in comune autonomo, con denominazione Vaiano[15].

Parallelamente allo sviluppo economico e demografico, la città ebbe una nuova grande crescita urbanistica lungo varie direttrici. Una crescita particolarmente disordinata che darà vita e innumerevoli commistioni tra piccole attività produttive ed edifici residenziali secondo un modello tipico della città in cui anche dal punto di vista economico prevalsero aziende produttive piccole e piccolissime con rapporti di lavoro basati sull'affidamento a terzi delle singole lavorazioni del ciclo produttivo. In tale disordine urbanistico innumerevoli edifici furono costruiti abusivamente, anche dopo l'entrata in vigore del piano regolatore. Tale abusivismo, rappresentò un fenomeno nuovo e rilevante per una città del centro-nord e non si limitò a piccole costruzioni ma riguardò anche grandi condomini e addirittura due interi quartieri, "il Cantiere" ed "il Guado", abitati prevalentemente da immigrati dell'Italia meridionale.

La città è stata meta a partire dagli anni novanta, di una nuova e molto consistente ondata migratoria, questa volta da paesi extracomunitari ed in particolare dalla Cina.

Fino al 1992 Prato, come tutti gli altri comuni della sua provincia, faceva parte della provincia di Firenze. Quell'anno furono istituite 8 nuove province in Italia, tra cui quella di Prato, al fine di meglio amministrare un territorio in crescita continua di abitanti.

Oltre ad affrancarsi dal controllo politico di Firenze, Prato era ormai già affrancata anche da quello religioso di Pistoia con la conquista di una diocesi autonoma alcuni decenni prima (1954). Tali rivalità con queste due città sopravvivono ancora oggi.

A partire dagli anni novanta la città presenta i primi segnali di una decrescita industriale che al momento sembra inarrestabile.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale (fu la prima città al di sotto della Linea Gotica ad essere stata liberata interamente dai partigiani).[16]»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Prato vanta molteplici monumenti di grande interesse storico ed artistico. Molti edifici, soprattutto quelli medievali, sono caratterizzati dall'uso di materiali reperiti localmente. In particolare sono stati usati spesso due tipi di marmi, di diverso colore, che hanno dato luogo ad una bicromia negli edifici ecclesiastici, caratteristica tra le più rilevanti del Romanico non solo locale, ma anche di quello definito "pisano-lucchese" sia in Toscana che in Sardegna, ad Amalfi e in Puglia. Le pietre che sono usate sono:

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Prato.

Nel centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Filippo Lippi, Le Esequie di Santo Stefano, Cappella Maggiore del Duomo di Prato
Duomo, dedicato a santo Stefano
La chiesa, a tre navate, è costruita in marmo bianco e verde. Risale molto probabilmente al VI secolo. È uno degli esempi più importanti dell'architettura religiosa tra il XII secolo e il XV secolo nella regione, con un elegante passaggio al suo interno tra le ampie arcate romanico-lombarde e lo slancio del gotico nel transetto, progettato molto probabilmente dal celebre Giovanni Pisano, che al suo interno realizzerà un crocifisso ligneo e il suo ultimo capolavoro, la Madonna della Cintola, nel 1317. Vi è conservata la reliquia della sacra Cintola. Le opere più importanti sono il pulpito esterno (costruito da Michelozzo e decorato da Donatello), il pulpito interno di Mino da Fiesole e Antonio Rossellino del 1472, la Madonna dell'Ulivo, unica opera realizzata insieme dai celebri fratelli Da Maiano, Giovanni, Benedetto e Giuliano. Nel transetto invece vi sono gli affreschi di Filippo Lippi (nella Cappella Maggiore), una delle massime espressioni del Rinascimento italiano, gli affreschi di Paolo Uccello (nella Cappella dell'Assunta), e di Agnolo Gaddi (nella Cappella della sacra Cintola), all'interno di una cancellata bronzea realizzata da alcuni dei più importanti orafi del XV secolo.
Basilica di Santa Maria delle Carceri
basilica rinascimentale con pianta a croce greca, opera di Giuliano da Sangallo. All'interno si trovano decorazioni in maiolica di Andrea della Robbia e vetrate su disegno di Domenico Ghirlandaio.
Chiesa di San Domenico
Di interno barocco, conserva negli altari laterali, un raffinato Crocifisso su tavola di Lorenzo di Niccolò (fine XIV secolo), un Miracolo di san Vincenzo, della scuola di Pier Dandini e una Madonna e angeli di Giuseppe Pinzani, unaAnnunciazione (1633) di Matteo Rosselli, una maestosa tavola col Crocifisso che parla a san Tommaso (1590 ca) del Poppi, e San Vincenzo che esorcizza un ossesso (1664 circa) di Vincenzo Dandini.
Chiesa di Sant'Agostino
La chiesa ha una pianta basilicale e racchiude al suo interno la Madonna della Consolazione di Giovan Battista Naldini, l'Elemosina di san Tommaso (1660) di Lorenzo Lippi,Immacolata dell'Empoli (1630 circa) ed una tela attribuita a Simone Pignoni.
Chiesa di San Francesco
All'interno è visibile il monumento sepolcrale di Geminiano Inghirami (1460 circa), di Pasquino da Montepulciano (in uno stile vicino anche a Antonio Rossellino), attigua alla chiesa, la cappella Migliorati.
Basilica Minore dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci
La chiesa, ultimata alla fine del Cinquecento, venne completamente rinnovata dopo la canonizzazione di Caterina de' Ricci (esempio di misticismo più importante prima di Santa Maria Maddalena de' Pazzi) nel XVIII secolo. Ha al centro un prezioso altare marmoreo del Ticciati: raffigurante Santa Caterina abbracciata dal Crocifisso; sotto l'altare è conservata l'urna dove è posto il corpo incorrotto della Santa. Altri miracoli legati a Santa Caterina sono presentati nei rilievi sulle pareti (Ticciati e Vincenzo Foggini), mentre gli eleganti altari marmorei ospitano un bel Martirio di santa Caterina d'Alessandria, di Vincenzo Meucci, una cinquecentesca Natività di Michele delle Colombe e tele del Pucci, autore anche degli affreschi sulla volta con la Gloria di santa Caterina e angeli. Notevole, in una cappellina, il raffinato rilievo marmoreo quattrocentesco con la Madonna e il Bambino, di Matteo Civitali.
Chiesa dello Spirito Santo
La piccola chiesa ha al suo interno una Presentazione al Tempio (1468) di Filippo Lippi, e una notevole Sant'Anna, Madonna e Bambino (1530 circa), di Michele Tosini e Ridolfo Ghirlandaio, la Visitazione (1584) di Niccolò Latini (dove compare la citazione di un bambino a cavallo di un manico di scopa). Sull'altare principale troviamo laPentecoste (1598) di Santi di Titoe dii fianco l'Annunciazione (1370 circa) di Jacopo di Cione e un rilievo col Battista (1475 circa), di Francesco Ferrucci.
Chiesa di Santa Maria del Giglio
santuario ricostruito nel 1680, conserva un imponente altare in scagliola su disegno di Giovan Battista Balatri, completato nel 1705 da una tela di Pier Dandini con Dio Padre e santi.
Chiesa di San Bartolomeo
Costruita originariamente nel XIV secolo per i Carmelitani è andata distrutta nel 1944. Ricostruita nelle forme attuali nel 1958, all'interno conserva parte dei capolavori dell'antica chiesa come una Trinità con gli evangelisti, santa Caterina e san Carlo Borromeo dell'Empoli, due tele del fiammingo Livio Mehus (Riposo durante la fuga in Egitto e il Matrimonio mistico di santa Caterina, del 1675 circa), dipinti di Santi di Tito, Pier Dandini, Leonardo Mascagni e un imponente Crocifisso ligneo del 1320-30,
Chiesa di San Niccolò
L'altare maggiore in marmi colorati (1647) ospita una vivace Assunta (1697) di Alessandro Gherardini; di lato un tabernacolo rinascimentale (1478) di Francesco Ferrucci; nella chiesa sono inoltre interessanti pale del XVI-XVIII secolo e affreschi del Tre-Quattrocento: come Madonna col Bambino e i Santi Niccolò e Domenico, attribuito a Antonio Vite, e un quattrocentesco affresco con Storie di San Nicola, di Pietro di Miniato.
Chiesa di San Fabiano
Fondata prima del 1082 come badia, apparteneva a un monastero benedettino, passato poi ai vallombrosani, venne poi concessa ai minori francescani (1726). La badia nel 1783 divenne sede del seminario. (In uso, ma non aperta al pubblico)
Chiesa di San Clemente
La chiesa dell'omonimo monastero di clausura ha una struttura cinquecentesca ed altari seicenteschi: il maggiore ospita una Sacra conversazione (1535 circa) di Fra' Paolino, i laterali un San Clemente del 1520 circa e una settecentesca Madonna del Rosario, copia da una pala romana di Giovan Francesco Romanelli. (In uso, ma non aperta al pubblico)


Fuori le mura[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del cassero medievale
Castello dell'Imperatore e Cassero
castello svevo, voluto dall'imperatore Federico II, a pianta quadrata, con otto torri (sei a base quadrata e due pentagonali). Oggi consiste delle sole mura esterne, in alberese.
Mura di Prato
Costruite in pietra alberese a partire dal 1300 circondano quasi per interno il centro della città.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pretorio
nel Medioevo era la sede del Podestà. Nacque nel XIII dalla fusione di tre edifici preesistenti. Nel Cinquecento venne aggiunto l'attuale coronamento merlato ed il campanile a vela. Vi ha sede il Museo Civico riaperto al pubblico nel 2013.
Palazzo Comunale
palazzo porticato di aspetto neoclassico, prospiciente Palazzo Pretorio. È l'attuale sede del Comune.
Palazzo Datini
Eretto nel XIV come abitazione per il mercante Francesco Datini è stato decorato da importanti artisti come Agnolo Gaddi e Niccolò Gerini sia nelle sale interne che all'esterno .
Collegio Cicognini
Il più antico istituto scolastico di Prato. La sua origine risale al 1692, per opera dei padri Gesuiti, in seguito al lascito del canonico Francesco Cicognini. Qui hanno studiato, fra gli altri, Gabriele d'Annunzio e Curzio Malaparte.
Torri gemelle di via Garibaldi
Sono le torri più alte sopravvissute a Prato: quella in alberese risale al XII secolo, e quella in mattoni fu realizzata come ampliamento della prima nel XIII.
Palazzo Vai
è uno degli edifici più grandi del centro storico della città, è oggi sede del Palazzo delle Professioni e della Monash University.
Palazzo Banci Buonamici
Eretto preesistenze del XII secolo è oggi la sede della Provincia di Prato.
Palazzo degli Alberti
Di origini duecentesche, al suo interno si trova anche la "Galleria di Palazzo degli Alberti", che raccoglie la ricca collezione di quadri e sculture della Cassa di Risparmio di Prato.
Palazzo Buonamici Nencini
L'interno, di struttura medievale, conserva un salone con stucchi e dipinti da Gian Domenico Ferretti, rappresentanti Alessandro Magno e la famiglia di Dario e la Storia di Jefte (1728-30).
Case Nuove in piazza Mercatale
Progettate da Giovan Battista Foggini, scultore e architetto granducale

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili dell'Ottocento e Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Piazze Principali[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Comune

Prato ha una disposizione "canonica" degli ambienti del centro storico, con una piazza dedicata al potere religioso (Piazza del Duomo), una a quello politico laico, piazza del Comune appunto, e una per i commerci, Piazza Mercatale. A queste piazze si aggiunsero dalla fine del Trecento le piazze antistanti alle chiese degli ordini mendicanti, grandi abbastanza per contenere le folle che assistevano alle prediche dei frati: Piazza San Francesco per i francescani, Piazza San Domenicoper i domenicani e Piazza Sant'Agostino per gli agostiniani. Solo nel quattrocento si aggiunse la Piazza delle Carceri davanti al Santuario di Santa Maria delle Carceri.

Piazza del Duomo
È la piazza principale e cuore religioso della città per la presenza della cattedrale di Santo Stefano. È il nucleo originario intorno al quale si svilupperà.
Piazza del Comune
Da secoli il centro del potere civile della città, è caratterizzata dalla presenza del Palazzo Pretorio, della Fontana del Bacchino e dal palazzo del Comune.
Piazza Mercatale
Di origine medievale, è una delle piazze più grandi d'Italia.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Data l'enorme ricchezza artistica della città, Prato ha un elevato numero di musei costituiti da una ricchezza e da una varietà articolata di collezioni  custodite per la maggior parte in edifici antichi. A testimonianza della rilevanza artistica della città è la presenza di alcune opere importanti provenienti da Prato nei più importanti musei del mondo. Tra queste meritano di essere ricordate la statuetta etrusca proveniente da Pizzidimonte adesso al British Museum (Londra)[17], la Madonna della Cintola originariamente nella Cappella del Sacro Cingolo del Duomo ora al The Metropolitan Museum of Art (New York)[18], il Giovanni Battista di Francesco da Sangallo dalla Basilica di Santa Maria delle Carceri presso la Frick Collection (New York)[19] , due tele di Ludovico Cardi, detto il Cigoli raffiguranti San Francesco e una Circoncisione, originariamente nella chiesa di San Francesco, sono adesso al Museo dell'Ermitage (San Pietroburgo), uno scomparto della predella proveniente dalla chiesa di San Giusto a Faltugano è alla National Gallery (Londra)[20] mentre l'altro è presso il Philadelphia Museum of Art[21].

Museo di Palazzo Pretorio
Aperto nel 1912 nelle stanze di Palazzo Pretorio, ha alcune delle opere più importanti dei pittori dal XIV secolo al Rinascimento che spaziano da Filippo Lippi e Filippino Lippi, Bernardo Daddi, Giovanni da Milano e Botticelli.
Museo dell'Opera del Duomo
Fondato nel 1967 in alcuni ambienti del Palazzo Vescovile ed ampliato in più tempi per ospitare opere provenienti dalla Cattedrale di Santo Stefano e dal territorio diocesano.
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
La struttura originaria, ispirata al modello polifunzionale del Centro Georges Pompidou di Parigi, comprende lo spazio espositivo, il CID/Centro di Informazione e Documentazione sulle Arti visive con la biblioteca specializzata sull'arte e sull'architettura contemporanea, il Dipartimento Educazione, inaugurato nel 1989.
Museo del Tessuto
È uno dei più importanti a livello nazionale ed europeo sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall'antichità ai giorni nostri[22].
Museo di Casa Datini
Forse l'unico palazzo mercantile medievale giunto integralmente fino a noi che aveva svolto anche un uso pubblico ospitando per due volte il re di Napoli Luigi II d’Angiò.
Museo di Pittura Murale
Aperto nel 1974, fu il primo museo italiano specificamente destinato a ospitare affreschi staccati, sinopie. (Aperto su appuntamento)
Palazzo Comunale
al primo piano del palazzo comunale, in quello che un tempo era il Teatro dei Semplici è allestita la storica "quadreria", sono conservati inoltre vari ritratti dei Podestà di Prato e dei Granduchi toscani. (Aperto su appuntamento)
Galleria di Palazzo degli Alberti
All'interno del palazzo si trova anche la "Galleria di Palazzo degli Alberti", che raccoglie la ricca collezione di quadri e sculture che la Cassa di Risparmio ha acquistato nel corso degli anni. (Aperto su appuntamento).
Museo della Deportazione (a Figline)
Costituito da oggetti provenienti dalle gallerie del lager di Ebensee. Questi furono raccolti negli anni '70 da superstiti pratesi insieme a concittadini e donati al museo.
Museo del Centro di Scienze Naturali
Ha raccolte di uccelli, mammiferi, pesci, rettili, insetti, conchiglie, minerali, rocce, erbari, reperti archeologici e paletnologici.
Museo di Scienze Planetarie
Raccoglie 400 campioni di meteoriti, impattiti e tectiti, e circa 4100 minerali.


Sculture monumentali[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La città ha al suo interno alcune aree naturali protette che la legge tutela per il loro particolare interesse naturalistico, ambientale o storico-culturale. Queste aree contengono ecosistemi prevalentemente o largamente intatti, ambienti e paesaggi di rilievo tale da richiedere un intervento istituzionale per garantirne la conservazione alle future generazioni.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La nuova biblioteca Lazzeriniana, interno
Piazza dell'Università

Università Italiane[modifica | modifica wikitesto]

Dai primi anni novanta la città è sede di un importante centro universitario con oltre 2000 studenti iscritti, denominato "Polo universitario Città di Prato", nato dalla collaborazione tra l'Università degli studi di Firenze e una società consortile nata dalla collaborazione tra Enti locali (in primo luogo il Comune di Prato) e vari soggetti privati, il PIN S.c.r.l., proprietaria dell'edificio (già sede del prestigioso Istituto T. Buzzi e ristrutturata per l'occasione) che ospita il polo. Presso di esso sono attivi alcuni corsi di studio facenti capo alle facoltà di Economia, Lettere e filosofia, Ingegneria, Medicina e chirurgia e Scienze politiche dell'ateneo fiorentino.

Università Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Scuole Superiori[modifica | modifica wikitesto]


Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni si è sviluppata una fiorente e multiforme attività di ricerca, che affianca l'innovazione tipica delle imprese locali e ne amplia il raggio d'azione. I principali punti di riferimento sono il Polo Universitario Città di Prato e la Fondazione Prato Ricerche che include anche l'Istituto Geofisico Toscano, oltre al nascendo Centro di Ricerca finanziato da Enti locali e Camera di Commercio.


Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Lazzerini (Biblioteca Comunale Alessandro Lazzerini o Istituto culturale e di documentazione Lazzerini), Via Puccetti 3
    • Sezione della circoscrizione Prato nord, via Corridoni 11
    • Sezione della circoscrizione Prato ovest, via P. Thouar 33 - Galciana
  • Biblioteca Roncioniana, piazza San Francesco 27
  • Biblioteca biomedica ed amministrativa, piazza Ospedale 5
  • Biblioteca dei Cappuccini, Via A. Diaz 15
  • Biblioteca del Centro di informazione e documentazione / Arti visive - CID/Arti visive, viale della Repubblica 277
  • Biblioteca del Centro di scienze naturali, via di Galceti 74
  • Biblioteca del Convento di San Niccolò, pazza cardinal Niccolò 6
  • Biblioteca del Convitto nazionale Cicognini, piazza del Collegio 13
  • Biblioteca del Liceo classico Cicognini, via Baldanzi 16
  • Biblioteca del Monastero di San Clemente, via San Vincenzo 24
  • Biblioteca del Monastero di San Vincenzo, via San Vincenzo 9
  • Biblioteca del Museo del tessuto
  • Biblioteca del Seminario vescovile, via del Seminario 32
  • Biblioteca del Teatro Metastasio, via Cairoli 59
  • Biblioteca della Scuola comunale di musica Giuseppe Verdi, via Santa Trinita 2
  • Biblioteca della Società corale Guido Monaco, via San Vincenzo 12
  • Biblioteca della Società pratese di storia patria, via del Seminario 28
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato di Firenze - Sezione di Prato, via Ser Lapo Mazzei 41
  • Biblioteca dell'Archivio fotografico toscano, via Ricasoli 7
  • Biblioteca dell'Archivio storico diocesano, via del Seminario 28
  • Biblioteca dell'Associazione pratese Amici dei musei, via Carbonaia 8/A
  • Biblioteca dell'Azienda di promozione turistica, via Luigi Muzzi 38
  • Biblioteca dell'Istituto di studi storici postali, via Ser Lapo Mazzei 37
  • Biblioteca dell'Istituto geofisico toscano - Centro di documentazione protezione civile, via Marengo 49/a
  • Biblioteca dell'Istituto internazionale di storia economica Francesco Datini, via Luigi Muzzi 38
  • Biblioteca dell'Istituto tecnico commerciale Paolo Dagomari, via di Reggiana 86
  • Biblioteca di Scienze Geo-Ambientali e Planetarie - Fondazione Prato Ricerche, via Galcianese 20/H
  • Biblioteca Polo universitario di Prato dell'Università degli studi di Firenze, piazza Ciardi 25

Archivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio di Stato, via Ser Lapo Mazzei, 41
  • Archivio di Casa Datini, via Ser Lapo Mazzei, 43
  • Archivio Storico del Comune di Prato, via Pomeria 26
  • Archivio Storico Diocesano, Via del Seminario, 28

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Interno del Teatro Metastasio
La cupola apribile progettata da Nervi nel Politeama Pratese

Prato vanta una tradizione teatrale che inizia nel Seicento con lo scomparso Teatro dei Semplici, abitato all'interno di quello che adesso è il Palazzo Comunale. Nel 1820, alcuni esponenti della borghesia cittadina promossero la costruzione di un nuovo teatro. Dopo svariate difficoltà, legate prevalentemente al luogo di realizzazione, nel 1826 fu ottenuta la concessione granducale per uno spazio teatrale nell'attuale posizione del Teatro Metastasio, in base ad un nuovo progetto di Luigi Cambray Digny.

I teatri attualmente attivi a Prato sono:

  • Teatro Metastasio, stabile della Toscana, oggi diretto da Paolo Magelli, viene inaugurato nel 1830. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il teatro rimase chiuso per ristrutturazione. La rinascita si deve al sindaco Roberto Giovannini che riportò il teatro allo splendore di un tempo. Il 22 ottobre del 1964 il Metastasio fu inaugurato con Il Trovatore di Verdi. Da quel momento il teatro è diventato un punto di riferimento originale e determinante nel panorama italiano e internazionale.
  • Politeama Pratese, nasce nel 1914, quando Bruno Banchini, noto atleta pratese di giuoco del pallone, incaricò l’ingegnere Emilio Andrè progettare un grandioso “Politeama, un teatro che fosse più bello e più grande di quanti ne esistevano”[25]. Passarono 11 anni perché il suo sogno si realizzasse: nel 1924 venne dato a Pierluigi Nervi l’incarico per la copertura del teatro tuttora visibile
  • Fabbricone, ubicato in una storica struttura industriale pratese, viene utilizzato per la prima volta come spazio teatrale nel 1974 per accogliere l’Orestea diretta da Luca Ronconi. Oggi offre una programmazione improntata al teatro contemporaneo.
  • Cantieri culturali ex Macelli-Officina Giovani, spazio ricavato dalla ristrutturazione dei Macelli Comunali, è uno spazio polivalente dedicato alla promozione e alla produzione artistica giovanile.
  • Teatro La Baracca


Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Due i quotidiani cartacei distribuiti in città e presenti con redazioni locali: La Nazione e Il Tirreno. Si tratta delle redazioni locali dei due più importanti quotidiani toscani con sedi centrali rispettivamente a Firenze per La Nazione e a Livorno per Il Tirreno. Entrambi hanno anche la propria edizione web.
  • Diversi i quotidiani online, come Notizie di Prato, fondato nel febbraio 2009, che rappresentano un'altra importante voce informativa della città con sempre maggior presa sulle fasce più giovani e più dinamiche della città.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Blu: con sede di trasmissione in Viale della Repubblica, prima radio toscana per ascoltatori con oltre 300.000 ascoltatori. Dal 1979 al 2015[26] ha trasmesso il Pentasport, storico programma sportivo incentrato sulla Fiorentina.
  • Radio Insieme: storica radio di Prato che nel 2011 festeggia i 30 anni di attività. Le sedi delle trasmissioni sono in via Roma e a Vernio.
  • Radiogas: fondata dallo scrittore Sandro Veronesi, la radio web Radiogas, è presente su internet dal gennaio 2007.
  • Radio Sportiva: radio tematica, a copertura nazionale, con sede di trasmissione in Viale della Repubblica a Prato[27].
  • Radio-Off: web radio di Officina Giovani, nata nel 2010 in collaborazione con Controradio
  • Radio SPIN: web radio universitaria, nata nel 2010. Trasmette principalmente lezioni universitarie, congressi e consigli comunali. Nel 2013 ha organizzato il Festival delle radio Universitarie.[28]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Collezioni musicali a Prato.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film

Film ambientati a Prato (anche parzialmente, ordine cronologico):

Sceneggiatori Pratesi

Attori Pratesi contemporanei

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina tipica pratese, come in generale quella di tutta la Toscana, utilizza di prodotti e ingredienti "poveri", provenienti soprattutto dal territorio.

Il pane, detto bozza pratese, è sicuramente l'elemento base della cucina. A Prato, come a Firenze si è soliti usare il pane per preparare crostini con i fegatini, la panzanella e la pappa al pomodoro.

Piatti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Prato e la Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

  • Che fra Prato e Firenze non corresse buon sangue, lo documenta anche Dante nella Divina Commedia, nella sua invettiva contro Firenze (Godi, Fiorenza..), dove ne profetizza l'imminente declino:

«Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai di qua da picciol tempo
di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.
»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno - Canto XXVI)

Successivamente Dante Alighieri ne parla nel XXXII canto dell'Inferno:

«"Se vuoi saper chi son cotesti due,
la valle onde Bisenzo si dichina
del padre loro Alberto e di lor fue."»

in cui narra della morte dei due figli del conte Alberti, antico possidente della terra di Prato.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

I fuochi d'artificio su piazza del Duomo durante il Corteggio Storico

Corteggio Storico[modifica | modifica wikitesto]

L'8 settembre di ogni anno, per rendere omaggio alla Sacra Cintola, nel giorno della natività della Madonna, si svolge il Corteggio Storico. La sfilata in costume si svolge lungo le vie del centro, a cui partecipano gli armati di Città, il Corpo dei Valletti Comunali e altre centinaia di figuranti provenienti da varie città d'Italia. La processione termina in Piazza del Duomo, dove si ha l'evento più solenne della giornata: l'ostensione del Sacro Cingolo.

Il programma della festa è arricchito da varie esibizioni che si tengono per tutta la giornata in vari punti del centro storico, come, ad esempio l'esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l'arco, il mercato medievale con rievocazioni degli antichi mestieri e tradizioni, gli spettacoli musicali, i fuochi d'artificio.

Palla Grossa[modifica | modifica wikitesto]

Il Gioco della Palla Grossa è tornato ad essere disputato a Prato in Piazza Mercatale nel settembre 2012, dopo quasi trent'anni di assenza. Quattro i Rioni che si sfidano: i Rossi (Santa Trinita), i Gialli (Santo Stefano), gli Azzurri (Santa Maria) e i Verdi (San Marco).

Contemporanea festival[modifica | modifica wikitesto]

Contemporanea festival è un festival internazionale di teatro che si svolge a Prato dal 1999. La manifestazione ha luogo alla fine maggio e presenta importanti artisti della scena teatrale contemporanea nazionale ed internazionale.

PratoEstate[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le estati, in città, nelle principali piazze ed al Castello dell'Imperatore hanno luogo eventi come concerti, spettacoli teatrali, cinema all'aperto. La rassegna ha inizio a giugno e termina a settembre.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Parco di Galceti, sullo sfondo la Calvana
Il fiume Bisenzio

Prato è una città della Toscana settentrionale che si estende per circa 100 km² all'altitudine di 61 metri s.l.m. presso il suo centro storico, al centro della piana di Firenze-Prato-Pistoia. È posta ai piedi del Monte della Retaia (768 metri s.l.m.), ultima cima sud-occidentale della Calvana. L'altitudine minima, di 32 metri s.l.m., si registra in corrispondenza delle Cascine di Tavola, mentre l'altitudine massima di 818 metri s.l.m. è sulla vetta del Monte Cantagrilli, rilievo sud-orientale della Calvana che segna il confine col territorio comunale di Calenzano.

A livello idrografico la città è attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell'Arno, che attraversa longitudinalmente il territorio comunale da Santa Lucia fino a Mezzana, costeggiando le mura di Prato presso Porta Mercatale. Il territorio comunale è attraversato nella parte occidentale anche dal torrente Bardena, che dal Monteferrato scende verso Figline di Prato, Maliseti, Galciana, Casale e Iolo, dove prosegue con la denominazione di Fosso di Iolo, e dal torrente Calice ai confini con la provincia di Pistoia, entrambi affluenti dell'Ombrone Pistoiese: quest'ultimo corso d'acqua segna invece il confine comunale meridionale, dove a livello amministrativo separa Prato dai comuni di Carmignano e di Poggio a Caiano. Altro corso d'acqua da segnalare è Rio Buti, le cui sorgenti sui monti della Calvana danno origine a un breve corso d'acqua, che scende ripido, alimentando lungo il suo corso anche una serie di cascate, per poi gettarsi nel Bisenzio nella parte settentrionale della città.

L'area urbana e gran parte del territorio comunale si estendono nell'area pianeggiante compresa tra il corso del Bisenzio a nord e dell'Ombrone Pistoiese a sud, parte centrale integrante della conca intra appenninica che, da Firenze, si estende in direzione nord-ovest fin oltre la città di Pistoia. La piana è solcata da corsi d'acqua minori e canali che affluiscono verso i due fiumi principali; mentre quelli periferici hanno generalmente un'origine propria, quelli semicentrali, dette gore, costituiscono un sistema di canalizzazione artificiale che, distintamente, riforniva in passato di acqua le varie zone della città e ne raccoglieva le acque reflue per il filtraggio.

Il territorio comunale è classificato in area sismica (zona 2 dal 2003, zona 3S con analoghe caratteristiche dal 2006, zona 3 dal 2014) e parte di esso fu sede dell'epicentro del terremoto della Valle del Bisenzio del 26 giugno 1899, che raggiunse la magnitudo 5,1 della Scala Richter ed il VII grado della Scala Mercalli. Una scossa di intensità simile si verificò anche durante il terremoto del Mugello del 29 giugno 1919, che però ebbe l'epicentro a relativa distanza.[31]

  • Classificazione sismica: zona 3 (sismicità medio-bassa), su Del. Giunta Reg. n. 421 del 26/05/2014 da Ord. PCM n. 3519 del 28/04/2006.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Neve e ghiaccio a Prato
Piazza Duomo innevata nel febbraio 2012
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: stazione meteorologica di Prato e stazione meteorologica di Prato Galceti.

Il clima della città è caratterizzato da inverni piuttosto freddi e moderatamente secchi, con minima assoluta di −13,8 °C il 10 e 11 gennaio 1985, ed estati calde e talvolta afose, con massima assoluta di 41,0 °C il 7 luglio 1952 (la serie storica è stata esaminata a partire dal 1932 con dati mancanti in alcuni anni della seconda guerra mondiale)[32]. Di recente installazione, la stazione meteorologica di Prato San Niccolò, attiva dal 1996 all'interno di un giardino privato a ridosso delle mura e gestita dall'Istituto Geofisico Toscano, detiene invece il record cittadino di massima assoluta con +41,8 °C registrati il 5 agosto 2003.

Le precipitazioni in città sono di circa 950 mm medi annui e si concentrano prevalentemente in autunno e presentano un massimo secondario in primavera; l'estate risulta la stagione mediamente più siccitosa.

Rispetto alla vicina Firenze ed all'area urbana della città di Prato, la stazione meteorologica di Galceti presenta maggiori caratteristiche di ruralità, essendo situata a 110 metri s.l.m. sulle prime propaggini collinari alla periferia nord-occidentale della città. I dati rilevati, a differenza di quelli del capoluogo toscano, non risentono pertanto dell'effetto isola di calore nella stagione estiva, mentre risulta meno incidente l'effetto albedo susseguente ad eventuali nevicate nella stagione invernale, sia per l'ubicazione della stazione stessa che per la ventilazione tendenzialmente maggiore; i valori estremi di quest'ultima stazione sono invece rappresentati dai −12,2 °C registrati dalla stazione meccanica l'11 gennaio 1985 e dai 40,4 °C registrati dalla stazione automatica il 5 agosto 2003 (nella stessa giornata la stazione meccanica raggiunse i 39,7 °C): la serie storica della stazione di Galceti ha avuto inizio però soltanto a partire dal 1971. Le precipitazioni di Galceti fanno registrare un valore più elevato (997,5 mm annui) rispetto al dato cittadino, pur presentando un analogo andamento per gli accumuli mensili e stagionali.

Le nevicate a Galceti risultano superiori per accumulo medio, per durata media del manto nevoso e per numero medio di giorni di neve rispetto a quello che si verifica nel resto della città, dove la zona mediamente meno nevosa risulta essere la periferia sud-orientale di Mezzana. Le configurazioni migliori per avere nevicate con accumuli diffusi su tutta la città sono i sovrascorrimenti umidi dopo un precedente raffreddamento molto intenso (esempi più recente il 3 marzo 2005 e il 17 dicembre 2010, oppure l'ingresso di aria artica dalla valle del Rodano con ciclogenesi sul Mar Ligure in successiva evoluzione verso l'alto Adriatico, purché sia associata a termiche stabilmente al di sotto dei -5 °C a 850 hPa durante la fase perturbata (esempi più recenti il 28 dicembre 2005 e il 18 dicembre 2009). Ottime nevicate negli ultimi decenni si sono verificate anche l'8 gennaio 1985, il 16 marzo 1987 e il 6 e 7 febbraio 1991, grazie all'interazione tra flusso umido nei bassi strati e aria gelida in quota. Talvolta possono verificarsi situazioni al limite, con accumuli nevosi nella parte occidentale e settentrionale della città e contemporanee nevicate senza accumulo o addirittura piogge nella parte sud-orientale della città, come è avvenuto ad esempio il 12 e 13 gennaio 1987, il 9 febbraio 1999 e il 29 gennaio 2004.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[33]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di negozi cinesi in via Antonio Marini.

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2017 la popolazione straniera residente era di 38.199 persone (18.894 maschi e 19.305 femmine)[34]. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base al numero e alla loro percentuale sul totale della popolazione residente nel 2017 erano:

La comunità cinese (proveniente principalmente dalla provincia cinese di Zhejiang) è la comunità straniera principale della città ed una delle più grandi in Europa (la terza dopo Londra e Parigi). I cittadini cinesi registrati all'anagrafe erano già nel 2007 più di 10.000[35].

In alcuni quartieri (in particolar modo quello di san Paolo lungo via Pistoiese), la concentrazione di cittadini madrelingua mandarino è tale che gran parte delle attività commerciali hanno cartelli e insegne bi-lingue (italiano e cinese).

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

«Io son di Prato
voglio esser rispettato,
posa il sasso e mangia il verme.
»

(Antico detto del popolo pratese - Curzio Malaparte)

«Son di Praho
e voglio èsse' rispettaho,
pos'ì ssasso e mang'ì bbào.
»

(idem - nella parlata di Prato[36])

Il dialetto pratese fa parte dei dialetti toscani. La maggiore particolarità fonetica, tra l'altro diffusa in modo parziale, è una gorgia particolarmente rafforzata, si osserva cioè il dileguo di /k/ intervocalico; questo colpisce anche la /t/ dei participi passati che passa rusticamente a /k/ e successivamente dilegua: ad esempio spettacolo e capìto diventano spettà'olo e capì'o. A Prato, come a Firenze, non s'osserva il passaggio di /ns/, /ls/, /rs/ a [nʦ], [lʦ], [rʦ], comune nel resto della Toscana.
La vasta ondata immigratoria cinese ha fatto sì che in alcuni quartieri si parlino cinese o dialetti wu.

Criminalità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'analisi elaborata dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza pone la provincia di Prato al quinto posto totale in Italia per incidenza di reati in base alla popolazione. Tra i primi Milano, Rimini, Bologna e Torino. I dati sono pubblicati dal Sole 24 Ore e si basano sulle denunce raccolte nel corso del 2016. Rispetto all'anno precedente a Prato sono stati denunciati il 5,5 per cento di reati in più, portando il totale a oltre 15mila. Il dato più preoccupante è che tra i capoluoghi di provincia italiani, Prato è quello che ha fatto registrare il maggiore incremento rispetto al 2015. Anzi, tra le prime 20 province è l'unica a non aver migliorato la situazione. A rendere critica la situazione è soprattutto il fenomeno degli scippi che colloca Prato al primo posto in Italia, mentre anche rapine (settimo posto) e furti (nono posto).

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Archeologia industriale a Prato

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

I due assi viari principali del centro storico, incrociandosi in piazza del Comune, dividono il centro in quattro quartieri:

  • Giuntalodi (Nord-Nord-Ovest)
  • Inghirami (Est-Nord-Est)
  • Cicognini (Sud-Sud-Est)
  • Datini (Ovest-Sud-Ovest)

L'asse che taglia il centro da Sud-Sud-Ovest a Nord-Nord-Est è costituito da via Santa Trinita, piazza San Francesco, via Bettino Ricasoli, corso Giuseppe Mazzoni, piazza del Duomo e via Gaetano Magnolfi; l'altro asse, che va da Ovest-Nord-Ovest a Est-Sud-Est, percorre via San Vincenzo, piazza San Domenico, via Cesare Guasti, via fratelli Cairoli e via Giuseppe Mazzini.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è suddiviso in cinque circoscrizioni amministrative: Nord, Est, Sud, Ovest e Centro.[37]:

  • Circoscrizione Nord: Cavagliano, Cerreto, Chiesanuova, Coiano, Figline di Prato, Galcetello, Galceti, Gli Abatoni, I Ciliani, Le Fornaci, Le Lastre, Le Sacca, San Martino, Santa Lucia, Villa Fiorita
  • Circoscrizione Sud: Cafaggio, Casale, Castelnuovo, Campostino, Fontanelle, Grignano, Il Ferro, Iolo, Le Badie, Le Caserane, Le Colombaie, Le Fonti, Paperino, Ponte alle Vanne, Ponte a Tigliano, Popolino, Purgatorio, San Giorgio a Colonica, San Giusto, Sant'Andrea, Santa Maria a Colonica, Tavola, Tobbiana
  • Circoscrizione Est: Canneto, Carteano, Cavagliano, Filettole, Gonfienti, I Lecci, Il Cantiere, Il Palco, La Castellina, La Macine, La Pietà, La Querce, Mezzana, Pizzidimonte, Ponzano, Sacra Famiglia, San Leonardo, Santa Cristina a Pimonte, Santa Gonda, Tontoli
  • Circoscrizione Ovest: Borgonuovo, Capezzana, Galciana, Il Calice, Il Guado, La Dogaia, Le Pantanelle, Maliseti, Mazzone, Narnali, San Paolo, Sant'Ippolito, Vergaio, Viaccia
  • Circoscrizione Centro: Gello, Il Pino, Il Soccorso, Reggiana

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fabbrica con balle di stracci per la lavorazione della lana rigenerata

L'economia di Prato è storicamente basata sull'industria tessile, anche se con il crescere degli abitanti essa si è diversificata, destinandosi prevalentemente nei servizi, tra i quali spiccano quelli bancari, assicurativi e delle libere professioni.

Per quanto riguarda l'artigianato, sono ancora attive e diffuse le lavorazioni del marmo e dell'onice finalizzate alla produzione di oggetti per l'arredamento.[38]

Nonostante i diversi monumenti presenti nel centro storico, Prato non vanta una fiorente tradizione turistica, anche se negli ultimi anni è aumentato il numero di visitatori, anche stranieri.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrada A11 Italia.svg Firenze-mare:Prato è servita dall'autostrada A11 attraverso due caselli: Prato est e Prato ovest.

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]

La città è collegata a Bologna attraverso la Strada statale 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio che la collega anche con i comuni della Val di Bisenzio (Vaiano, Vernio e Cantagallo, nella provincia di Prato) e della Val di Setta (ricompresa nella provincia di Bologna).

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città di Prato è attraversata da due linee ferroviarie: la Viareggio-Firenze e la Bologna-Firenze. La prima è una linea regionale che la collega con Firenze e la Toscana occidentale, mentre la seconda è parte della dorsale Milano-Napoli ed è una delle più importanti linee ferroviarie italiane. Prato è quindi servita da alcuni treni a lunga percorrenza.

Le stazioni ferroviarie della città sono tre:

Ponti Antichi sul Bisenzio[modifica | modifica wikitesto]

Ponte del Mercatale
  • Ponte Mercatale

Documentato dal 1291, ampliato e modificato nei secoli successivi, fino al suo allargamento negli anni '20, è il ponte di accesso all'omonina piazza. Il ponte fu fatto saltare dai tedeschi in ritirata dopo i pesanti bombardamenti alleati del '44 e poi fu ricostruito cercando di recuperare l'originaria struttura medievale.

  • Ponte Ciuffaldino (o Ciuffardino) (distrutto)

Antico ponte medievale a cui si accedeva da via di San Giorgio e da via di Santa Margherita, detta in antico contrata Bisenzonis. Fino agli anni '80 era visibile nel greto del fiume la pigna centrale[39].

  • Ponte Ponzaglio (distrutto)

Situato a nord dell'attuale ponte della Passerella, di questo ponte medievale resta solo un tronco di pilone, con tanto di lati acuminati che servivano al taglio delle acque del Bisenzio, che lambiva le attuali mura del Serraglio, oggi visibile al piano basso del parcheggio coperto[40].

  • Ponte Petrino

L'attuale ponte sorge sul sito storico dell'antico ponte romano, la cui presenza è ricordata dall’antroponimo che lo associa al geniere e generale delle legioni romane, Marco Petreio, detto Petrino (110 a.C. - aprile 46 a.C.). Il nuovo ponte, inaugurato nel 1966, è costruito in cemento armato ed attraversa il fiume Bisenzio con tre “campate” di circa 18 metri ciascuna, è lungo 52 metri ha un piano viabile largo oltre venti metri.

Ponti Moderni sul Bisenzio[modifica | modifica wikitesto]

Ponte della Passerella
Ponte alla Vittoria
  • Ponte pedonale della Passerella

Inaugurato nel 1935 è stato progettato dall'ingegnere triestino Giulio Krall (1901-1971), vincitore nella gara di appalto indetta dal Comune di Prato. L'opera presenta delle analogie con quello presentato da Nervi dipende evidentemente da un’analoga analisi delle tecnologie disponibili, del contesto e dei limiti di costo e non certo da una pedissequa imitazione. E' costituito da una struttura ad arco a tre cerniere, determinata dalle indicazioni richieste dalla municipalità: un’unica luce di 60 metri con l’intradosso alla medesima quota del ponte ferroviario. Per poter utilizzare una forma ad arco era quindi necessario eliminare le spinte laterali che non era possibile far assorbire alle spalle del ponte, visto che il piano d’imposta era sopraelevato di 10 metri dal terreno di fondazione. Krall nella memoria ci informa anche che la prova di carico del collaudo fu fatta con 650 kg/m2 di peso vivo, che la freccia di abbassamento al centro dell’arco con tale carico era stata di 6 mm e che il costo totale dell’opera fu di 200.000 lire.

  • Ponte XX Settembre

Realizzato in seguito a un concorso di progettazione del 1963 su disegno di Giuseppe Gori e Sergio Egoroff, due progettisti con una vasta esperienza nella progettazione dei ponti. Il ponte è costituito da travi appoggiante in cemento a sezione variabile. La forma generale dell’impalcato presenta una leggera curva catenaria che evidenzia e rende leggibile lo schema strutturale delle travi parallele.

Costruito negli anni '80, collega Viale Galilei a Via Lambruschini, non ha particolari pregi architettonici.

  • Ponte alla Vittoria

Unisce viale Vittorio Veneto nel tratto compreso tra piazzale Europa e piazza della Stazione centrale.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Autobus Urbani a Prato

I trasporti urbani pratesi sono costituiti da una serie di linee di autobus gestite dalla CAP (sito) che serve anche la provincia. Le linee attive sono in totale 11, che comprendono quelle LAM che collegano con frequenze che vanno dai sette ai quindici minuti il centro della città, le zone limitrofe e la periferia.

Tranvie (soppressa)[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Prato ed Elezioni comunali a Prato.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Prato è gemellata con:

Società partecipate dal Comune[modifica | modifica wikitesto]

  • ALIA – Servizi Ambientali spa (16,0472%)
  • Consiag spa (36,60%)
  • Consiag Servizi Comuni srl (5,99%)
  • CREAF - Centro Ricerche ed Alta Formazione srl (10,76%)
  • Edilizia Pubblica Pratese spa (67,51%)
  • Fidi Toscana spa (0,0835%)
  • Firenze Fiera spa (7,3152%)
  • GIDA spa - Gestione Impianti Depurazione Acque (46,92%)
  • Interporto della Toscana Centrale spa (44,62%)
  • PIN scarl - Servizi Didattici e Scientifici per l'Università di Firenze (19,8310%)
  • Politeama Pratese spa (35%)
  • Pratofarma spa - Farmacie Pratesi (20%)
  • Publiacqua spa (0,06%)
  • So.Ri. spa - Società Risorse (89,86%)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città di Prato ha una lunga tradizione sportiva che negli anni recenti ha visto le proprie rappresentanti cittadine vincere titoli italiani (attualmente 12 scudetti: 3 nel tennistavolo maschile, 2 nella pallamano maschile, 2 nel calcio a 5 maschile, 1 nell'hockey su pista maschile, 3 nel tennis femminile, 1 nel tamburello maschile) e raggiungere posizioni di vertice in numerosi sport.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Calcio a 11 femminile

La A.C.F. Prato Wonder ha preso parte a 6 campionati consecutivi di serie A (dal 1985-1986 al 1990-1991, anno nel quale è esclusa a campionato in corso e radiata dalla Federazione) ottenendo come miglior risultato il 3º posto nel campionato 1988-1989.

Calcio a 5

La squadra cittadina è il Prato Calcio a 5 - serie A2 - 2 Scudetti (2001-2002 e 2002-2003); 2 Coppa Italia (2002 e 2004); 2 supercoppe italiane (2002 e 2003).

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

La squadra cittadina è stata il Rugby Club I Cavalieri Prato finalista ai playoff scudetto nelle stagioni 2011-2012 e 2012-2013, nel 2015 ha ceduto il titolo alla compagine fiorentina dei Medicei.

Attualmente la squadra cittadina è il PratoSesto che milita nella Serie A e gioca le partite casalinghe allo stadio Chersoni.

La squadra femminile ha partecipato al campionato di serie A nella stagione 2003-2004.

Hockey Pista[modifica | modifica wikitesto]

La squadra cittadina è la Hockey Primavera Prato - serie A1 - 1 Scudetto (2002-2003); 1 Coppa Italia (2001-2002).

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

Tennistavolo[modifica | modifica wikitesto]

Centroscarpa Prato - 3 Scudetti (1985-1986-1987).

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Volley Prato ha partecipato a 2 campionati di Serie A maschile, raggiungendo nella stagione 1992-1993 i playoff scudetto.

Scacchi[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione degli scacchi a Prato è rappresentata dalla A.S.D Circolo Pratese degli Scacchi, fondata nel 1972 in onore del leggendario match mondiale Fischer-Spassky.

Attualmente (2019) la squadra maggiore "Prato Nightmare" milita in serie A1.

Prato può vantare 3 titoli Italiani conquistati, 2 nelle cagorie giovanili (Maestro Internazionale Simone De Filomeno e 2° Nazionale Sara Gabbani) ed una nella categoria sociale (1°Nazionale Marcello Cecchi) oltre a numerosi titoli regionali.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Sia squadra maschile, sia la squadra femminile (scudetto nei campionati 1982, 2013 e 2015) del T.C. Prato partecipano alla serie A1 del campionato affiliati.

Tamburello[modifica | modifica wikitesto]

Primo scudetto conquistato da una squadra cittadina nel 1954.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Prato è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Ogni anno a settembre si svolge il Gran Premio Industria e Commercio, giunto nel 2010 alla 65ª edizione. L'edizione 2011 è stata annullata per problemi economici. Negli anni sessanta e settanta vi erano 2 squadre a livello professionistico Filotex e Magniflex

Nuoto[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione del nuoto pratese è rappresentata dalla Futura Nuoto, società che vanta fra i suoi atleti di punta Andrea Righi e Lisa Giagnoni, che nel recente passato sono stati ai vertici del panorama italiano europeo. Di recente, si è messo in evidenza Francesco Moroni, campione Italiano giovanile dei 200 e 400 stile libero. La Futura Nuoto è impegnata anche nella didattica con la recente istituzione della Scuola Nuoto Federale.

Nuoto in acque libere[modifica | modifica wikitesto]

Tale attività sportiva viene svolta, con eccellenti risultati, a livello amatoriale master dalla Polisportiva Amatori Prato, società polisportiva nata nel novembre del 1992.

La PAP, così viene familiarmente denominata da tifosi e appassionati, si è imposta a livello nazionale conquistando il titolo italiano a squadre Master FIN per ben cinque volte (2011 - 2012 - 2013 - 2015 - 2017), prima società non "marina" di sempre.

Con il titolo 2017 la PAP diventa la società più titolata di sempre a pari merito con il Nuoto Grosseto.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori

La data ufficiale di nascita della pallanuoto pratese è il febbraio del 1981 allorquando i dirigenti del Prato Nuoto Club, Raffaele Cuorvo e Saverio Vannucchi, organizzarono una prima squadra sperimentale maschile formata da ex-nuotatori pratesi. Il primo campionato ufficiale (serie D) fu quello del 1982, anno nel quale la squadra si classificò sorprendemente seconda. Nel 1986 il Prato Nuoto Club conquistò la promozione in serie C vincendo la final-six svoltasi a Prato. Con la fusione tra Prato Nuoto Club, neopromossa in serie C, e Associazione Nuoto Prato, che nel frattempo aveva sviluppato un fiorente settore giovanile, nasce la Futura Nuoto Prato, finisce l'era pionieristica e comincia la storia moderna della pallanuoto pratese.

La storia recente

Nel 1999 Prato ospitò i campionati europei femminili di pallanuoto, vinti dalla Nazionale italiana. La pallanuoto pratese è rappresentata da diverse società.

La realtà più importante della pallanuoto pratese è stata quella femminile, rappresentata dalla Prato Waterpolo. La Prato Waterpolo nella stagione 2010-2011, quando si chiamava I Cavalieri Nuoto, ha debuttato nel campionato di serie A2, arrivando ai playoff promozione, dove fu sconfitta in semifinale. Nella stagione 2011-2012 la squadra fu sconfitta di nuovo ai playoff, in finale. per poi raggiungere la storica promozione in serie A1 nel 2013, battendo nella finale la SIS Roma. La squadra militava stabilmente nella massima serie e poteva contare su alcune giocatrici di grande valore cresciute nel vivaio fra le quali spiccava Chiara Tabani, che ha vinto la medaglia di bronzo ai mondiali di Kazan 2015, oltre a Giuditta Galardi, che con la compagna di squadra ha vinto diversi trofei con le Nazionali giovanili. La Prato Waterpolo poteva contare anche sulla presenza di Giulia Bartolini, atleta classe 1990, proveniente dalla Firenze Pallanuoto. Bartolini ha giocato nella squadra cittadina dell'Associazione Nuoto Prato fino al termine della stagione 2003-2004, ottenendo proprio in quell'annata la promozione dal campionato di Serie C a quello di Serie B; in seguito, nella stagione 2007-2008 ha vinto Scudetto e Coppa dei Campioni con l'Catania. A livello giovanile la squadra de I Cavalieri Nuoto, che prima si chiamava Associazione Nuoto Prato, è stata una delle realtà più importanti a livello nazionale. Ha vinto tre scudetti in tre anni, oltre a vari podi e premi individuali ed ha espresso interessanti individualità. La squadra pratese, dalla stagione 2010-2011 entrò nell'orbita de I Cavalieri Rugby Club partecipando al campionato con il nome di Cavalieri Nuoto Prato, per poi cambiare nome definitivamente in Prato Waterpolo. Purtroppo, controverse vicissitudini societarie hanno portato alla scomparsa della società. Ad oggi (Marzo 2018) la pallanuoto femminile non è più presente nella città di Prato Nella Futura Nuoto è cresciuto il talento Lorenzo Bruni, centroboa del '94 che ora gioca in serie A1 nel Camogli. Bruni è diventato Campione d'Europa e Campione del Mondo con la Nazionale giovanile di categoria e promette di diventare uno dei punti diriferimento del prossimo settebello. A partire dalla stagione 2008-2009 è nata un'altra realtà a livello cittadino, che ha sostituito la Futura Nuoto: l'Azzurra Nuoto Prato, che nella stagione 2010-2011 ha debuttato nel campionato di Serie D, ottenendo subito la promozione in Serie C, categoria nella quale ha ottenuto la salvezza nella stagione successiva. Altra società in città, in questo caso a livello solo amatoriale, è la Polisportiva Amatori Prato che partecipa al campionato Uisp. È pratese anche uno giocatori più vincenti di sempre: il portiere della nazionale italiana Stefano Tempesti è nato a Prato il 9 giugno 1979 ed ha mosso i primi passi nella Futura. Tempesti con la Nazionale italiana ha vinto il titolo mondiale a Shanghai nel 2011, oltre alla medaglia d'argento ai Mondiali di Barcellona 2003 e la medaglia d'argento agli Europei 2010 che si sono disputati a Belgrado. Con la sua squadra di club, la Pro Recco, nella quale gioca dalla stagione 2003-2004, Tempesti ha vinto 7 scudetti e quattro coppe dei campioni.

Kung Fu[modifica | modifica wikitesto]

Gli atleti della scuola di Kung fu tradizionale cinese (Claudio Manenti, Simone Iannelli, Giacomo Lucarini, Alessio Marradi) hanno conquistato un secondo e un quinto posto ai campionati mondiali di Taiwan nel 2004 e un secondo posto come Team Nazionale con maggior punteggio. Kung fu Prato

Ginnastica Artistica e Ginnastica Ritmica[modifica | modifica wikitesto]

Risultati particolarmente interessanti sono stati raccolti dalla città di Prato in questi due sport. Da ricordare senz'altro la SG Etruria, società di ginnastica GAM, GAF e ritmica, nella quale sono cresciuti il campione olimpico Jury Chechi e la campionessa mondiale nella ginnastica ritmica a squadre Marta Pagnini, entrambi atleti olimpionici.[42] Altri risultati importanti sono stati ottenuti dalla società Arcobaleno, attualmente impegnata in corsi di GAF e ginnastica ritmica.[43]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 435.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Comuni toscani per popolazione
  5. ^ Dal 1992 al 2009 il primato è andato a Monza, dal 2009 ad oggi a Giugliano in Campania.
  6. ^ Aa.Vv., Toscana (esclusa Firenze), Guida d'Italia del Touring Club italiano, Guide rosse, vol. 11, p. 283, Torino 1997
  7. ^ Claudio Pofferi, Dai principi alla città etrusca sul Bisenzio: l'orientalizzazione e l'arcaico etrusco nella piana fiorentina-pratese-pistoiese, Volume 16 di Quaderni di Microstoria, Editore Nuova Toscana, Firenze 2007
  8. ^ Aa.Vv, Prato e provincia: i tesori artistici della città, le ville medicee, i castelli, Touring Club italiano, Torino 2004, p. 23
  9. ^ La notizia del ritrovamento è stata pubblicata anche sul quotidiano londinese The Times e sul "Sunday".
  10. ^ La grande città etrusca «dimenticata», Corriere della Sera, 6 marzo 2007
  11. ^ G.Centauro, Ipotesi su Camars in Val di Marina. Dalla città etrusca sul Bisenzio all'identificazione di Clusio. (appunti, studi preliminari e osservazioni sulle scoperte dal 2002 al 2004) , coll. "Quaderni di Microstoria", XII, Nuova Toscana Editrice, Campi Bisenzio, 2004.
  12. ^ Attualmente, la mancanza di fondi ha arrestato il proseguimento e la messa in sicurezza degli stessi scavi, e l'ampliamento dell'Interporto toscano minaccia la prosecuzione dei lavori e l'esistenza stessa dei reperti.
  13. ^ (EN) Adri Barr Crocetti, Philip Mazzei and the Declaration of Independence, in Adri Barr Crocetti, 4 luglio 2012. URL consultato l'8 settembre 2018.
  14. ^ Giampaolo Pansa, I vinti non dimenticano, Rizzoli, 2010, pag. 109
  15. ^ Decreto del presidente della Repubblica 8 luglio 1949, n. 538, in materia di "Distacco delle frazioni di Vaiano e Sofignano dal comune di Prato (Firenze) e loro costituzione in comune autonomo con denominazione Vaiano."
  16. ^ Documenti - La resistenza a Prato. Medaglia d'argento
  17. ^ (EN) votive figure, su British Museum. URL consultato il 4 settembre 2018.
  18. ^ https://www.metmuseum.org/it/art/collection/search/458998, su www.metmuseum.org. URL consultato il 4 settembre 2018.
  19. ^ Frick Collection, su collections.frick.org.
  20. ^ (EN) The National Gallery, London, Master of the Castello Nativity | The Nativity | NG3648 | National Gallery, London, su www.nationalgallery.org.uk. URL consultato il 4 settembre 2018.
  21. ^ Philadelphia Museum of Art, Philadelphia Museum of Art - Collections Object : Saints Giusto and Clemente Praying for Deliverance from the Vandals, su www.philamuseum.org. URL consultato il 4 settembre 2018.
  22. ^ Museo Studio del Tessuto, su www.fondazioneratti.org. URL consultato l'11 luglio 2017.
  23. ^ www.newhaven.edu/IEL/study-abroad/tuscany
  24. ^ https://monash.it//
  25. ^ Olga Mugnaini, Manuela Critelli, Politeama Pratese. Vita, sorte e miracoli di un teatro.
  26. ^ Guetta lascia Radio Blu dopo 35 anni: il Pentasport trasloca a Radio Bruno - La Nazione, su http://www.lanazione.it. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  27. ^ Sito ufficiale, in Radio Sportiva. URL consultato il 26 luglio 2012.
  28. ^ Sito ufficiale di Radio SPIN, Fabbrica Creativa Universitaria Prato APS. URL consultato il 17 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  29. ^ a b c d e f g h i j k Notizie nostre Archiviato il 10 maggio 2006 in Internet Archive. - Prato palcoscenico ideale per il cinema italiano.
  30. ^ Toscana TV
  31. ^ http://emidius.mi.ingv.it/DBMI04/consultazione/terremoto.php?visualizzazione=svg Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.
  32. ^ http://www.annali.apat.gov.it/site/it-IT/default.html?cmbCompartimenti=Pisa&cmbAnni=&cmbSezioni=[collegamento interrotto] Annali idrologici del Compartimento di Pisa: Prato in Toscana, temperature massime e minime assolute dal 1916 al 1996
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ statistica.comune.prato.it, http://statistica.comune.prato.it.
  35. ^ Gli stranieri residenti a Prato al 31/12/2007, su comune.prato.it. URL consultato il 24-03-2008.
  36. ^ Nella pronuncia pratese della parola Prato la gorgia non è mai accentuata ma, in questo detto, per ragioni di metrica e di musicalità, viene troncata per ottenere un endecasillabo. In epoca passata esisteva una variante nonsense del finale: pos'i' sasso, sai
  37. ^ Le circoscrizioni amministrative del comune di Prato
  38. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 7.
  39. ^ Lidia Katia C. Manzo, «Via via, vieni via di qui!» il processo di gentrificazione di via Paolo Sarpi, la Chinatown di Milano (1980-2015), in ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI, nº 117, 2016-10, pp. 27–50, DOI:10.3280/asur2016-117002. URL consultato il 18 agosto 2018.
  40. ^ Topografia di Prato nel Medioevo, in Archivio Storico Pratese, anno XIII, fasc.II..
  41. ^ Gemellaggio, su m.iltirreno.gelocal.it.
  42. ^ SG ETRURIA
  43. ^ Associazione Arcobaleno Ginnastica di Prato - Home Page

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Assirelli Alessandro, La Storia di Prato, Editoriale Il Tirreno, Livorno, 1995 (premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
  • Assirelli Alessandro, Prato nei secoli, Edizioni del Palazzo, Prato, 1985 (premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
  • Fernand Braudel (diretta da), Prato, storia di una città, 4 volumi, Le Monnier, 1981-1987
  • Franco Cardini, Storia illustrata di Prato dalle origini a Chinatown, Pacini editore, 2004, ISBN 88-7781-536-1
  • Claudio Cerretelli, Prato e la sua provincia, 1995
  • Giuseppe Marchini, Prato guida artistica, APT Prato, 1978
  • AA. VV. Storia di Prato, 3 volumi, 1980, Prato
  • Federico Lucarini, Governare il Municipio. Poteri locali e dinamiche istituzionali a Prato da Depretis a Giolitti (1880-1901), Quodlibet 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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