PosteMobile

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PosteMobile è un servizio di telefonia mobile e fissa fornito da Postepay S.p.A.[1]

I servizi erogati sono disponibili per la clientela privata e affari avvalendosi della rete commerciale di circa 14.000 uffici postali e Kipoint. L'operatore fu lanciato il 26 novembre 2007 su rete Vodafone come operatore virtuale mobile di tipo ESP, per poi diventare, dal 16 luglio 2014, un Full MVNO, su rete Wind[2]. Dal 2018 propone anche servizi di telefonia fissa e internet.

Il Ministero dello sviluppo economico ha assegnato all'operatore PosteMobile cinque decadi del prefisso 371 (371-1, 371-3, 371-4, 371-5, 371-6)[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primo logo usato fino al 30 settembre 2018
  • Il 5 aprile 2007 viene ufficializzato l'accordo tra Poste italiane e Vodafone Italia che prevede la nascita di PosteMobile[4].
  • Il 15 novembre 2007 incomincia la vendita delle SIM ai soli dipendenti postali[5].
  • Il 26 novembre 2007 viene lanciata l'offerta pubblica[6].
  • Dopo circa 10 giorni dal lancio i clienti PosteMobile sono circa 40.000[7] e a fine 2007 raggiungono la quota di circa 140.000[8].
  • L'11 aprile 2008 PosteMobile lancia i propri servizi di mobile banking denominati "Semplifica" grazie al supporto tecnico di Gemalto[9], rinominato poi SIMply Bancoposta.
  • Il 7 luglio 2009 PosteMobile comunica di aver raggiunto un milione di clienti[10].
  • Il 1º aprile 2011 Poste italiane conferisce a PosteMobile il ramo di Azienda "Rete TLC Fissa" che gestisce l'intera rete geografica degli uffici postali e delle sedi operative e amministrative di Poste italiane.
  • Ad aprile 2017 PosteMobile entra nel mondo dei servizi di telefonia fissa con il lancio dell'offerta PosteMobile Casa[11].
  • Il 25 gennaio 2018 il consiglio di amministrazione di Poste italiane delibera il conferimento in natura in favore di PosteMobile SpA del ramo d’azienda della monetica e dei servizi di pagamento afferente al Patrimonio Bancoposta e la costituzione, da parte di PosteMobile, di un patrimonio destinato tramite il quale operare come Istituto di Moneta Elettronica (IMEL)[12], continuando a svolgere le consuete attività di operatore di telefonia.
  • Il 1º ottobre 2018, a conclusione dell’iter autorizzativo che ha trasformato PosteMobile SpA in Istituto di Moneta Elettronica (IMEL), nasce ufficialmente PostePay SpA[13] – interamente controllata da Poste italiane – che riunisce attività e competenze del Gruppo nel settore dei pagamenti e delle telecomunicazioni. Inoltre rinnova il proprio logo e cessa il servizio SIMply Bancoposta[14].

Clienti[modifica | modifica wikitesto]

  • Al 30 settembre 2020 risultano attive 4.593 milioni di linee[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Informativa ai clienti ai sensi degli ai sensi degli artt. 13 e 14 del regolamento 2016/679/UE (PDF), su postemobile.it. URL consultato il 25 luglio 2020.
  2. ^ In vendita le nuove SIM su rete Wind, su postemobile.it, 16 luglio 2014.
  3. ^ Risorse di numerazione, su sviluppoeconomico.gov.it, 5 febbraio 2021. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  4. ^ Comunicato stampa accordo Postemobile - Vodafone Archiviato il 26 agosto 2014 in Internet Archive.
  5. ^ Poste Mobile: dal 15 novembre prime sim in vendita ai dipendenti Poste italiane
  6. ^ Nasce PosteMobile, su ilsole24ore.com.
  7. ^ Poste Mobile: 40.000 nuovi clienti in pochi giorni
  8. ^ PosteMobile raggiunge le 140.000 attivazioni
  9. ^ Il telefonino si trasforma in portafoglio (PDF) [collegamento interrotto], su postemobile.it.
  10. ^ Poste: PosteMobile taglia traguardo 1 milione di sim vendute
  11. ^ PosteMobile lancia PosteMobile Casa, su www.postemobile.it. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  12. ^ Poste Italiane: Avvio iter di costituzione di un istituto di moneta elettronica nell'ambito del Gruppo (PDF), su posteitaliane.it.
  13. ^ Nasce "Postepay Spa" leader italiana nei pagamenti digitali (PDF), su posteitaliane.it.
  14. ^ Nuovo Iban per la Postepay Evolution: tutto quello che devi sapere, Adiconsum, 4 ottobre 2018. URL consultato il 25 luglio 2020.
  15. ^ Bilancio Terzo Trimestre 2020 (PDF), su posteitaliane.it. URL consultato il 1º luglio 2020.

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