Portobello (programma televisivo)

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Portobello
Portobello.PNG
PaeseItalia
Anno1977 - 1983, 1987
Generevarietà
Edizioni6
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreEnzo Tortora (1977-1987)
Casa di produzioneRAI
Rete televisivaRete 2

« È un mercato pazzerello
dove trovi questo e quello
e c'è pure un pappagallo con il becco giallo
Un tantino picchiatello
non sa dire Portobello
ma cantare vuole il ritornello... »

(Brano della sigla di apertura)

Portobello è un programma televisivo in onda in diretta sulla Rete 2 (l'odierna Rai 2) dal 1977 al 1983 e poi di nuovo per un breve periodo nel 1987 con la conduzione di Enzo Tortora.

Ideato dallo stesso conduttore e dal funzionario RAI Mario Carpitella[1], è ricordato come uno dei programmi televisivi più popolari trasmessi dalla televisione italiana. Le prime edizioni sono andate in onda dagli studi della Fiera di Milano, alternandosi con il quiz televisivo Scommettiamo?. Avrebbe dovuto essere il primo programma a colori della Rete 2, però lo studio venne attrezzato solo successivamente per le trasmissioni a colori e pertanto le prime puntate furono trasmesse in bianco e nero e in seconda serata, iniziando a essere trasmesso a colori dal 6 gennaio del 1978. Il nome del programma si ispira a quello di una strada di Londra, Portobello Road, famosa per il suo mercatino dell'antiquariato.

Il format ha ispirato molti celebri programmi dei decenni successivi.[2]

« Big Ben ha detto stop! »

(La frase con cui Tortora chiudeva le contrattazioni dei partecipanti)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Enzo Tortora tornò a lavorare in Rai, dopo un allontanamento durato otto anni dalla televisione italiana scaturito da una intervista rilasciata al settimanale Oggi in cui criticava pesantemente l'ente di Stato e il monopolio televisivo.[3] Con la sorella Anna e il pubblicitario Angelo Citterio, creò un format innovativo per l'epoca basato sull'idea di un mercatino dove i partecipanti potevano vendere le loro invenzioni o cercare oggetti facendosi contattare dal pubblico da casa attraverso telefonate in diretta che venivano ricevute e filtrate dal Centralone, un gruppo di telefoniste guidate da Renée Longarini, ribattezzata Sua Soavità da Enzo Tortora, per via dei suoi modi gentili e leggiadri. Alcune di queste telefoniste divennero note personalità del mondo dello spettacolo e del giornalismo come ad esempio Paola Ferrari, Eleonora Brigliadori, Gabriella Carlucci, Carmen Russo, Susanna Messaggio, Marina Dalcerri, Alessandra Appiano, Antiniska Nemour e Federica Panicucci.

Un momento molto atteso era quello in cui una persona, pescata a caso tra il pubblico in studio, tentava di accaparrarsi una somma in denaro, cercando di far pronunciare al pappagallo Portobello, simbolo del programma, il suo nome in trenta secondi; la prima persona a riuscire nell'impresa fu, nel 1982 (dopo ben cinque anni di tentativi andati a vuoto), l'attrice Paola Borboni e con il montepremi fu pagato un intervento chirurgico di ricostruzione facciale a un bimbo rimasto ustionato al volto.[4] Il gioco del pappagallo era una delle componenti più celebri e amate del programma, divenendo in breve tempo un tormentone nonché un fenomeno di costume, oggetto di svariate imitazioni e parodie anche negli anni a seguire. Altre rubriche del programma erano Fiori d'arancio, in cui intervenivano persone alla ricerca di un'anima gemella, e Dove sei? nella quale delle persone ricercavano amici, parenti o conoscenti che avevano perso di vista da molto tempo.

Il programma venne interrotto prima dell'inizio della sesta edizione a causa dell'arresto di Enzo Tortora, accusato di collusione con la camorra. In quel periodo comparve in un quotidiano una vignetta di Guido Clericetti dove si spiegava il silenzio omertoso del pappagallo, che suscitò molte polemiche.

Il 15 settembre 1986, Enzo Tortora, dopo essere stato condannato in primo grado, fu assolto con formula piena dalla Corte d'appello di Napoli, che riconobbe il presentatore come del tutto estraneo ai fatti a lui contestati, sentenza resa poi definitiva dalla Corte di Cassazione il 13 giugno del 1987, riconoscimento arrivato dopo una lunga ed estenuante battaglia giudiziaria, che ne minò irrimediabilmente lo stato di salute.

Il programma riprese il 20 febbraio 1987 dopo quattro anni; nella prima puntata Enzo Tortora, visibilmente commosso, prima di iniziare fece un breve discorso su tutta la vicenda del suo processo esordendo con la frase, rimasta celebre, «Dunque, dove eravamo rimasti?».[5] La trasmissione non ebbe però il successo delle edizioni precedenti, e terminato il ciclo di puntate previste, non venne più riproposta in seguito.

Remake del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Il format verrà ripreso nel 2018 da Rai 1 con la conduzione di Antonella Clerici.[6]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 venne poi pubblicata una storia a fumetti sul settimanale Topolino, Zio Paperone e le lotte magnetiche, dove Portobello venne ribattezzato in Porta Portese, il mercatino del giovedì; nello stesso settimanale in quel periodo fu creata una piccola rubrica dal titolo Fermo posta Portobello curata dallo stesso Tortora, durata per alcuni anni. Furono anche commercializzati dalla Clementoni, il gioco di società in scatola Portobello, e prodotto dalla TG (Tecnogiocattoli) Sebino, il pupazzo parlante Portobello, alimentato a batterie, che ripeteva «non parlo, non parlo, non parlo» e «piuttosto che parlare, mi faccio imbalsamare».

Alcuni celebri programmi dei decenni successivi come I cervelloni, Chi l'ha visto?, Carràmba che sorpresa, Agenzia matrimoniale, Stranamore, Uomini e donne e C'è posta per te sono ispirati alle varie rubriche proposte all'interno di Portobello.[2]

Nel programma di Giovanni Minoli, La storia siamo noi su Rai 2 nel 2007, una puntata è stata dedicata al programma in occasione del trentennale dalla messa in onda della prima puntata: il titolo della puntata era C'era una volta Portobello.

Sigle[modifica | modifica wikitesto]

Sigla di testa[modifica | modifica wikitesto]

La sigla di apertura[7] della trasmissione, scritta e suonata da Lino Patruno, veniva accompagnata da un cartone animato con protagonista il pappagallo Portobello vestito in abito da sera ed era cantata dal coro dei Piccoli Cantori di Milano diretti da Ninny Comolli. Nel testo si raccontano le tematiche della trasmissione[8]: la presentazione di invenzioni più o meno bizzarre e la possibilità di fare annunci per cercare un partner o ritrovare persone o animali smarriti. Della sigla venne prodotto un 45 giri. Per l'ultima edizione del 1987 venne usato un nuovo testo, sempre con la stessa base musicale.

Nel 2010 Siglandia ha edito un cd maxi singolo con le 5 storiche versioni della sigla di testa, quattro delle quali pubblicate per la prima volta su cd.

Sigle di coda[modifica | modifica wikitesto]

La sigla di coda del programma cambiava di anno in anno. Il primo anno è stata composta ed eseguita sempre da Lino Patruno; mentre nelle edizioni successive sono state affidate ogni anno ad artisti differenti:

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione ebbe un clamoroso successo, superiore alle più rosee previsioni (punte di 28 milioni di telespettatori per l'edizione 1977-78). Molto di esso fu dovuto alla partecipazione diretta al programma della gente comune, che di fatto era la vera protagonista di Portobello, un'autentica novità per la televisione italiana dell'epoca, nonché per alcune scelte del presentatore che risultarono molto audaci per l'Italia di quegli anni, dalla mentalità ancora molto conformista e conservatrice;[senza fonte][sembra una RO] a esempio quella d'invitare come partecipanti per la rubrica Fiori d'arancio non solo giovani uomini celibi e donne nubili, ma pure persone single avanti con gli anni, vedove e vedovi, e anche persone separate o divorziate, scelta per la quale fu aspramente criticato dal mondo cattolico, con tanto d'interrogazioni parlamentari da parte di alcuni esponenti della DC.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Grasso, L'addio a Carpitella «corsaro» della Rai, in Corriere della Sera, 21 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2009).
  2. ^ a b Rai Media, Portobello di Enzo Tortora: il programma con dentro un palinsesto, in RAI MEDIA. URL consultato il 9 ottobre 2016.
  3. ^ Rai Media, Portobello di Enzo Tortora: il programma con dentro un palinsesto, in RAI MEDIA. URL consultato il 9 ottobre 2016.
  4. ^ 1961taranto, PAOLA BORBONI ( in questo video,anche la sua "storica" partecipazione a Portobello)., 10 aprile 2013. URL consultato l'8 ottobre 2016.
  5. ^ Armando Ficcarelli, Enzo Tortora Ritorno in Tv dopo l, 9 ottobre 2010. URL consultato l'8 ottobre 2016.
  6. ^ (IT) La Rai rispolvera 'Portobello': lo condurrà Antonella Clerici, Isoardi a 'La prova del cuoco', in Spettacoli - La Repubblica, 27 aprile 2018. URL consultato il 28 aprile 2018.
  7. ^ Canale di FoxLince1234, Portobello (sigla completa), 25 marzo 2013. URL consultato l'8 ottobre 2016.
  8. ^ Portobello è un mercato pazzerello dove trovi questo e quello e c'è pure un pappagallo con il becco giallo... Un fachiro con turbante offre mancia competente a chi prima trova il suo serpente...
  9. ^ Cristiano V., sigla coda 1982 portobello - ricchi e poveri "come vorrei", 10 dicembre 2013. URL consultato l'8 ottobre 2016.
  10. ^ Rai Media, Portobello di Enzo Tortora: il programma con dentro un palinsesto, in RAI MEDIA. URL consultato il 9 ottobre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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