Porto Flavia

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Porto Flavia
Porto Flavia Iglesias.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàIglesias
Caratteristiche
TipoGalleria mineraria a picco sul mare
Sito web

Coordinate: 39°20′13.69″N 8°24′45.21″E / 39.337136°N 8.412558°E39.337136; 8.412558

Porto Flavia è una infrastruttura di servizio dell'area mineraria di Masua, oggi non più operativa, situata della zona sud-occidentale della Sardegna e ricade amministrativamente nel comune di Iglesias, provincia del Sud Sardegna, in quella che oggi è la località balneare di Masua. Pur essendo un sito minerario non si trattava di una miniera, bensì di un porto d'imbarco del materiale estratto dalle miniere vicine.

Fu progettato dall'ingegnere veneziano Cesare Vecelli e realizzato nel 1924; prese il nome dalla figlia primogenita dell'ingegnere stesso[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La visita di Gabriele D'Annunzio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1882, un giovanissimo Gabriele D'Annunzio visitò il sito[2], con il compito di scrivere un articolo per conto della rivista Cronaca Bizantina. Descrisse la triste condizione dei minatori, denutriti e sottoposti a ritmi di lavoro massacranti, non senza dedicare spazio a un'interessante descrizione del territorio.

All'epoca della visita di D'Annunzio non era ancora presente la struttura progettata successivamente dall'ingegner Vecelli e il materiale veniva trasportato manualmente sulle imbarcazioni.

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Porto Flavia negli anni di attività

L'intera installazione portuale fu realizzata scavando all'interno della montagna a picco sul mare due gallerie sovrapposte: quella superiore, dove i materiali estratti dopo essere giunti sul luogo tramite una ferrovia Decauville venivano scaricati e quella inferiore da dove, per mezzo di un nastro trasportatore estraibile, il materiale veniva stivato direttamente sulle navi alla fonda. Tra le due gallerie erano sistemati nove enormi silos per lo stivaggio del materiale capaci di contenerne fino a 10 000 tonnellate.

La realizzazione di Porto Flavia permise alla società mineraria belga Veille Montagne, proprietaria delle miniere della zona, di abbattere i costi di imbarco dei materiali che, fino ad allora, venivano caricati a mano nelle bilancelle (piccole imbarcazioni a vela latina) carlofortine per essere trasportate nei magazzini dell'isola di San Pietro, dalla quale venivano poi imbarcate per le località di destinazione.

Riconversione turistica[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto fu dismesso negli anni sessanta con il progressivo abbandono dell'attività estrattiva della zona. Come vari siti minerari della zona a fine Novecento Porto Flavia è stato sottoposto ad un intervento di restauro, con successiva riapertura al pubblico di visitatori e turisti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Miniera di Masua - Porto Flavia, Miniere di Sardegna. URL consultato il 22 agosto 2011.
  2. ^ Forum Sardegna - D'annunzio e la miniera di Masua

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]