Portale:Venezia Giulia e Dalmazia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Portale Venezia Giulia e Dalmazia
Julian Venetia and Dalmatia.pngPortaleVGeD2.jpgJulian Venetia and Dalmatia.png


Icon tools.png
Progetti

Vuoi contribuire alle voci su Venezia Giulia e Dalmazia?
Vai al Progetto Venezia Giulia e Dalmazia

Crystal Clear action bookmark.png
Voci in vetrina e di qualità

{{{3}}}

Le regioni
Camera-photo.svg
Immagine del giorno
Korcula Croatia.jpg
Veduta di Curzola.
Nuvola apps package graphics.png
Arte
L'anfiteatro di Pola visto dalla parte del litorale

L’anfiteatro di Pola (chiamato anche Arena di Pola, in croato: Pulska Arena o semplicemente Rena) è per grandezza il sesto nel suo genere e il maggior monumento della romanità in Croazia. Il suo nome deriva dal latino ărēna, che indica la sabbia che ricopriva le platee degli anfiteatri romani.

Storia

L’anfiteatro venne costruito tra il 2 a.C. ed il 14 d.C., sotto l’imperatore Augusto. In seguito, l’imperatore Vespasiano, che aveva commissionato il Colosseo a Roma, lo fece ampliare (secondo la leggenda, egli voleva rendere omaggio ad una sua amante del luogo).

Come il Colosseo, veniva utilizzato prevalentemente per combattimenti di gladiatori o per naumachie. Si presume che sia rimasto intatto fino al XV secolo. In seguito sarebbe stato utilizzato come cava di pietra per le costruzioni della Repubblica di Venezia. Fu oggetto di ampio restauro durante l'epoca napoleonica.

Viene utilizzato tutt'oggi, similmente all’Arena di Verona: è un ambito centro di teatro e musica e nel 1993 ha ospitato il festival di Pola e gli Histria festivals. Personaggi di fama mondiale come Sting, Julio Iglesias, Luciano Pavarotti, Anastacia, Norah Jones, Alanis Morissette si sono esibititi in questa arena. Attualmente, è in grado di ospitare cinquemila spettatori.

System-users.svg
Etnie
Topolò, tipico villaggio delle Valli del Natisone nella Slavia Veneta.

La Slavia veneta o Slavia friulana (Beneška Slovenija o Benečija in sloveno, Sclavanie in Friulano) è la denominazione storica della regione collinare e montuosa (Prealpi Giulie) del Friuli orientale, che si estende tra Cividale del Friuli e i monti che sovrastano Caporetto (ora in Slovenia). Il nome deriva dall'epoca della Repubblica di Venezia, quando le Valli del Natisone, abitate prevalentemente da popolazioni di lingua slovena, acquisirono il nome di Schiavonia Veneta. Successivamente il nome si estese ai vicini territori etnicamente sloveni della Serenissima, comprese le Valli del Torre e le località di Bergogna, Boreana e Luico (con le frazioni circostanti) che fanno oggi parte della Slovenia, arrivando ad includere talvolta la Val Resia. La Slavia Veneta viene oggi frequentemente chiamata anche Slavia Friulana o, rifacendosi all'uso locale, semplicemente Benecìa. Meno frequente è invece l'uso della denominazione Slavia Italiana.

Storia

Gli slavi si stabilirono in queste zone già in epoca longobarda, tanto che fu proprio il potere longobardo ad accogliere i primi coloni e ad imporre il confine orientale tra popolazione romanza e slava, quasi coincidente al limite naturale esistente tra la pianura (romanza) e il territorio montuoso delle prealpi (slavo). La presenza slava si rafforzò probabilmente dopo le invasioni ungare nel IX secolo, allorché il Patriarcato di Aquileia si servì di gruppi di contadini slavi di varia provenienza (perlopiù sloveni dalla Carinzia e Carniola) anche per ripopolare alcune zone della pianura friulana devastate e quasi desertificate dalle incursioni magiare, e non è escluso che altrettanto possa essere accaduto per le aree montuose. I gruppi etnici slavi della pianura tuttavia vennero presto assimilati culturalmente dalla popolazione friulanofona.

Nuvola mimetypes log.png
Società, economia e politica
Lo stemma della Regione istriana

La Regione istriana (croato: Istarska županija) è una regione della Croazia. Essa è la più occidentale della repubblica, ed occupa gran parte dell'Istria, omonima penisola bagnata dall'Adriatico. Confina a nord con la Slovenia, ad est con la Regione litoraneo-montana.

Per la presenza della minoranza etnica italiana, la Regione assume uno statuto bilingue. Sede dell'Assemblea della Regione istriana è Pisino, mentre sede del governo (Giunta e Presidente della Regione) è Pola. Le sedute solenni dell'Assemblea (dette Dieta Istriana) si tengono usualmente a Parenzo, mentre uffici e assessorati sono presenti oltre che a Pisino e Pola, ad Albona, Parenzo e Rovigno.

Nuvola filesystems www.png
Mappe
'Vignesie Julie' pal 'Congresso Geografico Italiano' (1921-1943).jpg Dalmazia.jpg
- La Venezia Giulia (mappa del 1928)
- La Dalmazia nei suoi confini storici e geografici


Nuvola apps clock.png
23 settembre - Oggi accadde
  • 1919 - Spinti dalle notizie provenienti da Fiume, un gruppo di militari italiani occupa la cittadina dalmata di Traù alla guida del conte Nino Fanfogna, appartenente ad una delle famiglie più importanti del luogo. L'insurrezione terminerà il giorno dopo.
Cquote2.png
La citazione
« Da Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. »
(San Paolo, Lettera ai Romani, 15,19)
Nuvola apps kword.png
Storia
L'esplosione, ripresa da lunga distanza

La strage di Vergarolla (o anche Vergarola) fu causata dall'esplosione di un deposito di ordigni, avvenuta il 18 agosto 1946 sulla spiaggia di Vergarolla a Pola. L'esplosione provocò la morte di non meno di 80 persone.

In quel periodo l'Istria era rivendicata dalla Jugoslavia di Tito, che l'aveva occupata fin dal maggio 1945. Pola, invece, era amministrata, a nome e per conto degli Alleati dalle truppe britanniche, ed era quindi l'unica parte dell'Istria al di fuori del controllo Jugoslavo.

Le responsabilità dell'esplosione, la dinamica e perfino il numero delle vittime sono tuttora fonte di accesi dibattiti.

Crystal Clear app Login Manager.png
Il personaggio
Arturo Colautti in una cartolina commemorativa

Arturo Colautti (Zara, 9 ottobre 1851Roma, 9 novembre 1914) è stato un giornalista, scrittore e librettista italiano.

Vita

La gioventù in Dalmazia

Nato in Calle dei Tintori come ultimo di quattro figli di Francesco Colautti, friulano, ingegnere alle dipendenze dell'Impero Austroungarico, e di Luisa Couarde, francese, originaria di Antibes, trascorse l'adolescenza nella città natale, dove si diplomò nel locale Ginnasio Liceo, per poi svolgere il servizio di leva nell'esercito austro-ungarico.

Colautti si interessò molto precocemente al giornalismo ed all'età di 17 anni fondò il giornale "Il Progresso" prima e "La Leva" poi. In quel periodo studiò alle università di Vienna e Graz laureandosi in scienze politiche e geografiche. Andò poi a Fiume a dirigere "La Bilancia", per poi tornare nella nativa Zara a dirigere "Il Dalmata" dal 1872 al 1874.

Passato a Spalato nel 1876, vi fondò la Rivista Dalmatica di cultura e letteratura, ma l'impresa non ebbe lunga vita. Nello stesso anno fu chiamato a dirigere "L'Avvenire", al quale diede un'impronta nettamente irredentistica che gli causò le antipatie dei croati spalatini. In seguito all'apparizione di un articolo antiaustriaco apparso sul suo giornale, nel settembre 1880 Colautti subì un'aggressione da parte di un gruppo di soldati che lo rese infermo per qualche mese. Poco dopo, in seguito anche a minacce di querela per reati di stampa, Colautti scelse la via dell'esilio e si rifugiò nel Regno d'Italia.

Wikibooks-logo.svg
Lo sapevi che...

...l'ultimo parlante l'antichissima lingua dalmatica fu Tuone Udaina di Veglia, morto in seguito ad un incidente il 10 giugno 1898.

Nuvola apps kate.png
Il libro del giorno

G. Praga, Storia di Dalmazia, CEDAM, Padova 1954

“Storia di Dalmazia” è l’opera per antonomasia di Giuseppe Praga, l’ultimo testo scritto in lingua italiana che si occupò di raccontare in modo organico l’intera storia di questa regione, prima delle recentissime guide storico/artistiche di Alberto Rizzi e di Dario Alberi. Il Praga è un eccellente connubio fra lo storico, dal quale prende la capacità di inserire sinteticamente gli eventi in un quadro più ampio, fatto anche di rimandi ed approfondimenti, e l’erudito che ha alle spalle decenni di ricerche archivistiche ed un dominio assoluto della materia. Come è stato notato in anni recenti, la sua “Storia di Dalmazia” entra nel solco di quella visione a mezzo fra la politica e la storiografia, che privilegia gli elementi di autonomia della regione, soprattutto nei confronti della Croazia propria: una visione propugnata dal movimento autonomista alla metà del XIX secolo e combattuta dalla storiografia croata. Ma questo – se possibile – rende ancor più interessante la lettura di questo saggio, rendendolo prova viva delle riflessioni di un popolo – quello di cultura latino/italiana – che venne costretto a sparire quasi completamente dalla Dalmazia. Non tutto è al passo con i più recenti studi, ma “Storia di Dalmazia” di Giuseppe Praga resta comunque una pietra miliare nella storiografia sulla regione.

Julian Venetia and Dalmatia.png
Categorie
Le città
Julian Venetia and Dalmatia.png
Elenco delle voci

Geografia (Regioni storiche e attuali, isole principali, province e capoluoghi comunali, fiumi e laghi. I comuni istriani sono tutti nella sezione "Istria". Le località minori non sono state inserite)


Storia e letteratura (In ordine cronologico)
* Storia della Dalmazia · Santa Intrada · Assedio di Zara · Repubblica di Ragusa · Liber statutorum civitatis Ragusii · Liber omnium reformationum · Liber Viridis · Liber Croceus · Podestà, conti e sindaci di Pola · Letteratura dalmata rinascimentale · Linea Nani · Linea Grimani · Linea Mocenigo · Albania Veneta · Croatizzazione · Teatro Verdi (Zara) · Battaglia di Lissa (1866) · Dieta della Dalmazia · Partito Autonomista (Dalmazia) · Legione Redenta di Siberia · Patto di Londra · Conferenza di pace di Parigi (1919) · Incidenti di Spalato Crystal Clear action bookmark.png · Impresa di Fiume · Reggenza Italiana del Carnaro · Trattato di Rapallo (1920) · Natale di sangue · Stato libero di Fiume · Società dalmata di storia patria · Bombardamenti di Zara Crystal Clear action bookmark.png · Massacri delle foibe · Foiba di Terli · Strage di Vergarolla · Trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate · Territorio Libero di Trieste · Esodo istriano · Memorandum di Londra · Fondo dalmata Cippico-Bacotich · Trattato di Osimo


Linguistica
* Lingua dalmatica · Questione della lingua a Ragusa Crystal Clear action bookmark Silver.svg


Arte (Compresi gli edifici di culto. Le biografie degli artisti sono nella sezione "Persone")* Arena di Pola · Atleta di Lussino · Basilica Eufrasiana (Parenzo) · Cattedrale dei Santi Ilario e Taziano (Gorizia) · Cattedrale dell'Assunta e di San Nazario (Capodistria) · Cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (Veglia) · Cattedrale dell'Assunzione di Maria (Ragusa) · Cattedrale di San Doimo (Spalato) · Cattedrale di San Giacomo (Sebenico) · Cattedrale di San Giusto (Trieste) · Cattedrale di San Lorenzo (Traù) · Cattedrale di Santo Stefano (Lesina) · Cattedrale di San Vito (Fiume) · Palazzo di Diocleziano · Palazzo Pretorio (Capodistria) · Santuario di Santa Maria alle Lastre


Organizzazioni ecclesiatico/religiose(Secondo l'ordine gerarchico territoriale. Esclusi gli edifici di culto)


Persone (In ordine albabetico per cognome)


Società, politica ed economia


Trasporti


Altre voci

Nuvola apps kontact.png
Novità

Hai creato una nuova voce?
Segnalala al Progetto Venezia Giulia e Dalmazia

Nuvola apps bookcase.png
Fonti e bibliografia
Risorse bibliografiche di libero accesso
Bibliografia sulla Venezia Giulia e sulla Dalmazia

L'elenco non ha alcuna pretesa di essere esaustivo e privilegia le opere pubblicate in lingua italiana

Collegamenti a siti
Nuvola apps usb.png
Portali e progetti collegati