Portale:Venezia Giulia e Dalmazia

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Vista di Ragusa alla metà del XVII secolo.

Con questione della lingua a Ragusa s'intende l'analisi del repertorio linguistico della Repubblica di Ragusa, con particolare attenzione al parlato. Tale questione assunse particolare importanza fra la metà del XIX e la metà del XX secolo, quando l'allora nascente "risorgimento croato" (hrvatski narodni preporod) si scontrò con le istanze irredentistiche italiane: all'epoca ognuno dei due movimenti riteneva che il carattere nazionale fondamentale della Repubblica di Ragusa fosse alternativamente slavo o italiano, con conseguente inserimento della storia ragusea esclusivamente - o prevalentemente - in uno dei due alvei. Per tale motivo, è possibile trovare degli studi che deliberatamente deformarono le fonti o omisero di riportare ciò che non si attagliava con le proprie finalità ideologiche. Nei decenni più recenti la questione è finalmente rientrata in un ambito eminentemente scientifico e culturale.

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Crystal Clear action bookmark.png Incidenti di Spalato · Crystal Clear action bookmark Silver.svg Questione della lingua a Ragusa · HILLGIALLO puntointerrogativo.png Flora Zuzzeri
Le regioni
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Immagine del giorno
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Veduta di Isola d'Istria.
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Arte
Visione frontale del tempio

Il tempio di Augusto e della dea Roma di Pola è un tempio romano costruito nel I secolo d.C. per glorificare l'imperatore e la città. Sorgeva nell'antico foro di Pietas Iulia, insieme al tempio gemello probabilmente dedicato a Diana.

Storia

Il tempio sorse sui resti del podio di un precedente santuario edificato tra il 42 a.C. e il 16 a.C., quando l'Impero Romano era in piena espansione e la città di Pietas Iulia era ancora fuori dai suoi confini e possedeva dunque lo status di colonia. La costruzione si colloca nel grande piano voluto dall'imperatore Ottaviano di rinnovo dell'urbanistica di gran parte delle città allora sottomesse a Roma, nell'ottica di celebrare la neonata istituzione imperiale, che aveva sostituito una repubblica durata quasi cinque secoli. Costruito tra il 2 a.C. e il 14 d.C., il tempio era dedicato all'imperatore stesso.

Il luogo di culto venne anche dedicato alla dea Roma, poiché Augusto era restio alla costruzione di edifici in suo nome che non fossero dedicati anche alla figura dell'Impero divinizzato, in modo che il passaggio alla nuova forma di governo non sembrasse troppo brusco e radicale.

Il tempio fu chiuso alla fine del IV secolo, quando il cristianesimo divenne religione di Stato e i culti pagani furono soppressi.

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Etnie
Panoramica di Buie, nell'Istria croata, dove gli italiani sono il 40% della popolazione

I Croati italiani sono gli Italiani (di nascita o di etnia) della Croazia.

Storia

Gli attuali Italiani della Croazia sono i discendenti dei Dalmati ed Istriani (popoli neolatini originati nel medioevo dagli Illiri romanizzati) e dei Veneti trapiantati nei territori adriatici d'oltremare della Serenissima. Negli ultimi due secoli vi si sono trasferiti anche alcuni italiani dalla penisola italiana, come nel caso di emigranti pugliesi a Ragusa e trentini a Pozega.

Attualmente in Istria vi sono ancora consistenti comunità di italiani (circa il 9% della popolazione), mentre in Dalmazia vi sono solo piccoli gruppi italiani di modestissima entità numerica, ultima testimonianza di una presenza che discende direttamente dalle popolazioni di lingua romanza sopravvissute alle invasioni slave.

La comunità italiana agli inizi del XIX secolo era ancora molto consistente ed era maggioritaria in quasi tutti i maggiori centri costieri dell'attuale Repubblica di Croazia.

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Società, economia e politica
Dieta Democratica Istriana
Istarski Demokratski Sabor
Leader Ivan Jakovčić
Fondazione 1990
Sede Pola
Ideologia regionalismo, liberalismo
Sito web http://www.ids-ddi.com

La Dieta Democratica Istriana (in croato Istarski Demokratski Sabor, nome ufficiale Istarski Demokratski Sabor/Dieta Democratica Istriana, acronimo IDS-DDI) è un partito politico croato.

È un partito regionale che si fa portavoce delle istanze della Regione Istriana e partecipa regolarmente sia alle elezioni nazionali che a quelle locali.

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Mappe
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- La Venezia Giulia (mappa del 1928)
- La Dalmazia nei suoi confini storici e geografici


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28 marzo - Oggi accadde
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La citazione
« Io sono un esule nel più completo senso della parola, un esule organico più che anagrafico, uno che si sentiva già in esilio a casa propria, molto prima di affrontare la via dell’esodo effettivo nella scia delle grandi migrazioni che, verso la fine della seconda guerra europea, dovevano stravolgere la carta etnica e geografica dell’Est europeo.

Fin dai tempi in cui ero stato costretto a spostarmi di continuo fra il confino scolastico di Zara e l’ambiente nettamente più slavo e familiare di Spalato, mi sono trascinato addosso il disagio di un ragazzo bilingue, sdoppiato, spesso quasi estraneo a se stesso. Un ragazzo che non sapeva mai bene a chi e a che cosa appartenere; sempre in bilico perplesso e interrogativo fra genitori, nonni, zii, cugini, amici, amiche, nutrici, servi di diversa nazionalità; sempre precario in una terra nella quale, soprattutto dopo il crollo dell’Austria, i risentimenti e i contrasti nazionali erano diventati l'acido pane quotidiano di cui si nutrivano i suoi irrequieti abitanti (...).
Io non sono venuto alla luce in occidente, ma (...) sono nato piuttosto all’ombra dell’oriente: cioè all’ombra del mito serbo e dei miti montenegrini che, tramite mia madre e il nonno Vuskovic, prolungavano e rafforzavano la primordiale serbità già inculcatami dalla balia morlacca in una dimensione più fiabesca e popolare. »

(Enzo Bettiza, Esilio, Milano, Mondadori 1999)
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Storia

Con "massacri delle foibe" o, più comunemente, foibe si intendono gli eccidi di migliaia di cittadini italiani compiute per motivi etnici-politici alla fine (e durante) la seconda guerra mondiale in Venezia Giulia e Dalmazia, per lo più compiuti dall'Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia.

In misura minore e con diverse motivazioni furono coinvolti nei massacri anche cittadini italiani di nazionalità slovena e croata, oltre che alcuni cittadini di nazionalità tedesca e ungherese residenti a Fiume.

Il nome deriva dagli inghiottitoi di natura carsica dove furono rinvenuti i cadaveri di centinaia di vittime e che localmente sono chiamati "foibe". Per estensione i termini "foibe" e il neologismo "infoibare" sono in seguito diventati sinonimi degli eccidi, che furono in realtà perpetrati con diverse modalità.

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Il personaggio
Giovanni Lucio
Giovanni Lucio (in latino Joannes Lucius, in croato Ivan Lučić) (Traù, settembre 1604Roma, 11 gennaio 1679) è stato uno storico dalmata originario di Traù, allora parte della Repubblica di Venezia.

Vita e opere

La sua famiglia è attestata già da documenti del XIII secolo in diversi comuni della Dalmazia, e fu per secoli nel consiglio dei nobili traurini.

Figlio di Pietro e di Caterina Difnico (discendente da altra notabile famiglia dalmata), dopo i primi studi nella sua città natale, fu prima a Padova e poi a Roma a studiare lettere fino al 1620, ottenendo poi la laurea in giurisprudenza a Padova. Tornato a Traù fece parte del Consiglio Municipale ed occupò varie cariche cittadine destinate alla nobiltà. Nel 1643 fu inviato dal Consiglio a Venezia insieme a Domenico Andreis per sostenere i privilegi della nobiltà contro le pretese dei cittadini.

Nel 1646 sovrintese ai lavori di fortificazione contro i Turchi.

Raccolse in volumi i documenti che ritrovò nell'ufficio della fabbrica della cattedrale e diresse l'erezione del nuovo altare e il collocamento dell'arca nuova, in cui furono riposte le reliquie di San Giovanni Orsini, patrono di Traù.

Ultimo superstite maschio della sua antica casata, ne riorganizzò le sostanze in modo da potersi ricavare una rendita annua di circa 400 ducati, sufficienti a garantirgli una vita agiata e indipendente, al fine di potersi dedicare ai suoi prediletti studi. Per amore del sapere, decise quindi di trasferirsi nuovamente a Roma, ove si impegnò nello studio della storia.

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Lo sapevi che...

...fra i personaggi famosi nati nella città dalmata di Sebenico ci sono il medico Angelo Antonio Frari, il soprano Ester Mazzoleni, il letterato e linguista Niccolò Tommaseo e il botanico Roberto de Visiani?

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Il libro del giorno

D. Alberi, Istria. Storia, arte, cultura, Lint, Trieste 2001

Questo enciclopedico manuale è allo stesso tempo una storia dell’Istria, della sua arte, dei suoi popoli, delle sue cittadine, della sua cultura. Grazie ad un certosino lavoro dell’autore si viene a colmare una vera e propria voragine nell’editoria italiana, che non conosceva un’opera di questo tipo, dedicata alla regione istriana oggi divisa fra tre stati (Italia, Slovenia e Croazia). Solo un camminatore come Dario Alberi poteva avere la pazienza di descrivere - diremmo proprio “passo per passo” – ogni più piccola località dell’Istria. Ne viene fuori un quadro complessivo forse non sempre semplicissimo da seguire (alle volte la storia delle varie cittadine è un po’ arruffata), ma di grande godibilità. Il formato agile aiuta chi volesse portarsi il libro in giro come guida turistica.

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Categorie
Le città
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Elenco delle voci

Geografia (Regioni storiche e attuali, isole principali, province e capoluoghi comunali, fiumi e laghi. I comuni istriani sono tutti nella sezione "Istria". Le località minori non sono state inserite)


Storia e letteratura (In ordine cronologico)


Linguistica


Arte (Compresi gli edifici di culto. Le biografie degli artisti sono nella sezione "Persone")


Organizzazioni ecclesiatico/religiose (Secondo l'ordine gerarchico territoriale. Esclusi gli edifici di culto)


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Società, politica ed economia


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Fonti e bibliografia
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Bibliografia sulla Venezia Giulia e sulla Dalmazia

L'elenco non ha alcuna pretesa di essere esaustivo e privilegia le opere pubblicate in lingua italiana

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